<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120</id><updated>2011-11-27T16:52:58.502-08:00</updated><category term='veltroni'/><category term='ulivo'/><category term='La Sardegna che cambia'/><category term='nucleare'/><category term='G8'/><category term='summit premier-Cappellacci'/><category term='Il governatore della Sardegna: «I sardi? Un problema»'/><category term='aglientu'/><category term='AMBIENTE:GREENPEACE'/><category term='meglio soru meglio la sardegna'/><category term='LA SARDEGNA PERDE IL VERTICE DEI GRANDI'/><category term='Nomine Asl'/><category term='Sardi beffati dal presidente Berlusconi'/><category term='la Sardegna insorge: «È una follia»'/><category term='luisiana'/><category term='SIT-IN PER TUTELA DELLE BOCCHE BONIFACIO'/><category term='sardegna nucleare'/><category term='Durissimo attacco di Settimo Nizzi al Governatore. Giunta regionale inappropriata'/><category term='souru'/><category term='meglio Soru'/><category term='La Sardegna in ginocchio'/><category term='marea nera sarda'/><category term='pd'/><category term='lavori per il G8 e i fondi per la Sassari-Olbia i temi'/><title type='text'>PRESTIGE - Bocche di Bonifacio e Laguna di Venezia</title><subtitle type='html'>&lt;strong&gt;LEGAMBIENTE MERATESE Piazza Vittoria 8-23877 Paderno d'Adda Lecco - &lt;a href="legambiente@gmail.com"&gt;legambiente@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;


Le petroliere nelle bocche di Bonifacio e a Venezia possono causare disastri,se possibile, peggiori di quando e' accaduto in Galizia.





</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Legambiente meratese</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://1.bp.blogspot.com/_2-R8wyN6TKU/TH94Ci4J0BI/AAAAAAAAAB0/QXow5BOoLI8/S220/Legambiente_a.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>474</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-6766841333780047459</id><published>2011-06-15T08:09:00.000-07:00</published><updated>2011-06-15T08:09:21.599-07:00</updated><title type='text'>Greenpeace con la Sardegna alla Prestigiacomo: le Bocche di Bonifacio aspettano da un anno!</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.greenme.it/approfondire/come-e-andata-a-finire-/5170-greenpeace-con-la-sardegna-alla-prestigiacomo-le-bocche-di-bonifacio-aspettano-da-un-anno"&gt;Greenpeace con la Sardegna alla Prestigiacomo: le Bocche di Bonifacio aspettano da un anno!&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 15 Giugno 2011 12:44 Scritto da Serena Bianchi&lt;br /&gt;A un anno dall’&lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/comunicati/Greenpeace-festeggia-per-le-Bocche-di-Bonifacio-ma-ora-servono-i-fatti-/" rel="nofollow" target="_blank"&gt;Accordo&lt;/a&gt; per tutelare le &lt;a href="http://www.greenme.it/approfondire/come-e-andata-a-finire-/2522-bocche-di-bonifacio-arriva-laccordo-con-la-francia-per-trasformare-larea-in-un-parco-marino-"&gt;Bocche di Bonifacio&lt;/a&gt; cosa è stato fatto? È questa la domanda che oggi Greenpeace, insieme a dieci comuni del Nord della Sardegna, al Presidente della Provincia Olbia-Tempio e all'Assessore regionale ai Lavori Pubblici, Sannitu, pone ufficialmente al Ministro &lt;a href="http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/4405-nucleare-italia-governo-passo-indietro-prestigiacomo"&gt;On. Prestigiacomo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Sono trascorsi dodici mesi dai festeggiamenti a &lt;a href="http://www.greenme.it/muoversi/eco-turismo/4406-le-10-destinazioni-piu-etiche-del-2011-"&gt;Palau&lt;/a&gt; per l’impegno assunto dall’On. Prestigiacomo insieme al Ministro per l'Ecologia francese, &lt;a href="http://www.greenme.it/informarsi/natura-a-biodiversita/827-bocche-di-bonifacio-la-nuova-missione-di-greenpeace"&gt;Jean-Louis Borloo&lt;/a&gt;. Impegno che prevedeva una proposta per vietare il transito di navi con carichi pericolosi nelle Bocche, e la finalizzazione del processo di creazione di un Parco Marino internazionale delle stesse.&lt;br /&gt;Solo un anno fa Giuseppe Onufrio, direttore Esecutivo di Greenpeace Italia, parlava di vittoria. Una vittoria per &lt;a href="http://www.greenme.it/tag/greenpeace-italia"&gt;Greenpeace&lt;/a&gt;, per la &lt;a href="http://www.greenme.it/tag/sardegna"&gt;Sardegna&lt;/a&gt; e per la &lt;a href="http://www.greenme.it/tag/corsica" target="_blank"&gt;Corsica&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Oggi, però, che situazione si presenta agli occhi di chi raggiunge le Bocche? Greenpeace parla di 130.000 tonnellate di merci pericolose che ogni anno continuano a transitare nello stretto, senza che nessuna misura di protezione sia stata messa in atto. Tutto questo, mentre le comunità locali sarde continuano a non ricevere alcuna informazione sull’avanzamento dei lavori del Ministero.&lt;br /&gt;google_protectAndRun("render_ads.js::google_render_ad", google_handleError, google_render_ad);&lt;br /&gt;"Siamo stanchi di accordi che valgono solo sulla carta. – ha ricordato Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace e presente un anno fa alla firma dell’Accordo a Palau - Nel 1999 proprio Francia e Italia, insieme a Monaco, si impegnavano a proteggere tutto il Nord Tirreno, creandovi il &lt;a href="http://www.greenme.it/tag/santuario-dei-cetacei"&gt;Santuario dei Cetacei&lt;/a&gt; Pelagos. Eppure in tutti questi anni non sono stati in grado di mettervi in pratica una sola misura di tutela e gestione. Ci auguriamo che questo accordo non finisca per essere l'ennesimo specchietto per le allodole".&lt;br /&gt;Il 15 giugno 2010 Greenpeace chiedeva espressamente alle parti firmatarie di far seguire all’Accordo un piano preciso da presentare nel più breve tempo possibile all'Organizzazione Marittima Internazionale (OMI) una proposta per tutelare le Bocche dai traffici navali a rischio. L’organizzazione si aspettava che l'Italia facesse un salto di qualità nelle politiche di tutela del mare sia a livello nazionale che nell'ambito di processi internazionali come la Convenzione di Barcellona.&lt;br /&gt;Le minacce ambientali, però, invece di diminuire aumentano. Come evidenziato nella stessa dichiarazione firmata da Italia e Francia, le Bocche di Bonifacio sono un'area di alta valenza ambientale, particolarmente vulnerabile ai rischi creati dalle attività antropiche.&lt;br /&gt;Dopo il recente sversamento di idrocarburi a &lt;a href="http://www.greenme.it/informarsi/green-economy/3950-porto-torres-sorgera-qui-il-polo-chimico-piu-green-deuropa-"&gt;Porto Torres&lt;/a&gt; e dopo i non pochi episodi di naufragio avvenuti in passato nello stretto, quanto dovranno ancora attendere le comunità locali della Sardegna? Speriamo non dodici mesi.&lt;br /&gt;Serena Bianchi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-6766841333780047459?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.greenme.it/approfondire/come-e-andata-a-finire-/5170-greenpeace-con-la-sardegna-alla-prestigiacomo-le-bocche-di-bonifacio-aspettano-da-un-anno' title='Greenpeace con la Sardegna alla Prestigiacomo: le Bocche di Bonifacio aspettano da un anno!'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/6766841333780047459'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/6766841333780047459'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2011/06/greenpeace-con-la-sardegna-alla.html' title='Greenpeace con la Sardegna alla Prestigiacomo: le Bocche di Bonifacio aspettano da un anno!'/><author><name>Legambiente meratese</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://1.bp.blogspot.com/_2-R8wyN6TKU/TH94Ci4J0BI/AAAAAAAAAB0/QXow5BOoLI8/S220/Legambiente_a.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-2551239932221114903</id><published>2011-06-09T02:52:00.000-07:00</published><updated>2011-06-09T02:52:23.607-07:00</updated><title type='text'>ACQUA: APPELLO SINDACI, SI SCRIVE ACQUA SI LEGGE DEMOCRAZIA - AgenParl - Agenzia Parlamentare per l'informazione politica ed economica</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20110608-acqua-appello-sindaci-si-scrive-acqua-si-legge-democrazia"&gt;ACQUA: APPELLO SINDACI, SI SCRIVE ACQUA SI LEGGE DEMOCRAZIA - AgenParl - Agenzia Parlamentare per l'informazione politica ed economica&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AGENPARL) - Roma, 08 giu - "Noi crediamo che l'acqua - fonte insostituibile di vita - debba essere considerata un bene comune e patrimonio dell'umanità. L'accesso all'acqua – in particolare potabile - é un diritto umano e sociale che deve essere garantito in una logica di mutuo sostegno a tutti gli esseri umani indipendentemente dalla disponibilità locale del bene. La copertura finanziaria dei costi necessari per garantire l'accesso effettivo di tutti gli essere umani all'acqua, nella quantità e qualità sufficienti alla vita, deve essere a carico della collettività pur prevedendo un costo del servizio che eviti gli sprechi e sia adeguato al valore di un bene non rinnovabile all’infinito. Essendo l’acqua un diritto umano universale il servizio idrico deve essere riconosciuto dallo Stato come privo di rilevanza economica". Inizia così l'appello di un gruppo di sindaci per il referendum sull'acqua che si svolgerà domenica e lunedi prossimo.&lt;br /&gt;I sindaci di Airuno, Barzanò, Brivio, Bulciago, Calco, Casatenovo, Cassago, Cernusco Lombardone, Costa Masnaga, Cremella, Dervio, Galbiate, Garlate, Lecco, Lomagna, Mandello, Lario, Montevecchia, Olgiate, Molgora, Osnago, Paderno d’Adda, Perego, Robbiate, Rovagnate, Sirtori, Valmadrera, Verderio, Inferiore, Viganò scrivono "Parlare di servizio idrico integrato vuol dire prendere in considerazione il ciclo completo di trattamento dell’acqua potabile dalla sua captazione, alla depurazione e distribuzione sino ad comprendere la fase finale di raccolta delle acque reflue in fognatura e infine della loro depurazione: si tratta di un processo industriale complesso che richiede forti investimenti pubblici per garantire che il diritto garantito sulla carta si trasformi in diritto effettivo per i cittadini. Per questi motivi i sindaci firmatari dell’appello appoggiano le iniziative del Comitato referendario lecchese 2 sì per l'acqua bene comune e chiedono ai cittadini prima di tutto di recarsi a votare per i referendum del prossimo 12-13 giugno, perché la rinuncia al voto è sempre una perdita per la democrazia: il voto è un diritto conquistato con enormi sacrifici e va difeso anzitutto facendolo valere, cioè recandosi alle urne per esprimere la propria opinione. di votare due sì ai quesiti referendari sull’acqua. Il primo quesito serve a fermare il processo di privatizzazione dei servizi idrici abrogando l’art. 23 bis della Legge n. 133/2008, relativo alla messa sul mercato dei servizi pubblici di rilevanza economica attraverso l’affidamento della gestione del servizio idrico integrato a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato. In questo modo si potrà confermare la scelta che tutti i Comuni Lecchesi hanno sottoscritto di affidare la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Il secondo quesito chiede di abrogare l’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006, limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto della “adeguatezza della remunerazione del capitale investito” perché questa norma consente al gestore di caricare sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito. Vogliamo mantenere l’acqua in mano pubblica per garantirne l’accesso a tutti, per tutelare un bene non rinnovabile da conservare per le future generazioni, per garantire una gestione trasparente e partecipata. Per questo diciamo che si scrive acqua, ma si legge democrazia".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-2551239932221114903?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20110608-acqua-appello-sindaci-si-scrive-acqua-si-legge-democrazia' title='ACQUA: APPELLO SINDACI, SI SCRIVE ACQUA SI LEGGE DEMOCRAZIA - AgenParl - Agenzia Parlamentare per l&apos;informazione politica ed economica'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2551239932221114903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2551239932221114903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2011/06/acqua-appello-sindaci-si-scrive-acqua.html' title='ACQUA: APPELLO SINDACI, SI SCRIVE ACQUA SI LEGGE DEMOCRAZIA - AgenParl - Agenzia Parlamentare per l&apos;informazione politica ed economica'/><author><name>Legambiente meratese</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://1.bp.blogspot.com/_2-R8wyN6TKU/TH94Ci4J0BI/AAAAAAAAAB0/QXow5BOoLI8/S220/Legambiente_a.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-6838943226942788049</id><published>2011-01-26T08:06:00.000-08:00</published><updated>2011-01-26T08:06:28.856-08:00</updated><title type='text'>Marea nera in Sardegna, il biologo marino: "Fondali salvi, ma bisogna raccogliere subito il catrame" | tiscali.notizie</title><content type='html'>&lt;a href="http://notizie.tiscali.it/articoli/interviste/11/01/marea-nera-sardegna-biologo.html"&gt;Marea nera in Sardegna, il biologo marino: "Fondali salvi, ma bisogna raccogliere subito il catrame"  tiscali.notizie&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Marea nera in Sardegna, il biologo marino: "Fondali salvi, ma bisogna raccogliere subito il catrame"&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;di Claudia Mura&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È ancora alto l’allarme sulla costa a Nord della Sardegna dopo la fuoriuscita, l'11 gennaio scorso, di olio combustibile dalla banchina della E.on, centrale termoelettrica di Fiumesanto nello scalo industriale di Porto Torres (SS). Il materiale inquinate, sospinto dai forti venti dei giorni scorsi, è giunto fino alle spiagge di Stintino, Capo Testa e Aglientu (Olbia-Tempio): litorali di spiaggia bianchissima dove il danno ambientale rischia di essere incalcolabile. &lt;a title="'Marea" href="http://notizie.tiscali.it/articoli/interviste/11/01/marea-nera-sardegna-intervista-sindaci.html" target="_self"&gt;I sindaci della zona protestano&lt;/a&gt; e chiedono l’intervento di Stato e Regione, mentre &lt;a title="Marea nera a Porto Torres: attesi dall’inchiesta i primi indagati. Allarme anche a Stintino" href="http://notizie.tiscali.it/articoli/interviste/11/01/Marea%20nera%20in%20Sardegna,%20i%20sindaci:%20&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;quot;Lasciati%20soli%20da%20Stato%20e%20Regione%20a%20raccogliere%20sabbia%20a%20catrame&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;quot;" target="_self"&gt;la Procura di Sassari&lt;/a&gt; si appresta a fare i nomi dei primi indagati.&lt;br /&gt;Ma quali sono i rischi per una zona così pregiata e importante per l’economia locale basata sul turismo? Quale l’entità del danno e gli interventi opportuni? Lo abbiamo chiesto al dottor Luigi Alcaro, biologo marino dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che è stato nei luoghi colpiti dalla marea nera.“La fuoriuscita di oli combustibile è valutata tra le 17 e le 20 tonnellate in base ai dati della Capitaneria di Porto. Non sono quantità rilevanti, soprattutto rispetto a incidenti passati. Però si tratta di olio combustibile e quindi di una miscela di idrocarburi molto persistenti. Non è un materiale come il diesel e la benzina che sono volatili ed evaporano facilmente. Questo invece persiste nell’acqua, quindi bisogna effettuare una bonifica quanto più puntuale possibile anche in considerazione del fatto che l’area è particolarmente sensibile. Nella zona di Fiume Santo c’è stato un incidente simile nel febbraio del 2000 con quantità di catrame anche maggiori e di olio combustibile che affondava e rischiava di compromettere i fondali perché in questi casi la raccolta del materiale è molto più difficile. Un incidente apparentemente più grave, eppure la bonifica si fece.”&lt;br /&gt;Oggi invece i fondali sono salvi?“Dalle indagini fatte sembrerebbe di sì, anche se ci sono zone che attendono ancora di essere analizzate. Il tipo di olio ha una densità inferiore all’unità e quindi tende a galleggiare. Ci possono essere zone in cui si è mischiato con la sabbia diventando pesante e andando a depositarsi sul fondo anche a causa delle mareggiate, ma sono moderatamente ottimista.”&lt;br /&gt;I sindaci lamentano la penuria di mezzi a loro disposizione e di informazioni. Cosa si può fare per avere dati certi?“Bisognerebbe fare una perlustrazione seria non solo da terra perché certe aree della costa sono raggiungibili solo dal mare.”&lt;br /&gt;C’è chi dice che il danno sia ormai irrecuperabile e che ufficialmente si faccia finta di poter intervenire per non compromettere definitivamente la stagione turistica. Lei, da tecnico, cosa ne pensa?“Personalmente sono stato sulla costa di Platamona (SS) dove ho visto sparute chiazze di catrame e dove si era già intervenuti con la bonifica. Nella zona di Santa Teresa di Gallura ci sono stati dei colleghi che mi hanno riferito di una situazione analoga.”&lt;br /&gt;Quindi non c’è da allarmarsi?“Io non ritengo molto complicato l’intervento da operare anche perché c’è un fattore positivo: questo olio sotto i 20 gradi centigradi, e ora l’acqua è sotto questa temperatura, è allo stato solido. Si tratta di pezzi di catrame simili a grumi d’asfalto facilmente raccoglibili a mano anche dalle spiagge e dalle rocce. Questo prodotto è potenzialmente pericoloso ma è agevolmente gestibile con una bonifica ben strutturata.”&lt;br /&gt;L’ipotesi solventi è quindi da bocciare?“Per carità, la cura sarebbe peggiore del male. I solventi sono a loro volta tossici e con del materiale solido ne servirebbero grandi quantità.”&lt;br /&gt;La bonifica va quindi eseguita manualmente?“Si, coi mezzi meccanici si rischia di raccogliere troppa sabbia in una zona già colpita da fenomeni di erosione. Gli operatori e i volontari presenti sul posto stanno già facendo un buon lavoro visto che si tratta di un’opera da fare con rastrelli e palette. È una situazione di emergenza che non voglio sottovalutare ma, per quello che ho avuto modo di osservare, si può affrontare coi mezzi locali.”&lt;br /&gt;I pescatori sono molto preoccupati. Ci sono problemi per i prodotti ittici della zona?“Sono più che altro problemi psicologici, come fu con l’aviaria, ad esempio. Non c’è il rischio di trovarsi sul piatto un’orata incatramata.”&lt;br /&gt;25 gennaio 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-6838943226942788049?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://notizie.tiscali.it/articoli/interviste/11/01/marea-nera-sardegna-biologo.html' title='Marea nera in Sardegna, il biologo marino: &quot;Fondali salvi, ma bisogna raccogliere subito il catrame&quot; | tiscali.notizie'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/6838943226942788049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/6838943226942788049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2011/01/marea-nera-in-sardegna-il-biologo.html' title='Marea nera in Sardegna, il biologo marino: &quot;Fondali salvi, ma bisogna raccogliere subito il catrame&quot; | tiscali.notizie'/><author><name>Legambiente meratese</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://1.bp.blogspot.com/_2-R8wyN6TKU/TH94Ci4J0BI/AAAAAAAAAB0/QXow5BOoLI8/S220/Legambiente_a.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-792337037767914151</id><published>2011-01-26T07:58:00.000-08:00</published><updated>2011-01-26T07:58:33.440-08:00</updated><title type='text'>Sardegna, continua l'allarme marea nera - | GreenCity | Per un futuro sostenibile</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.greencity.it/news/3434/sardegna-continua-l-allarme-marea-nera.html"&gt;Sardegna, continua l'allarme marea nera -  GreenCity  Per un futuro sostenibile&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pericolo marea nera continua a minacciare la Sardegna: l'olio combustibile fuoriuscito nei giorni scorsi dalla centrale termoelettrica di Fiumesanto nello scalo industriale di Porto Torres (SS), ha raggiunto le spiagge di Stintino, Capo Testa, Santa Teresa di Gallura e Aglientu (Olbia-Tempio), rischiando di produrre un danno ambientale incalcolabile. Le autorità locali, insieme a numerosi volontari, hanno avviato una serie di operazioni di bonifica, ma occorre anche un intervento di Stato e Regione affinché il disastro non si estenda al resto della costa rischiando così di compromettere la stagione turistica. Ma facciamo un passo indietro per capire quanto è accaduto in territorio sardo negli ultimi giorni: mercoledì 12 gennaio è avvenuto un imprevedibile guasto meccanico nella linea di drenaggio del collettore manichette che scaricava nei silos della E.On Italia il carburante della petroliera Esmeralda, rovesciando così tutto il petrolio in mare che, in pochi giorni, grazie alla complicità dei venti, ha raggiunto le spiagge ad oltre 100 km di distanza. Alcuni giorni dopo, precisamente il 20 gennaio, le acque reflue dello scalo industriale, cariche di gasolio, sono state sversate nel mare di Porto Torres. Sotto accusa c'è E. On, filiale italiana della multinazionale tedesca dell'energia, su cui la Procura della Repubblica di Sassari ha già aperto un'inchiesta, ipotizzando il reato di disastro ambientale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-792337037767914151?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.greencity.it/news/3434/sardegna-continua-l-allarme-marea-nera.html' title='Sardegna, continua l&apos;allarme marea nera - | GreenCity | Per un futuro sostenibile'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/792337037767914151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/792337037767914151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2011/01/sardegna-continua-lallarme-marea-nera.html' title='Sardegna, continua l&apos;allarme marea nera - | GreenCity | Per un futuro sostenibile'/><author><name>Legambiente meratese</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://1.bp.blogspot.com/_2-R8wyN6TKU/TH94Ci4J0BI/AAAAAAAAAB0/QXow5BOoLI8/S220/Legambiente_a.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-5634629143332766850</id><published>2011-01-26T03:57:00.000-08:00</published><updated>2011-01-26T03:57:16.037-08:00</updated><title type='text'>Marea nera in Sardegna. I sardi fanno da soli. - Petrolio</title><content type='html'>&lt;a href="http://petrolio.blogosfere.it/2011/01/marea-nera-in-sardegna-i-sardi-fanno-da-soli.html"&gt;Marea nera in Sardegna. I sardi fanno da soli. &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ci fosse stato ancora Soru, avrebbe piantato un mostruoso can can. Invece, i sardi sono completamente abbandonati a loro stessi nel combattere la marea nera nostrana.&lt;br /&gt;Una mini-marea nera, niente a che vedere con quel che accadde nel Golfo del Messico. Ma sappiamo che bastano poche gocce di idrocarburi pesanti per contaminare vaste aree costiere, e proprio non ci allieta sentire nomi come "Santa Teresa di Gallura" in certi contesti. Nomi che, per quanto riguarda chi di dovere, sono spendibili solo quando si tratta di cementificare e passare mazzette: per il resto, le bellezze naturali sono considerate come la cultura, ovvero improduttive. Con buona pace delle migliaia di turisti che ogni anno portano quattrini per godersi il mare della Sardegna.&lt;br /&gt;Così, i sardi si organizzano da soli. Stringe il cuore leggere &lt;a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=147696098617479"&gt;la loro pagina Facebook&lt;/a&gt; (grazie a Daniele Puddu che &lt;a href="http://sardegna.blogosfere.it/2011/01/marea-nera-sulle-coste-del-nord-sardegna-i-volontari-si-organizzano-anche-su-facebook-per-ripulire-l.html"&gt;se ne sta occupando&lt;/a&gt; egregiamente):&lt;br /&gt;Sappiate che non si tratta di catrame ma di OLIO COMBUSTIBILE, materiale molto più pericoloso sia x l'uomo che x l'ambiente, sostanza cancerogena per contatto cutaneo!!è stato classificato come cancerogeno di categoria 2 con frase di rischio R45, "può provocare il cancro" (D.M. 26 aprile 1997 che recepisce la Direttiva Europea n° 69 del 19/12/1994). inoltre è Tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente.Procuratevi gli stivali, poi se volete anche gli occhiali. I guanti che ci hanno consegnato il 19 non andavano bene, erano da piatti.oggi abbiamo ricevuto i guanti giusti... le maschere sono sempre poche,&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-5634629143332766850?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://petrolio.blogosfere.it/2011/01/marea-nera-in-sardegna-i-sardi-fanno-da-soli.html' title='Marea nera in Sardegna. I sardi fanno da soli. - Petrolio'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5634629143332766850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5634629143332766850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2011/01/marea-nera-in-sardegna-i-sardi-fanno-da.html' title='Marea nera in Sardegna. I sardi fanno da soli. - Petrolio'/><author><name>Legambiente meratese</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://1.bp.blogspot.com/_2-R8wyN6TKU/TH94Ci4J0BI/AAAAAAAAAB0/QXow5BOoLI8/S220/Legambiente_a.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-8501266945596845428</id><published>2011-01-26T03:52:00.000-08:00</published><updated>2011-01-26T03:52:57.143-08:00</updated><title type='text'>Marea nera sulle coste del Nord Sardegna, i volontari si organizzano anche su Facebook per ripulire le spiagge dal catrame - Sardegna</title><content type='html'>&lt;a href="http://sardegna.blogosfere.it/2011/01/marea-nera-sulle-coste-del-nord-sardegna-i-volontari-si-organizzano-anche-su-facebook-per-ripulire-l.html"&gt;Marea nera sulle coste del Nord Sardegna, i volontari si organizzano anche su Facebook per ripulire le spiagge dal catrame - Sardegna&lt;/a&gt;Marea nera sulle coste del Nord Sardegna, i volontari si organizzano anche su Facebook per ripulire le spiagge dal catrame&lt;br /&gt;&lt;a class="autore-post" href="http://sardegna.blogosfere.it/blogger/DanielePuddu" rel="author"&gt;Daniele Puddu&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Questo e altri video sul canale Youtube di &lt;a title="Il canale di MareaNera2011" href="http://www.youtube.com/user/MareaNera2011" target="_blank"&gt;MareaNera 2011&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;Col petrolio non si scherza, &lt;a title="Sardegna. Marea nera de noantri." href="http://petrolio.blogosfere.it/2011/01/sardegna-marea-nera-de-noantri.html" target="_blank"&gt;non ne parla nessuno&lt;/a&gt; a livello Nazionale, ma lo sversamento in mare di circa 18 mila litri di olio combustibile, il famigerato (e cancerogeno) &lt;a title="E´ Orimulsion, a base di bitume" href="http://notizie.alguer.it/n?id=37990" target="_blank"&gt;orimulsion&lt;/a&gt;, avvenuto lo scorso 11 Gennaio 2011 nel porto industriale di &lt;a title="Porto Torres, prosegue la bonifica: la Provincia chiede lo stato di calamità" href="http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/210717" target="_blank"&gt;Porto Torres&lt;/a&gt; si è riversato su &lt;a title="Platamona, la marea nera avvelena diciotto chilometri di costa (foto)" href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/multimedia/home/27847428" target="_blank"&gt;18km di  coste e spiagge&lt;/a&gt; (&lt;a title="Una scia di catrame lunga chilometri, disastro ambientale a Platamona - Tutte le foto" href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/multimedia/home/27814532" target="_blank"&gt;foto&lt;/a&gt;) del Nord Sardegna (chiesta la &lt;a title="Marea nera, la Provincia chiede lo stato di calamità naturale" href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/marea-nera-la-provincia-chiede-lo-stato-di-calamita-naturale/3224838" target="_blank"&gt;calamità naturale&lt;/a&gt;) fino al territorio di Santa Teresa di Gallura (più precisamente la costa ovest di Santa Teresa Gallura e &lt;a title="Marea nera, si lotta per salvare il paradiso di Capo Testa" href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/articolo/3224845" target="_blank"&gt;Capo Testa&lt;/a&gt;) e da li viene l'allarme e la richiesta d'aiuto a chiunque voglia &lt;a title="'Santa" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=147696098617479" target="_blank"&gt;partecipare alla ripulitura degli arenili&lt;/a&gt;,  c'è infatti  un coordinamento di volontari con sede alla stazione marittima del paese,al porto imbarco per la Corsica, dove vi daranno informazioni ed il kit per la pulizia!&lt;br /&gt;Questo il comunicato su Facebook:&lt;br /&gt;"Informo tutti i cittadini di santa teresa che stiamo organizzando un gruppo di volontari per ripulire le nostre spiagge e coste da questo disastro ambientale..........&lt;br /&gt;[..] capiamo gli impegni lavorativi di tutti voi, ma suggeriamo di trovare un po di tempo anche per questo...... perchè riguarda , la nostra salute benesere economia e futuro. il mare è l'unica bellezza naturale che ci rimane quindi bisogna intervenire per salvare..........augurando mi del vostro impegno colgo l'occasione per porgere distinti saluti......... per chi volesse maggiori informazioni questo è il mio numero 3664660237........... P.S. PER RACCOGLIERE QUESTO CATRAME MUNITEVI DI GUANTI E MASCHERINA"&lt;br /&gt;E tra i commento ecco qualche indicazione maggiore sul'equipaggiamento consigliato (o meglio necessario):&lt;br /&gt;i guanti DEVONO ESSERE di nitrile o PVA (polivinilalcol), gli altri non vanno bene;&lt;br /&gt;Maschera di protezione e filtri: Semimaschera in gomma con bifiltro. Con filtri con protezione classe A1 colore "marrone" per Gas e vapori organici;&lt;br /&gt;Stivali in PVC o comunque resistenti agli idrocarburi;&lt;br /&gt;TUTA usa e getta intera in TYVEK, con cappuccio;&lt;br /&gt;"COMUNQUE sappiate che non tutto questo materiale vi verrà consegnato nel punto di ritrovo (stazione marittima).... QUINDI PROCURATEVI GLI STIVALI SICURAMENTE, poi se volete anche gli occhiali. I guanti che ci hanno consegnato il 19 NON ANDAVANO BENE, ERANO DA PIATTI.... spero che domani trovino quelli adatti, se non volete rischiare comprateveli e andate sul sicuro".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-8501266945596845428?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://sardegna.blogosfere.it/2011/01/marea-nera-sulle-coste-del-nord-sardegna-i-volontari-si-organizzano-anche-su-facebook-per-ripulire-l.html' title='Marea nera sulle coste del Nord Sardegna, i volontari si organizzano anche su Facebook per ripulire le spiagge dal catrame - Sardegna'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/8501266945596845428'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/8501266945596845428'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2011/01/marea-nera-sulle-coste-del-nord.html' title='Marea nera sulle coste del Nord Sardegna, i volontari si organizzano anche su Facebook per ripulire le spiagge dal catrame - Sardegna'/><author><name>Legambiente meratese</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://1.bp.blogspot.com/_2-R8wyN6TKU/TH94Ci4J0BI/AAAAAAAAAB0/QXow5BOoLI8/S220/Legambiente_a.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-1937743278014932987</id><published>2011-01-23T08:59:00.000-08:00</published><updated>2011-01-23T08:59:20.161-08:00</updated><title type='text'>Ambiente: Porto Torres; Provincia chiede emergenza nazionale - Sardegna - ANSA.it</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2011/01/22/visualizza_new.html_1617301906.html"&gt;Ambiente: Porto Torres; Provincia chiede emergenza nazionale - Sardegna - ANSA.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ambiente: Porto Torres; Provincia chiede emergenza nazionale&lt;br /&gt;Presidente Olbia-Tempio scrive a ministro Prestigiacomo&lt;br /&gt;22 gennaio, 17:34&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2011/01/22/visualizza_new.html_1617301906.html#" jquery1295801886866="18"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2011/01/22/visualizza_new.html_1617301906.html#" jquery1295801886866="20"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2011/01/22/visualizza_new.html_1617301906.html#" jquery1295801886866="22"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ANSA) - OLBIA, 22 GEN - La marea nera dell'olio combustibile finito in mare l'11 gennaio scorso nello scalo industriale di Porto Torres ha raggiunto varie coste del nord Sardegna ed oggi il presidente della Provincia di Olbia-Tempio, Fedele Sanciu, ha chiesto al ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, di dichiarare lo stato di emergenza nazionale. I territori piu' interessati sono quelli di Santa Teresa Gallura e Aglientu. Le aree sono inserite nella Rete Natura 2000, e sono limitrofe al Parco Nazionale Arcipelago La Maddalena e alla Riserva delle Bocche di Bonifacio in territorio francese. (ANSA).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-1937743278014932987?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2011/01/22/visualizza_new.html_1617301906.html' title='Ambiente: Porto Torres; Provincia chiede emergenza nazionale - Sardegna - ANSA.it'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/1937743278014932987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/1937743278014932987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2011/01/ambiente-porto-torres-provincia-chiede.html' title='Ambiente: Porto Torres; Provincia chiede emergenza nazionale - Sardegna - ANSA.it'/><author><name>Legambiente meratese</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://1.bp.blogspot.com/_2-R8wyN6TKU/TH94Ci4J0BI/AAAAAAAAAB0/QXow5BOoLI8/S220/Legambiente_a.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-7973217207848515423</id><published>2011-01-23T08:16:00.000-08:00</published><updated>2011-01-23T08:16:54.644-08:00</updated><title type='text'>Marea nera in Sardegna, adesso il petrolio minaccia anche l’isola della Maddalena | Clara Gibellini | Il Fatto Quotidiano</title><content type='html'>Marea nera in Sardegna, adesso il petrolio minaccia anche l’isola della Maddalena Clara Gibellini Il Fatto QuotidianoMarea nera in Sardegna, adesso il petrolio minaccia anche l’isola della Maddalena&lt;br /&gt;Il disastro ambientale è stato causato dall’incidente allo stabilimento E.On di Porto Torres, lo scorso 11 gennaio. Almeno 15mila litri di olio combustibile finiti in mare, vicinissimi ad alcune fra le più belle spiagge dell’isola&lt;br /&gt;Sembrava tutto sotto controllo ma ora il catrame minaccia anche La Maddalena. Rassicurazioni e ottimismo della prima ora non sembrano essere bastati a fermare la marea nera nel nord della Sardegna, dopo l’incidente allo stabilimento E.On di Porto Torres, lo scorso 11 gennaio. Almeno 15mila litri di olio combustibile finiti in mare, vicinissimo ad alcune fra le più belle spiagge dell’isola, da Platamona a Stintino e proprio di fronte all’area marina protetta del Parco Nazionale dell’Asinara. Diverse chiazze nere che, galleggiando verso est, hanno raggiunto nel corso delle ultime quarantotto ore anche le coste della Gallura, da Santa Reparata alla penisola di Capo Testa e che ora mettono a rischio anche il paradiso di Spargi e tutto l’arcipelago protetto della Maddalena.Difficile stimare i danni reali un’emergenza ambientale che all’inizio della settimana fa veniva considerata conclusa dalle autorità marittime locali e che ha invece invece spinto il Capo del Compartimento Marittimo di La Maddalena ha dichiarare venerdì lo stato di emergenza, in una confusione informativa e istituzionale che non lascia presagire niente di buono per le reali conseguenze dell’incidente di Fiume Santo sull’ecosistema di uno dei tratti di costa più belli del Paese.L’impressione dei tecnici dell’Ispra arrivati a monitorare la situazione è che “il grosso delle piccole chiazze di catrame siano già spiaggiate” ma le ricognizioni in mare e sui fondali di fronte alle spiagge continueranno anche nei prossimi giorni, mentre sono già sei le tonnellate di materiale inquinante recuperate nel corso della settimana dai volontari e dalle ditte incaricate della pulizia della costa. “Va posta un’attenzione elevata per il fatto che il prodotto, essendo molto pesante, è potenzialmente rischioso per l’ambiente marino”, ha specificato il responsabile del Servizio emergenza ambientale dell’Ispra, Luigi Alcaro, alimentando di fatto timori già espressi dalle associazioni ambientaliste e dai comitati cittadini che chiedono una maggiore informazione sul reale impatto della marea nera.“Ci chiediamo quanti litri di petrolio siano ancora in mare, quanti abbiano soffocato la poseidonia, una pianta acquatica che provvede all’ossigenazione dell’acqua, e quanti animali marini siano morti in un’area tanto importante per la biodiversità e, in particolare, per i cetacei”, è il messaggio che arriva dall’Ente nazionale protezione animali (Enpa), preoccupato per una possibile contaminazione anche dell’area protetta del Santuario dei cetacei. “Pretendere di voler conciliare la presenza di insediamenti industriali non sicuri in aree marine protette è simbolo di un atteggiamento schizofrenico, incompatibile con una reale volontà di tutela del territorio e della biodiversità”, dichiara a ilfattoquotidiano.it il direttore scientifico dell’ente, Ilaria Ferri.“Siamo preoccupati dallo stato delle strutture dello stabilimento, l’azienda avrebbe dovuto premunirsi contro il rischio di fuoriuscite all’esterno” afferma invece Massimo Fresi, responsabile del locale circolo di Legambiente. “Il danno poteva essere peggiore, fortunatamente siamo in inverno e le basse temperature facilitano l’amalgamazione dell’olio combustibile e quindi anche una sua più facile asportazione”.Dalla E.Con, il gruppo energetico responsabile dell’impianto di Fiume Santo, arrivano intanto le prime risposte sulle dinamiche dell’incidente, anche in seguito alla mobilitazione di un gruppo di cittadini su Facebook “&lt;a href="http://www.facebook.com/#!/home.php?sk=group_122643237806529&amp;amp;ap=1" target="_blank"&gt;Disastro ambientale a Porto Torres e Platamona: vogliamo risposte!&lt;/a&gt; “Non c’e’ mai stata una sottovalutazione dell’incidente. Tutte le Autorità sono state avvisate appena si è avuta la percezione dello sversamento e le prime azioni antinquinamento sono iniziate immediatamente – scrive Marco Bertolino, direttore della centrale Fiume Santo rispondendo alla richiesta di chiarimenti sul tempismo degli interventi e il rispetto delle procedure di emergenza. “Tutte le misure preventive erano attive(…) Purtroppo, l’evento e’ accaduto alle 16.00 e l’insorgere dell’oscurità’ e le condizioni del mare mosso hanno consentito di limitare ma non di bloccare completamente l’evolversi della situazione”.Nell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Sassari per disastro ambientale al momento non ci sarebbero iscritto nel registro degli indagati mentre nessun commento ufficiale sulla vicenda è ancora arrivato dal Ministero dell’Ambiente. A Stefania Prestigiacomo il presidente della provincia di Sassa, Alessandra Giudici, chiede di dichiarare lo stato di calamità naturale, mentre Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd, rivolge un’interrogazione parlamentare al fine “di intervenire con estrema urgenza per rendere nota l’effettiva stima del danno ambientale provocato e quali azioni risarcitorie si intendano avviare nei confronti di E On. S.p.A”. Il Ministro riferirà in Parlamento mercoledì 26 gennaio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript" src="http://s7.addthis.com/js/250/addthis_widget.js#username=xa-4b4db14c66b6daed"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-7973217207848515423?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/22/marea-nera-in-sardegna-adesso-il-petrolio-minaccia-anche-la-maddalena/87851/' title='Marea nera in Sardegna, adesso il petrolio minaccia anche l’isola della Maddalena | Clara Gibellini | Il Fatto Quotidiano'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/7973217207848515423'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/7973217207848515423'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2011/01/marea-nera-in-sardegna-adesso-il.html' title='Marea nera in Sardegna, adesso il petrolio minaccia anche l’isola della Maddalena | Clara Gibellini | Il Fatto Quotidiano'/><author><name>Legambiente meratese</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://1.bp.blogspot.com/_2-R8wyN6TKU/TH94Ci4J0BI/AAAAAAAAAB0/QXow5BOoLI8/S220/Legambiente_a.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-726731272534964507</id><published>2011-01-21T07:19:00.000-08:00</published><updated>2011-01-21T07:20:26.262-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>L'Europa ai confini dello sviluppo Fondazione Italcementi a convegno - Economia - L'Eco di Bergamo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-726731272534964507?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/726731272534964507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/726731272534964507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2011/01/leuropa-ai-confini-dello-sviluppo.html' title=''/><author><name>Legambiente meratese</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://1.bp.blogspot.com/_2-R8wyN6TKU/TH94Ci4J0BI/AAAAAAAAAB0/QXow5BOoLI8/S220/Legambiente_a.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-980828938187295523</id><published>2011-01-21T07:06:00.000-08:00</published><updated>2011-01-21T07:06:58.500-08:00</updated><title type='text'>Mare: stato di emergenza a Porto Torres per inquinamento da idrocarburi - Ambiente è Energia - ANSA.it</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rifiuti/2011/01/21/visualizza_new.html_1618079484.html"&gt;Mare: stato di emergenza a Porto Torres per inquinamento da idrocarburi - Ambiente è Energia - ANSA.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mare: stato di emergenza a Porto Torres per inquinamento da idrocarburi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OLBIA - Dopo il riversamento in mare l'11 gennaio scorso di olio combustibile nell'area antistante lo scalo industriale di Porto Torres la sostanza ha raggiunto anche le coste galluresi. Il Capo del Compartimento Marittimo di La Maddalena ha dichiarato lo stato di emergenza locale.Continuano le operazioni di disinquinamento a terra del prodotto inquinato spiaggiato nel tratto di costa compresa fra Monti Russo (comune di Aglientu) e Capo Testa (Santa Teresa di Gallura) mentre i mezzi navali della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di La Maddalena hanno continuato a perlustrare il mare per verificare l'eventuale presenza di altre macchie oleose. Sono intervenuti anche gli specialisti del Nucleo Subacquei della Guardia Costiera di Cagliari che hanno effettuato una immersione davanti alle spiagge dove maggiore e' la concentrazione di idrocarburi. Assieme a loro si e' immerso anche un biologo del Parco Nazionale dell'Arcipelago della Maddalena per verificare lo stato dei fondali che, al momento, non risultano inquinati.E' stato effettuato anche un sopralluogo congiunto da parte del Capo del Compartimento della Capitaneria di Porto di La Maddalena, rappresentanti del Reparto Ambientale Marino del Comando generale presso il Ministero dell'Ambiente e personale della Provincia di Olbia-Tempio. Sinora sono stati recuperati dai volontari e dalle ditte incaricate per la pulizia della costa circa sei tonnellate di materiale inquinante. Oggi e' previsto anche il pattugliamento aereo e navale mentre continuano le operazioni di bonifica della costa da parte della protezione civile e della societa' E-On&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript" src="http://s7.addthis.com/js/250/addthis_widget.js#username=xa-4b4db14c66b6daed"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-980828938187295523?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rifiuti/2011/01/21/visualizza_new.html_1618079484.html' title='Mare: stato di emergenza a Porto Torres per inquinamento da idrocarburi - Ambiente è Energia - ANSA.it'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/980828938187295523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/980828938187295523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2011/01/mare-stato-di-emergenza-porto-torres.html' title='Mare: stato di emergenza a Porto Torres per inquinamento da idrocarburi - Ambiente è Energia - ANSA.it'/><author><name>Legambiente meratese</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://1.bp.blogspot.com/_2-R8wyN6TKU/TH94Ci4J0BI/AAAAAAAAAB0/QXow5BOoLI8/S220/Legambiente_a.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-3162475366365203163</id><published>2011-01-20T08:12:00.000-08:00</published><updated>2011-01-20T08:19:16.321-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='marea nera sarda'/><title type='text'>Tg3 - Articolo - Marea nera sarda</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.tg3.rai.it/dl/tg3/articoli/ContentItem-82e0a3dc-7239-405e-9b7c-07346aa9fadf.html"&gt;Tg3 - Articolo - Marea nera sarda&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h1&gt;Marea nera &lt;br /&gt;sarda&lt;script src="https://static.getclicky.com/js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--clicky.init(191902);// --&gt;&lt;/script&gt; &lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;&lt;noscript&gt;&lt;/noscript&gt;&lt;/h1&gt;L’11 gennaio in Sardegna nella zona di Porto Torres 30mila litri di olio combustibile soni fuoriusciti da una tubatura industriale si sono riversati nel Golfo dell'Asinara, inquinando chilometri di spiagge e le acque circostanti&lt;br /&gt;&lt;div class="linea_notizia_focus"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="pop_data"&gt;&lt;div class="data_foc"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="text_focus"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://i.ytimg.com/vi/s8DTAtQIhwQ/0.jpg"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/s8DTAtQIhwQ?f=videos&amp;c=google-webdrive-0&amp;app=youtube_gdata" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266" src="http://www.youtube.com/v/s8DTAtQIhwQ?f=videos&amp;c=google-webdrive-0&amp;app=youtube_gdata" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;img height="200" src="http://www.rai.it/dl/images/1295196024072porto_torres.jpg" style="float: left; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" width="265" /&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Non ci troviamo di fronte all’immane disastro ambientale causato dalla BP nel Golfo del Messico ma quello che è successo l’11 gennaio in Sardegna nella zona di Porto Torres è comunque un episodio molto grave e in gran parte ignorato dai media nazionali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’incidente è avvenuto al molo della centrale E.On di Fiume Santo. La nave cisterna ‘Esmeralda’ aveva appena finito di scaricare olio combustibile quando il carburante ha cominciato a fuoriuscire dalle tubature. La situazione, che all’inizio sembrava essere sotto controllo, si è aggravata di ora in ora anche a causa della mancanza di panne contenitive nella zona della perdita. Migliaia di litri di olio che, sospinti dalla corrente, hanno raggiunto le spiagge di Porto Torres, Platamona e Marina di Sorso costringendo i sindaci della zona a interdire l’accesso a chilometri di spiagge per motivi di sicurezza. Il combustibile infatti è classificato come R45 tra i più pericolosi e cancerogeni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una taskforce formata da tecnici e volontari sta procedendo alla bonifica delle aree interessate raccogliendo il catrame in grossi sacchi di plastica che dovranno poi essere smaltiti come rifiuti speciali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I primi effetti dell’inquinamento sono già visibili, oltre ai grossi blocchi di catrame sono stati raccolti diversi gabbiani e pesci morti nella zona dello sversamento.&lt;br /&gt;Ma quanto materiale è effettivamente finito in mare? Su questo punto le valutazioni divergono. 10mila litri per E.On, molti di più secondo i tecnici che stanno studiando la situazione. Si è perso molto tempo, per ammissione della stessa E.On, perché il foro nella tubatura dal quale è uscito il carburante era grande quanto uno spillo ed essendo la conduttura interrata era impossibile accorgersi della perdita in tempi più rapidi. L’ipotesi più accreditata è che almeno 30mila litri di R45 siano finiti nel Golfo dell’Asinara. Una quantità notevolissima per il delicato ecosistema&amp;nbsp; di una delle zone più belle d’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Procura della Repubblica di Sassari ha aperto un’inchiesta per accertare cause e responsabilità del disastro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una situazione molto grave e tutt’altro che risolta. Oltretutto la concomitanza con le molte notizie di questi giorni come il caso Ruby, la questione Mirafiori e la rivolta in Tunisia, ha fatto si che la cosa passasse pressoché inosservata sulla stampa nazionale. &lt;br /&gt;Noi del Tg3web ne siamo venuti a conoscenza grazie ai nostri amici su Facebook che hanno giustamente lamentato la mancanza di interesse dei media, noi compresi, su una vicenda molto seria e che merita tutta la nostra attenzione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-3162475366365203163?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.tg3.rai.it/dl/tg3/articoli/ContentItem-82e0a3dc-7239-405e-9b7c-07346aa9fadf.html' title='Tg3 - Articolo - Marea nera sarda'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3162475366365203163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3162475366365203163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2011/01/tg3-articolo-marea-nera-sarda.html' title='Tg3 - Articolo - Marea nera sarda'/><author><name>Legambiente meratese</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://1.bp.blogspot.com/_2-R8wyN6TKU/TH94Ci4J0BI/AAAAAAAAAB0/QXow5BOoLI8/S220/Legambiente_a.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-7758044913753938178</id><published>2011-01-20T07:48:00.000-08:00</published><updated>2011-01-20T07:48:20.926-08:00</updated><title type='text'>Sardegna, Valle della Luna: è disastro ambientale - Attualità - Attualità - Home - Il Giornale della Protezione Civile</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it/?pg=1&amp;amp;idart=2593&amp;amp;idcat=1"&gt;Sardegna, Valle della Luna: è disastro ambientale - Attualità - Attualità - Home - Il Giornale della Protezione Civile&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sardegna, Valle della Luna: è disastro ambientale&lt;br /&gt;Si lavora per contenere i danni, non ancora quantificabili: intanto il catrame arriva sulle spiagge&lt;br /&gt;&lt;a onclick="return hs.expand(this)" href="http://www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it/binary_files/gallery/olio_in_mare_58141.jpg" getparams="null"&gt;&lt;/a&gt;Mercoledi 19 Gennaio 2011 - Attualità I media locali le definiscono 'scene da brivido': catrame sulle spiagge, gabbiani intrappolati nella poltiglia nera, il litorale sormontato da un'enorme chiazza d'olio. In Gallura si può parlare di vero e proprio disastro ambientale, dopo l'incidente - lo scorso 11 gennaio - nell'impianto portuale di una società di combustibili, che ha provocato lo sversamento in acqua di 18 mila litri d'olio. Sono al lavoro anche i tecnici della Protezione civile per limitare i danni; non è ancora possibile però stimare le conseguenze economiche e ambientali dell'accaduto. Intanto la procura della Repubblica di Sassari ha aperto un'inchiesta con l'ipotesi di danno ambientale, per far luce sul nuovo incidente. Si lavora per accertare le cause e le eventuali responsabilità. Le capitanerie di porto di Porto Torres e La Maddalena sono impegnate nel coordinamento degli interventi di bonifica. Ci sono diversi mezzi in mare, con la partecipazione delle navi della Castalia Ecolmar, la società specializzata negli interventi antinquinamento convenzionata con il ministero dell'Ambiente. Alle operazioni stanno partecipando anche due aerei Atr 42 arrivati da Catania. E dalla direzione marittima della Guardia costiera di Olbia arriva la conferma sull'individuazione di possibili tracce di sostanze inquinanti nelle acque della spiaggia di Santa Reparata - Capo Testa, nonché nel tratto di mare compreso tra Punta Li Francesi e Capo Testa.Il caso sta per approdare in Parlamento: Alessandro Bratti del Pd, componente della commissione Ambiente della Camera, presenterà un'informativa urgente per avere notizie dal ministro Prestigiacomo sugli incidenti avvenuti in Sardegna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-7758044913753938178?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it/?pg=1&amp;idart=2593&amp;idcat=1' title='Sardegna, Valle della Luna: è disastro ambientale - Attualità - Attualità - Home - Il Giornale della Protezione Civile'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/7758044913753938178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/7758044913753938178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2011/01/sardegna-valle-della-luna-e-disastro.html' title='Sardegna, Valle della Luna: è disastro ambientale - Attualità - Attualità - Home - Il Giornale della Protezione Civile'/><author><name>Legambiente meratese</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://1.bp.blogspot.com/_2-R8wyN6TKU/TH94Ci4J0BI/AAAAAAAAAB0/QXow5BOoLI8/S220/Legambiente_a.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-4898221260249751745</id><published>2011-01-07T04:37:00.000-08:00</published><updated>2011-01-07T04:37:57.773-08:00</updated><title type='text'>scacco matto al nucleare!</title><content type='html'>&lt;iframe height="344" src="http://www.youtube.com/embed/nGsBzarBFpQ?fs=1" frameborder="0" width="425"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-4898221260249751745?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/4898221260249751745'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/4898221260249751745'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2011/01/scacco-matto-al-nucleare.html' title='scacco matto al nucleare!'/><author><name>Legambiente meratese</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://1.bp.blogspot.com/_2-R8wyN6TKU/TH94Ci4J0BI/AAAAAAAAAB0/QXow5BOoLI8/S220/Legambiente_a.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/nGsBzarBFpQ/default.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-1930184569325557250</id><published>2010-12-22T01:36:00.000-08:00</published><updated>2010-12-22T01:37:45.650-08:00</updated><title type='text'>L'ultima beffa della Maddalena Addio al sogno dell'hotel del G8  - Repubblica.it</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/12/22/news/l_ultima_beffa_della_maddalena_addio_al_sogno_dell_hotel_del_g8-10477802/?ref=HREC1-6"&gt;L'ultima beffa della Maddalena Addio al sogno dell'hotel del G8 - Repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL CASO&lt;!-- fine OCCHIELLO --&gt;&lt;br /&gt;&lt;h1&gt;&lt;!-- inizio TITOLO --&gt;L'ultima beffa della Maddalena &lt;br /&gt;Addio al sogno dell'hotel del G8&amp;nbsp;&lt;!-- fine TITOLO --&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h3&gt;&lt;!-- inizio SOMMARIO --&gt;Licenziati i dipendenti, la Mita pronta a ridare le chiavi alla Regione.La struttura era stata data in gestione per 40 anni al gruppo Marcegaglia. I lavori furono affidati da Bertolaso al cognato Francesco Piermarini &lt;em class="author"&gt;dal nostro inviato PAOLO BERIZZI&lt;/em&gt;&lt;!-- fine SOMMARIO --&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div class="sidebar"&gt;&lt;!-- inizio FOTO1 --&gt;&lt;img alt="L'ultima beffa della Maddalena  Addio al sogno dell'hotel del G8 " height="252" src="http://www.repubblica.it/images/2010/12/22/075641601-93171298-9ae6-454f-9be9-434f8ffebf97.jpg" title="L'ultima beffa della Maddalena  Addio al sogno dell'hotel del G8 " width="300" /&gt;&lt;!-- fine FOTO1 --&gt;&lt;/div&gt;&lt;!-- inizio TESTO --&gt;LA SUITE di Obama, adesso, più che una leggenda rischia di passare alla storia come il simbolo di una grande incompiuta. Alla Maddalena sull'ex Arsenale, l'unica struttura costruita per il G8 tenuta in vita, potrebbe calare presto il sipario. Colpa dei ritardi del governo e della Regione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la bonifica di questo spicchio di mare antistante l'hotel del G8&amp;nbsp; -&amp;nbsp; dato in gestione dalla Regione per 40 anni alla Mita Resort del gruppo Marcegaglia, canone da 60 mila euro l'anno più 30 milioni post-bonifica - Guido Bertolaso, l'ex capo della Protezione civile, ha speso 72 milioni di soldi pubblici. I lavori sono stati affidati al cognato Francesco Piermarini: ma la pulizia della discarica marina&amp;nbsp; -&amp;nbsp; in perfetto stile Cricca - non è mai stata completata. E così in porto le barche non possono navigare. Come un campo da calcio dove è impossibile tirare calci al pallone. Non pervenuti nemmeno i permessi per l'hotel che doveva ospitare i capi di Stato: primo fra tutti l'abitabilità. Mita le aspettava già questa estate le carte, ma la Regione Sardegna&amp;nbsp; -&amp;nbsp; proprietario di questo sito di 150mila metri quadrati dove un tempo sorgeva l'Arsenale militare - non ha ancora effettuato nemmeno la perimetrazione dell'area. E' questo il quadro di Porto Arsenale, la struttura sorta dalle ceneri dello scandalo del G8 (un affare costato 500milioni di euro, 327 per le opere alla Maddalena, il resto per l'Aquila) che nei piani del gruppo Marcegaglia doveva diventare il porto turistico più importante del Mediterraneo. &lt;br /&gt;&lt;div class="adv adv-middle-inline" jquery1293010459129="17" style="display: none;"&gt;&lt;script src="http://www.repubblica.it/static/js/common/jx_speciale.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;script language="JavaScript" src="http://oas.repubblica.it/RealMedia/ads/adstream_jx.ads/repubblica.it/nz/cronaca/interna/1906156013@Middle"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;Ora potrebbe trasformarsi nell'ultima beffa della Maddalena. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 31 dicembre i lavoratori ancora sotto contratto con la Mita Resort&amp;nbsp; -&amp;nbsp; una dozzina tra guardiani e marinai&amp;nbsp; -&amp;nbsp; se ne andranno a casa. Gli altri essendo stagionali se ne erano già andati a settembre. L'unica azienda maddalenina che ancora lavora nell'ex Arsenale è la Roland Garden, che cura il verde. Che sia solo la prassi invernale per un porto collegato a una megastruttura turistica? Secondo il capitolato d'appalto, Mita&amp;nbsp; -&amp;nbsp; che ha ottenuto la concessione dell'ex Arsenale a un prezzo certamente vantaggioso&amp;nbsp; -&amp;nbsp; avrebbe dovuto presentare al Comune un piano industriale a garanzia che il suo business sarebbe stato per l'isola anche un'occasione di rilancio&amp;nbsp; -&amp;nbsp; e di indennizzo. Il piano non si è ancora visto. Secondo quanto filtra da fonti vicine alla società - che ufficialmente non dichiara nulla -, prima di fare nuovi passi ( la sola manutenzione della struttura costa 2 milioni di euro l'anno) il gruppo Marcegaglia vuole vederci chiaro. Che significa capire alcune cose: primo, se le acque dell'Arsenale continueranno&amp;nbsp; -&amp;nbsp; nonostante il piano della Protezione civile - a essere infestate da idrocarburi e quindi non navigabili. Secondo, se la Regione manterrà fede&amp;nbsp; -&amp;nbsp; finora non lo ha fatto&amp;nbsp; -&amp;nbsp; agli impegni presi. In pratica: non essendo nelle condizioni di poter sviluppare il proprio progetto Mita potrebbe valutare l'ipotesi di rivedere il suo impegno nell'affare di Porto Arsenale. I magazzini sono pieni di materiale ancora incellofanato: banchine galleggianti, divise del personale, attrezzature subacquee, gommoni, macchine elettriche. Tutto con il logo "Porto Arsenale". Se sono inutilizzati non è certo per colpa di Mita. La società della Marcegaglia risulta danneggiata dalla celerità elefantiaca della Regione e dagli effetti imprevisti retaggio della scriteriata azione della Protezione civile (Bertolaso&amp;amp;Co) sull'isola. "Siamo di fronte a un paradosso&amp;nbsp; -&amp;nbsp; tuona il sindaco Pd Angelo Còmiti&amp;nbsp; -&amp;nbsp; c'è una società che deve fare i suoi investimenti&amp;nbsp; -&amp;nbsp; che servono come il pane a questa città&amp;nbsp; -&amp;nbsp; ma non viene messa nelle condizioni per farlo. Governo e Regione ci hanno abbandonato al nostro destino". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dietro la nebulosa senza fine che avvolge tutto quello che è passato sotto le grinfie della Cricca Balducci-De Santis-Della Giovampaola-Anemome, aleggia un nuovo spettro: e cioè che Mita di qui a poco decida di riconsegnare le chiavi dell'ex Arsenale alla Regione. "Cappellacci (governatore sardo, ndr) se ne sta lavando le mani", tuona il consigliere comunale Mauro Bittu. Nell'arcipelago degli scandali e delle beffe c'è rabbia. Altro che riconversione: molto di quello che è stato costruito per il G8 langue e appassisce. L'hotel a 5 stelle sorto nell'ex ospedale militare dista un centinaio di metri dall'Arsenale: è costato 75 milioni, 742 mila euro a stanza (sono 101). A febbraio 2010&amp;nbsp; -&amp;nbsp; dopo un'inchiesta di Repubblica - Bertolaso promise che sarebbe stato fatto un nuovo bando di gara per l'assegnazione. Che c'erano contatti avviati con due società. Zero. Il bestione è ancora lì, con le erbacce intorno, una cattedrale sul mare e nessuno la vuole. E ancora: più nulla si sa del Water Front, il porto turistico cittadino i cui lavori dovevano partire a ottobre. Doveva essere un'opera collegata al G8 anche quella: ma dopo gli scandali sulla corruzione, gli arresti, i costi fuori controllo, è scivolata "a data da destinarsi" sorride amaro Còmiti. Le spese? Dieci milioni di fondi Fas, altri cinque provenienti dalle casse della Regione: ma è ancora tutto fermo. Roberto La Monica fa il pubblicitario. Con una mostra fotografica aveva già lanciato l'allarme sull'"isola usa e getta". Ora ha proposto all'amministrazione una campagna di rilancio intitolata "Maddalena c'è". Forse bisognerebbe aggiungerci un punto interrogativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="addthis_button" href="http://www.addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;amp;username=xa-4b4db14c66b6daed"&gt;&lt;img alt="Bookmark and Share" height="16" src="http://s7.addthis.com/static/btn/v2/lg-share-en.gif" style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; border-right: 0px; border-top: 0px;" width="125" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src="http://s7.addthis.com/js/250/addthis_widget.js#username=xa-4b4db14c66b6daed" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-1930184569325557250?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/cronaca/2010/12/22/news/l_ultima_beffa_della_maddalena_addio_al_sogno_dell_hotel_del_g8-10477802/?ref=HREC1-6' title='L&apos;ultima beffa della Maddalena Addio al sogno dell&apos;hotel del G8  - Repubblica.it'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/1930184569325557250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/1930184569325557250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2010/12/lultima-beffa-della-maddalena-addio-al.html' title='L&apos;ultima beffa della Maddalena Addio al sogno dell&apos;hotel del G8  - Repubblica.it'/><author><name>Legambiente meratese</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://1.bp.blogspot.com/_2-R8wyN6TKU/TH94Ci4J0BI/AAAAAAAAAB0/QXow5BOoLI8/S220/Legambiente_a.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-6354724839503558557</id><published>2010-04-30T02:06:00.000-07:00</published><updated>2010-04-30T02:06:35.059-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='luisiana'/><title type='text'>BP: ''Accettiamo aiuto da chiunque''</title><content type='html'>&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=10,0,0,0" height="390" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always" /&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param 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Helvetica, sans-serif; font-size: x-large;"&gt;Marea nera in Louisiana&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=10,0,0,0" height="390" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always" /&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param 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Dichiarato lo stato di catastrofe nazionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NEW YORK - Onda dopo onda la marea nera della Bp è arrivata a lambire le coste della Louisiana: i primi tentacoli di petrolio, le propaggini avanzate della gigantesca macchia di greggio fuoriuscita da un pozzo sottomarino del colosso britannico dell'energia, sono state avvistate al tramonto di ieri sulle coste del Delta del Mississippi in Louisiana. Il governo americano ha dichiarato lo stato di catastrofe nazionale. Per fronteggiare la crisi il governatore della Florida Bobby Jindal ha chiesto all'amministrazione Usa di stanziare fondi per l'impiego di 6.000 soldati della Guardia Nazionale. ''Sebbene la Bp sia responsabile dei costi e dei finanziamenti, la mia amministrazione continuera' ad utilizzare ogni singola risorsa disponibile a nostra disposizione, compreso il Dipartimento della Difesa, per affrontare questo incidente'', ha detto il presidente Usa Barack Obama. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La perdita dopo l'incidente della Deepwater Horizon si era rivelata ieri cinque volte più grave di quanto inizialmente previsto, con conseguenze che potrebbero eguagliare o superare quelle del disastro Exxon Valdez del 1989. Il presidente Barack Obama, costantemente informato, ha chiamato i governatori delle aree costiere a rischio: oltre alla Lousiana, il Texas, l'Alabama, il Mississippi, la Florida. I pescatori del Delta hanno passato ieri e stanotte a raccogliere gamberi prima che l'onda viscosa rosso-arancio del greggio li intrappolasse e li uccidesse tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La marea nera potrebbe diventare il peggior disastro ambientale in decenni per gli Stati Uniti: a rischio sono centinaia di specie di pesci, uccelli e altre forme di vita di un ecosistema particolarmente fragile e già sottoposto a traumi al passaggio dell'uragano Katrina. A New Orleans, la città devastata dal ciclone del 2005, ieri l'aria era diventata pesante per i vapori acri del greggio: sono stati effettuati test per verificare le denunce dei residenti che hanno intasati i centralini comunali e della protezione civile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ministro della Sicurezza Interna Janet Napolitano e la collega dell'Epa Lisa Jackson oggi raggiungono il ministro dell'Interno Ken Salazar che è già sul posto. Per la casa Bianca, commenta oggi il Washington Post, la marea nera presenta un problema non solo ambientale ma anche politico: il presidente solo qualche settimana fa aveva dato vita a un impopolare, tra gli ambientalisti, programma di trivellazioni offshore. Le preoccupazioni dei verdi si sono i questi ultimi giorni rivelate fondate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tocca a Bp, le cui azioni hanno perso ieri l'8 per cento sui mercati, in prima battuta contenere il disastro, ma ora che la marea nera ha toccato terra, le risorse private non bastano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(30 aprile 2010) © Riproduzione riservata&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-2147862345072297493?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/ambiente/2010/04/30/news/marea_nera_arrivata-3716560/' title='Marea nera in Louisiana'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2147862345072297493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2147862345072297493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2010/04/marea-nera-in-louisiana.html' title='Marea nera in Louisiana'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-4972710149363027102</id><published>2010-02-24T23:57:00.001-08:00</published><updated>2010-02-24T23:57:03.736-08:00</updated><title type='text'>Lambro: la “banda delle cisterne” e la speculazione edilizia. Le stesse mani?</title><content type='html'>Lambro: la “banda delle cisterne” e la speculazione edilizia. Le stesse mani?&lt;br /&gt;Erano le quattro del mattino tra lunedì e martedì. Qualcuno si introduceva nella raffineria Lombarda Petroli, a Villasanta, vicino Monza. Si dirigeva verso le cisterne e le manometteva, aprendo i rubinetti, intasando il depuratore e riempendo il fiume Lambro con 15.000 metri cubi di gasolio e petrolio. Nessun pericolo di essere scoperti: il guardiano se n’era andato alle 3.30. Ma chi è stato a manomettere la raffineria e perché? Mani esperte senza dubbio, aprire quelle cisterne non è come aprire un rubinetto. Mani e menti che cercavano un tornaconto. Un tornaconto fatto di terreni finalmente liberi per il cemento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli stessi inquirenti sottolineano come l’atto sia «un sabotaggio» portato a termine da qualcuno che conosceva bene la raffineria. «Chi ha agito sapeva dove colpire», dicono gli investigatori. Perché per orientarsi nel vasto labirinto della Lombarda Petroli, tanto più al buio, serve qualcuno che conosca quei luoghi come le proprie tasche. Inoltre per aprire le cisterne bisogna azzeccare combinazioni di valvole e valvoline.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre la Lombarda Petroli è stata ufficialmente chiusa nel 1984 e ora va verso la completa dismissione. Per ora funge solo da deposito. C’erano decine di operai, ne son rimasti 17, e di questi, dopo l’estate, sono andati in cassa integrazione 12. Alla Lombarda ci sono 20 cisterne, di cui solo sette ancora in funzione: le uniche a essere state manomesse. Chi ha agito, dunque, non solo sapeva come arrivare alle cisterne e come aprirle. Sapeva anche quali erano piene di gasolio e quali, invece, vuote.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora veniamo al movente. A chi potrebbe interessare screditare l’azienda? Un’azienda chiusa e in via di dismissione? Ai fini della risposta potrebbe essere interessante sapere che l’area dell’ex-raffineria dal 2005 è al centro di un progetto di recupero approvato dal Comune di Villasanta, che intascherà 28 milioni in cambio della concessione a costruire un quartiere di 309 mila metri quadri. Insomma c’è un progetto che prevede la distruzione della raffineria e la costruzione, al suo posto, di un grande quartiere residenziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Un affare da 500 milioni di euro», dice il sindaco Emilio Merlo. E chi è a capo dell’affare immobiliare? Gli stessi proprietari dell’ex raffineria: i cugini Tagliabue e la Addamiano Costruzioni di Nova Milanese. Una coincidenza inquietante che fa sorgere il dubbio, al vaglio degli inquirenti, che all’origine del disastro ci sia una grossa speculazione edilizia. Ai fini del nuovo progetto di riqualificazione, infatti, dà sicuramente meno “fastidio” una ex raffineria vuota, che non ha bisogno di smaltire sostanze nocive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al momento le indagini vanno avanti. Intanto la Procura del Tribunale di Monza ha aperto un fascicolo sul caso per disastro ambientale e avvelenamento delle acque. Tra i primi atti degli inquirenti ci sarà il sequestro dei serbatoi dell’azienda&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-4972710149363027102?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/lambro-la-banda-delle-cisterne-e-la-speculazione-edilizia-le-stesse-mani-258691/' title='Lambro: la “banda delle cisterne” e la speculazione edilizia. Le stesse mani?'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/4972710149363027102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/4972710149363027102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2010/02/lambro-la-banda-delle-cisterne-e-la.html' title='Lambro: la “banda delle cisterne” e la speculazione edilizia. Le stesse mani?'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-5655202116500407727</id><published>2010-02-19T05:10:00.001-08:00</published><updated>2010-02-19T05:10:20.584-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il governatore della Sardegna: «I sardi? Un problema»'/><title type='text'>Il governatore della Sardegna: «I sardi? Un problema»</title><content type='html'>Il governatore della Sardegna: «I sardi? Un problema»&lt;br /&gt;La Sardegna è bellissima, ma ha un grande limite: i sardi. È una logora battuta del repertorio xenofobo nazionale. Diventa sorprendente quando a pronunciarla è lo stesso presidente della Regione sarda. È il frammento di un’intercettazione allegata agli atti dell’indagine sui rapporti tra il coordinatore del Pdl Loris Veridini e l’imprenditore toscano Riccardo Fusi. I due si salutano, s’informano sui rispettivi impegni. Poi Verdini, che evidentemente ce l’ha accanto, presenta telefonicamente Ugo Cappellacci al suo interlocutore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verdini: «Ti passo il presidente della Sardegna... che è un amico... quello che tu mi avevi detto che volevi salutare... te lo passo e poi dopo fisso un incontro con lui».&lt;br /&gt;Cappellacci: «Piacere ti conoscerti».&lt;br /&gt;Fusi: «Anche a me».&lt;br /&gt;Cappellacci: «E poi abbiamo un caro amico comune.... quindi per la proprietà transitiva ... c’abbiamo un'amicizia».&lt;br /&gt;Fusi (ridendo): «Te hai anche una bellissima terra...».&lt;br /&gt;Cappellacci: «È la più bella d'Italia ... non una “bellissima terra”. Semplicemente la più bella d’Italia».&lt;br /&gt;Fusi: «Io sono innamorato di quella terra lì». (Cappellacci ride). Un po’ meno dei sardi...».&lt;br /&gt;Cappellacci: «Guarda... sfondi una porta aperta... perché ho la consapevolezza del vero grande limite della Sardegna: noi sardi. E quindi...» (ride ancora) I due si salutano, non prima che il presidente, ricambiato da un laconico «grazie», abbia detto: «Spero di poterti conoscere presto di persona». La conversazione tra Fusi e Verdini riprende. Ma parlano ancora di Cappellacci.&lt;br /&gt;Verdini: «C’avrebbe delle aragoste pronte...».&lt;br /&gt;Fusi: «Si va in elicottero a prenderle...».&lt;br /&gt;Verdini: «Non “a prenderle”. Si va a mangiarle là. Non le dà».&lt;br /&gt;Fusi: «Non le dà?».&lt;br /&gt;Verdini: «Le devi mangiare sul luogo...».&lt;br /&gt;18 febbraio 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-5655202116500407727?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.unita.it/news/italia/95215/il_governatore_della_sardegna_i_sardi_un_problema' title='Il governatore della Sardegna: «I sardi? Un problema»'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5655202116500407727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5655202116500407727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2010/02/il-governatore-della-sardegna-i-sardi.html' title='Il governatore della Sardegna: «I sardi? Un problema»'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-5160266749564752391</id><published>2009-09-29T03:08:00.000-07:00</published><updated>2009-09-29T03:10:40.765-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nomine Asl'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Durissimo attacco di Settimo Nizzi al Governatore. Giunta regionale inappropriata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavori per il G8 e i fondi per la Sassari-Olbia i temi'/><title type='text'>Durissimo attacco di Settimo Nizzi al Governatore. Giunta regionale inappropriata, Nomine Asl, lavori per il G8 e i fondi per la Sassari-Olbia i temi</title><content type='html'>Durissimo attacco di Settimo Nizzi al Governatore. Giunta regionale inappropriata, Nomine Asl, lavori per il G8 e i fondi per la Sassari-Olbia i temi sulla bilancia &lt;br /&gt;Cappellacci bocciato in casa &lt;br /&gt; OLBIA - Anche la Gallura si rivolta al Governatore Cappellacci, e lo fa col suo uomo più rappresentativo, il deputato ed ex-Sindaco di Olbia Settimo Nizzi, che in una lettera al presidente precisa come la richiesta al confronto col territorio sia rimasta inascoltata. Le gocce che fanno traballare i rapporti tra compagni di partito sono due: la mancanza di rappresentatività in seno alla Giunta di gran parte dei territori (tra cui Olbia), e la non condivisione sui nomi dei nuovi commissari delle Asl. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono poi tutti i temi più spiccatamente politici: dall'approvazione del Piano-casa, «siamo l'ultima regione che ancora non ha varato la legge e in Commissione urbanistica assistiamo all'approvazione di emendamenti nella fascia compresa tra i 300 e 2 mila metri», attacca Nizzi, e non è ancora stata cassata la norma delle intese, «che permette alla regione, con assoluta discrezionalità, di concertare da sola con l'imprenditore la possibilità di edificare o meno». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, dopo i malumori del Nord-ovest dell'isola, con il territorio del sassarese in piena crisi, basti pensare alla delicata situazione dei trasporti aerei dal Riviera del Corallo, e alla crisi della chimica di Porto Torres, punta i piedi anche la Gallura. E sullo sfondo una situazione grottesca, con continue marce di protesta di comitati di cittadini per chiedere con forza l'inizio dei lavori per la principale arteria del Nord Sardegna, quella Sassari-Olbia che dal 1995 ha segnato più di settanta sciagure evitabili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-5160266749564752391?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://notizie.alguer.it/n?id=27277' title='Durissimo attacco di Settimo Nizzi al Governatore. Giunta regionale inappropriata, Nomine Asl, lavori per il G8 e i fondi per la Sassari-Olbia i temi'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5160266749564752391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5160266749564752391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2009/09/durissimo-attacco-di-settimo-nizzi-al.html' title='Durissimo attacco di Settimo Nizzi al Governatore. Giunta regionale inappropriata, Nomine Asl, lavori per il G8 e i fondi per la Sassari-Olbia i temi'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-5692469557976900490</id><published>2009-09-29T00:50:00.000-07:00</published><updated>2009-09-29T00:51:26.290-07:00</updated><title type='text'>SARDEGNA, A RISCHIO LE BOCCHE DI BONIFACIO</title><content type='html'>CONDIVIDI E DIFFONDI: CLICCA QUI  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OLBIA / 28-09-2009&lt;br /&gt;SARDEGNA, A RISCHIO LE BOCCHE DI BONIFACIO / appello di Greenpeace e nove sindaci sardi per chiederne la tutela &lt;br /&gt;Greenpeace consegna, martedì 29 settembre, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare un Appello per un’efficace protezione delle Bocche di Bonifacio. Insieme a Greenpeace ci saranno nove sindaci sardi e il presidente della Provincia Olbia-Tempia per chiedere al Ministro di incontrarli e discutere di un impegno concreto del Ministero e del Governo Italiano per la tutela dello stretto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Greenpeace ha in più occasioni informato il Ministero di questa iniziativa e richiesto che il Ministro incontri l’organizzazione e i rappresentanti delle comunità locali, senza ricevere risposta alcuna. Da qui la decisione di presentarsi insieme ai firmatari dell’appello davanti al Ministero, in modo che la questione non venga più ignorata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Gli Amministratori locali stanno dimostrando di prendere molto seriamente la protezione dell’ecosistema marino delle  Bocche di Bonifacio, decidendo di venire personalmente a inoltrare le loro richieste al Ministro. Siamo fiduciosi che davanti all’impegno dimostrato dalle comunità locali il Ministro accetterà di incontrarci” dice Giorgia Monti, responsabile della campagna mare di Greenpeace Italia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Appello, rivolto ai Ministri dell’Ambiente di Italia e Francia, è stato firmato lo scorso 3 agosto a bordo della nave ammiraglia di Greenpeace, la Rainbow Warrior, ancorata al largo dell’Isola di Lavezzi. Nell’appello, le comunità locali e Greenpeace chiedono di adottare rapidamente sistemi di tutela efficaci, quali l’inserimento dello stretto nell’elenco delle PSSA (Aree Marine Particolarmente Sensibili) per vietare il transito di carichi pericolosi, l’avvio del progetto del Parco Marino Internazionale sardo-corso delle Bocche di Bonifacio  e l’efficace protezione del Santuario dei Cetacei, di cui lo stretto fa parte, mediante l’adozione e l’esecuzione di adeguati piani di gestione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-5692469557976900490?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.unonotizie.it/7336-sardegna-a-rischio-le-bocche-di-bonifacio-appello-di-greenpeace-e-nove-sindaci-sardi-per-chiederne-la-tutela.php' title='SARDEGNA, A RISCHIO LE BOCCHE DI BONIFACIO'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5692469557976900490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5692469557976900490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2009/09/sardegna-rischio-le-bocche-di-bonifacio.html' title='SARDEGNA, A RISCHIO LE BOCCHE DI BONIFACIO'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-9177913931537708465</id><published>2009-09-28T04:55:00.001-07:00</published><updated>2009-09-28T04:55:45.024-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMBIENTE:GREENPEACE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SIT-IN PER TUTELA DELLE BOCCHE BONIFACIO'/><title type='text'>AMBIENTE:GREENPEACE,SIT-IN PER TUTELA DELLE BOCCHE BONIFACIO</title><content type='html'>AMBIENTE:GREENPEACE,SIT-IN PER TUTELA DELLE BOCCHE BONIFACIO  &lt;br /&gt;(ANSA) - ROMA, 28 SET - Sit-in di Greenpeace domani, davanti al ministero dell'Ambiente, insieme a nove sindaci sardi per la protezione delle Bocche di Bonifacio. L'organizzazione ambientalista, che inoltre consegnera' un appello ai ministri dell'Ambiente di Italia e Francia firmato dalle comunita' locali il 3 agosto scorso a bordo della 'Rainbow Warrior', nave ammiraglia di Greenpeace, domani mattina sara' presente davanti al ministero. All'iniziativa, per sottolineare l'importanza di un impegno concreto per la salvaguardia e la tutela dello stretto di Bonifacio, parteciperanno anche nove sindaci sardi e il presidente della Provincia Olbia-Tempio. ''Gli Amministratori locali stanno dimostrando di prendere molto seriamente la protezione dell'ecosistema marino delle Bocche di Bonifacio, decidendo di venire personalmente a inoltrare le loro richieste al ministro - ha commentato il responsabile della campagna mare di Greenpeace Italia, Giorgia Monti - siamo fiduciosi che davanti all'impegno dimostrato dalle comunita' locali il ministro accettera' di incontrarci''. (ANSA).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-9177913931537708465?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20090928130434953565.html' title='AMBIENTE:GREENPEACE,SIT-IN PER TUTELA DELLE BOCCHE BONIFACIO'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/9177913931537708465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/9177913931537708465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2009/09/ambientegreenpeacesit-in-per-tutela.html' title='AMBIENTE:GREENPEACE,SIT-IN PER TUTELA DELLE BOCCHE BONIFACIO'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-3552374498649516560</id><published>2009-07-14T03:39:00.001-07:00</published><updated>2009-07-14T03:39:56.010-07:00</updated><title type='text'>Sciopero dei blogger contro il bavaglio di Alfano</title><content type='html'>Sciopero dei blogger contro il bavaglio di Alfano&lt;br /&gt;Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero. Accadrà domani, 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l'informazione in Rete.&lt;br /&gt;Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant'anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domani 14 luglio dunque, invece dei consueti post, i blog italiani metteranno on line solo il logo della protesta, con un link al manifesto per il Diritto alla Rete: http://dirittoallarete.ning.com.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'iniziativa prevede anche un incontro-sit in piazza Navona a Roma, alle ore 19 di martedì 14 luglio, e un simbolico imbavagliamento sia dei blogger presenti sia della statua simbolo della libertà di espressione, quella del Pasquino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno aderito all'iniziativa blogger di ogni area politica (ma anche non politici) ed esponenti di diversi partiti e associazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra gli altri: Ignazio Marino, Vincenzo Vita, Mario Adinolfi e Francesco Verducci (Pd); Antonio Di Pietro (Idv): Pietro Folena (Partito della Sinistra Europea); Amici di Beppe Grillo di Roma, Calabria e Taranto; Articolo 21; Sinistra e Libertà; Per il Bene Comune; Partito Liberale Italiano (PLI). Hanno aderito a titolo personale anche Giuseppe Civati, Sergio Ferrentino, Massimo Mantellini, Alessandro Robecchi, Claudio Sabelli Fioretti, Ivan Scalfarotto, Luca Sofri, Marco Travaglio e Vittorio Zambardino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche alcuni parlamentari della maggioranza (come Antonio Palmieri e Bruno Murgia), seppur non verranno in piazza, hanno espresso la loro contrarietà alla norma imbavaglia-Rete presente nel ddl Alfano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà in piazza Navona anche il professor Derrick de Kerckhove, guru della Rete e docente all’Università di Toronto. Verrà infine annunciata la costituzione della “Consulta permanente per il Diritto alla Rete”: avrà l’obiettivo di aprire un tavolo di confronto tra il mondo della Rete e la politica, che tenga conto della libertà di espressione e di informazione, e soprattutto delle necessità di chi la Rete la vive ogni giorno come utente e cittadino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-3552374498649516560?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3552374498649516560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3552374498649516560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2009/07/sciopero-dei-blogger-contro-il-bavaglio.html' title='Sciopero dei blogger contro il bavaglio di Alfano'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-3022035085334332260</id><published>2009-06-10T07:42:00.001-07:00</published><updated>2009-06-10T07:42:23.041-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aglientu'/><title type='text'>Spiaggia di Lu Litarroni, una costa incontanimata da non toccare</title><content type='html'>Spiaggia di Lu Litarroni, una costa incontanimata da non toccare &lt;br /&gt;Tra Naracu Nieddu e Monte Russu c'è un sito di interesse comunitario sul quale pendono diverse minacce&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Finissima sabbia granitica, dune di notevoli dimensioni, pineta rigogliosa alle spalle della spiaggia, un mare incontaminato rendono Lu Litarroni un luogo unico, da tutelare e proteggere. Dalla spiaggia si arriva a un comodo parcheggio. Da qui a piedi si percorre il sentiero attraverso la pineta e si giunge al mare. La spiaggia è di notevoli dimensioni: si estende per centinaia e centinaia di metri sul tratto di mare compreso tra Naracu Nieddu e il promontorio di Monte Russu, nel comune di Aglientu. Sul sito costaparadisoedintorni.com scrivono che l'arenile e l'esteso patrimonio dunale sono parte del Sic (Sito di interesse comunitario) Monti Russu, protetto dal programma comunitario Life Natura. Ma un articolo, già del 2004, parla invece di speculazioni edilizie in agguato e ritiro dei fondi da parte dell'Europa. Purtroppo non ho indicazioni più aggiornate, ed è per questo che mi rivolgo a voi: monitorate la situazione! Io sono stata su quella spiaggia diverse volte (l'ultima 2 anni fa) e ho anche sentito parlare di un villaggione turistico con colate di cemento annesse e connesse. Sarebbe uno scempio, posti così in Italia ormai ne sono rimasti davvero pochi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Valeria Canavesi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL VALORE AMBIENTALE ED ECONOMICO (a cura del Wwf) - (L’ecosistema dunale è un ambiente molto raro e minacciato per la presenza, sul suolo del nostro paese, di pochissimi tratti di  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;costa sabbiosa non costruiti. Si tratta di un ambiente in continua evoluzione, perché a contatto con fenomeni fisici (le mareggiate) che ne cambiano la conformazione in modo continuo. Per questa ragione, l’ambiente di duna è infatti caratterizzato dalla presenza di specie botaniche pioniere, che mostrano strategie di conservazione particolari adatte a colonizzare ambienti in continuo stress e movimento. Ne è esempio l’erba cristallina comune - Mesembryanthemum crystallinum L., che grazie alla presenza di cellule ricoperte d’acqua, affronta con successo questo tipo di ambiente particolare, caratterizzato da condizioni aride e salmastre. La formazione forestale tipica è la macchia mediterranea: una vegetazione alta 1-3 metri, talora fitta ed intricata con cespugli di varie specie: Mirto, Lentisco, Corbezzolo, Erica, Rosmarino. Nella parte posteriore alla spiagge dune seguono in genere un ambiente forestale di pino marittimo e/o pino d’ Aleppo e ciò si riscontra anche in questo caso. La vegetazione è fondamentale nel processo di formazione delle dune che ne risultano consolidate. Una minore erosione da parte del mare risulta nella protezione dell’entroterra. Le dune coperte da erbe psammofile sono quindi un sistema di autodifesa della macchia costiera e sopportano il primo impatto con i forti venti delle mareggiate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-3022035085334332260?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3022035085334332260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3022035085334332260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2009/06/spiaggia-di-lu-litarroni-una-costa.html' title='Spiaggia di Lu Litarroni, una costa incontanimata da non toccare'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-2059153070963653672</id><published>2009-05-09T06:37:00.000-07:00</published><updated>2009-05-09T06:38:47.660-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sardi beffati dal presidente Berlusconi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la Sardegna insorge: «È una follia»'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sardegna nucleare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La Sardegna in ginocchio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='meglio soru meglio la sardegna'/><title type='text'>Quelli che sanno solo distruggere</title><content type='html'>Quelli che sanno solo distruggere&lt;br /&gt;azzeccagarbugli a spese dei sardi&lt;br /&gt;L'Autonomia imbelle e colonizzata&lt;br /&gt;Governo-nemico, Regione derubata&lt;br /&gt;di Giorgio Melis&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Via la Statutaria non perché la legge sia stata bocciata dalla Consulta. Non erano in ballo i suoi contenuti: approvati a suo tempo dal Consiglio regionale a maggioranza assoluta. È stata ritenuto illegittimo il procedimento di promulgazione, contro il quale aveva presentato ricorso il Governo su istigazione dei parlamentari sardi del centrodestra dopo il ritorno di Berlusconi. Lo stesso che sta umiliando, beffando, tradendo, imbrogliando, derubando la Sardegna e in meno di tre mesi dal voto ha azzerato su ogni fronte le promesse, gli impegni solenni, addirittura cancellando i programmi e le opere già finanziate, avviate e in parte quasi completati dal governo Prodi. Grazie al governo-nemico, ora cade anche la Statutaria, la legge che regolamentava il funzionamento interno dell'autonomia. Festeggia il centrodestra, in primis il travicello Ugo Cappellacci, quello che apprende dalla tv lo scippo del G8: illegale perché il presidente della Sardegna avrebbe dovuto essere presente ope legis alla decisione del governo e non fa una piega ma poi passa al largo da La Maddalena, la Gallura e il Nord Sardegna: andrà solo in udienza alla Certosa. L'ex An Bruno Murgia annuncia che con questa decisione cala definitivamente il sipario su Renato Soru. Certo che cala il sipario. Su ogni credibilità, sulla dignità, autorevolezza, decenza dell'autonomia in coincidenza con l'arrivo alla Regione della destra di malgoverno: si fa trattare a pesci in faccia dal suo governo-amico e fa regredire in 60 giorni la sardegna ad auto-colonia di italiani di serie C trattati come servi senza diritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;È il trionfo di quelli che sanno solo distruggere impiegando per la loro opera una valanga di denaro dei contribuenti sardi, ricorrendo ai peggiori azzeccargarbugli in circolazione tra politica, aule di giustizia e logge massoniche: quelli che poi chiedono anche parcelle da decine milioni di euro alla Regione. Il risultato è la sconfitta di Soru? Vediamo. La legge Statutaria, assieme al nuovo Statuto e alla legge elettorale, doveva essere approvata in Consiglio nella legislatura 1999-2004. Quella guidata dal centrodestra con presidenti Mariolino Floris, Mauro Pili e Italo Masala. Conclusa con un disastro senza precedenti più scandali a oltranza con processi clamorosi e condanne a decine. Non si fece nulla, baloccandosi tra Assemblea costituente e Consulta, risse di potere e crisi a ripetizione, subendo la legge nazionale sul presidenzialismo senza modifiche perché così andava bene: specie a Pili, che contava di tornare al timone e poter comandare con le norme generali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l'arrivo di Soru, la Statutaria è diventata una priorità, anche perché la Sardegna arrivava buon'ultima fra le altre Regioni a dotarsi di uno strumento insostituibile. Il Consiglio ha impiegato un anno per definire la Statutaria e nessuno dimentichi che un anno di assemblea significa cento milioni di euro a carico dei contribuenti sardi. È un testo in alcune parti controverso, probabilmente da modificare, ma infine approvato non da Soru ma dalla maggioranza assoluta del Consiglio: 50 sì, 18 no e un solo astenuto. Una volontà larghissima, confermata dall'assenza di molti consiglieri del centrodestra che non vollero sostenerla implicitamente ma neanche contrastarla. Il passaggio successivo sarebbe dovuto essere - se richiesto - il referendum confermativo. Per il quale fu detto da tutti e scritto su ogni organo di informazione che sarebbe occorsa la partecipazione di un terzo degli elettori in base alla legge approvata nel 2002: all'unanimità e firmata dall'allora presidente Mauro Pili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto bene? Stavano per entrare in campo i guastatori. Nessuno a livello di cittadinanza attiva, associazioni, gruppi, singoli, chiese il referendum. Lo fecero invece 19 consiglieri regionali 19 che transitarono dalle aule dorate di via Roma, si sfiancarono per arrivare a piazza Repubblica dove deporre la loro firma in Tribunale e imporre così la consultazione a un milione 600 mila sardi: nessuno dei quali ha alzato una voce o un dito. Soprattutto perché ai cittadini non'importava assolutamente nulla di quella legge, che pure conteneva cose importanti. Ad esempio, poneva fine allo scandalo dei dipendenti, dirigenti e presidenti di uffici ed enti regionali o pubblici che potevano candidarsi senza prima dimettersi. Diventando onorevoli utilizzando scandalosamente il ruolo e i mezzi connessi per approdare sulle poltrone del Consiglio a scapito dei concorrenti. Al dunque, si costituì un comitato per difendere la Sardegna dal “colpo di Sta(tu)to”, equiparando la Statutaria approvata a maggioranza assoluta a un golpe di Soru. Da ricordare ancora e specie oggi, che la nostra legge è praticamente identica, fotocopia di quelle approvate e in vigore in tante altre Regioni. Anzi rafforzava il Consiglio rispetto alla Giunta affidandogli il decisivo potere regolamentare (altrove è in capo al governo) e riservandogli anche l'ultima parole sulle nomine nelle Asl e nei maggiori enti. Se era un golpe, avevano partecipato, col voto favorevole o l'astensione in aula, molti dei 19 consiglieri che lo hanno la consultazione popolare. Tant'è che il centrodestra non chiese il referendum, non si associa alla firma per averlo, inizialmente e anche dopo fece poco o nulla per sostenerlo: ma oggi festeggia una vittoria che è solo un grande autogol per l'autonomia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è cronaca rigorosa e veritiera: documentata e verificabile. Si andò avanti con l'annuncio che il referendum sarebbe costato alle casse regionali circa dieci milioni di euro, più tutti gli altri soldi tra forze dell'ordine impegnate, scuole chiuse e l'orgia di procedimenti giudiziari fino al doppio pronunciamento della Corte costituzionale. Nel frattempo, la politica e il Consiglio furono bloccati per mesi, durante i quali si scatenò l'offensiva mediatica di regime dello Zunk-group. Infine anche il centrodestra caudatario si schierò per l'abrogazione della legge, sperando di dare la spallata a Sopru. Ma con tutto ciò, alle urne andò 15 per cento circa degli elettori, il 9% esprimendosi contro, il 6% a favore. Neanche la metà del 33 per cento richiesto, dunque quorum non raggiunto. Ma a quel punto i promotori tirarono fuori l'asso nascosto nella manica. Nella legge che imponeva il quorum (quella del 2002, approvata all'unanimità e firmata da Mauro Pili), per una svista materiale degli inetti legislatori, erano rimasti riferimenti allo Statuto e successive norme degli anni 50 i quali prevedevano che, se sottoposta a consultazione popolare, la Statutaria «non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi». Alcuni esperti dissero: mancando il quorum è come se il referendum non si fosse svolto, dunque il governatore deve promulgare la legge. Altri si opposero, perché senza un referendum valido non può esserci neppure la «maggioranza dei voti validi» richiesta dallo Statuto. Con questo escamotage, reso possibile dalla legge sbagliata del 2002, firmata da Pili e mai evocata prima e corretta nel contrasto erroneo, lo stesso Pili poté rivolgersi al rientrante governo Berlusconi non per impugnare la legge ma i modi della promulgazione. Va anche ricordato che i promotori del referendum si erano dichiarati vincitori avendo riportato il 9% per cento di voti contro il 6% di contrari (il centrosinistra si astenne in massa, specularmente come gli elettori del centrodestra: rinnegò le urne l'85% dei sardi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conclusione. Una disfatta non di Soru ma dell'autonomia, che resta senza Statutaria dopo averne approvato una a maggioranza assoluta. I promotori del referendum di fatto mossero all'attacco del Consiglio di cui facevano parte, avendo parecchi votato a favore o astenendosi sulla Statutaria: restando praticamente senza alcun seguito tra i cittadini nonostante la forsennata campagna a favore. Allora, niente Statutaria dopo aver impegnato l'assemblea per oltre un anno e fatto spendere una valanga di milioni a vuoto alle casse regionali. Per ritrovarsi quasi da soli fra le Regione a non avere alcuna Statutaria e dover rifare tutto da capo. Sempre che ci si riesca: il precedente della legislatura col Polo di malgoverno fa temere il peggio, a conferma di un Consiglio - tranne questi ultimi anni - indeciso a tutto e buono a nulla, imbelle. Fare e disfare è tutto non lavorare, in un'assembla nullafacente, la più costosa d'Italia:, i suoi oneri a carico nostro si erano impennati del 40 per cento, arrivando a 105 milioni annui, sempre in quella sciagurata legislatura, con Efisio Moro Seduto Serrenti presidente, avendo come vice il glorioso Giacomo Spissu, nel consociativismo dissipatorio e bottegaio che si è sentito colpito e ha duramente reagito contro Renato Soru. Insomma, siamo davanti a una partita a somma sotto zero per un'autonomia ridotta a canile di Arcore dall'asservimenti esiziale al baro Berlusconi della campagna elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sentire il patetico Cappellacci in livrea e sorriso melenso commentare “ora si vede che avevamo ragione” , è semplicemente sconfortante. Il poverino finge di non sapere che il venir meno della Statutaria grazie al ricorso del governo (fosse rimasto Prodi non ci sarebbe stato) per cento dei sardi) apre prospettive inquietanti anche per lui. Cade l'incompatibilità sacrosanta tra consigliere ed assessore e ripartirà l'assalto alla diligenza, ritrasformando il Consiglio in arena per assatanati delle poltrone di governo e mercato per ogni mercato di potere. Come accadde nel 1995 alla Giunta Palomba, quando l'incompatibilità applicata per un anno venne cassata con slancio. Cominciarono e si scatenarono all'inverosimile le lotte, in un crescendo di crisi, lacerazioni, stalli che portarono al naufragio una legislatura che tuttavia aveva realizzato grandi conquiste anche con lo Stato e i governi di centrosinistra, frustrati dalla vergognosa ingovernabilità. Come accadde, ma infinitamente peggio e con rovinosi esiti sulla finanza, la moralità e la legalità, nella successiva legislatura regalata al centrodestra. La storia non insegna niente e le brame di potere non sono affatto placata: semmai ingigantite nel Pdl dai cinque anni di digiuno. Altro che festeggiare, è un altro punto di caduta per una Sardegna che affonda grazie agli “impegni” di Berlusconi. E per un'autonomia che presto toccherà il fondo della credibilità dopo una stagione che l'aveva portata a livelli di prestigio esterno mai raggiunti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-2059153070963653672?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.altravoce.net/2009/05/09/governo-nemico.html' title='Quelli che sanno solo distruggere'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2059153070963653672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2059153070963653672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2009/05/quelli-che-sanno-solo-distruggere.html' title='Quelli che sanno solo distruggere'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-1055751518532110160</id><published>2009-04-25T12:33:00.001-07:00</published><updated>2009-04-25T12:33:11.269-07:00</updated><title type='text'>Quel G8 per i posteri</title><content type='html'>Quel G8 per i posteri&lt;br /&gt;Questo è un Bignami per la Maturità dei posteri. Quando nel 2095 i nipoti dei nostri figli avranno assegnato come compito di fine corso «Gli anni Dieci e la politica-spettacolo: parla del tramonto del concetto di res publica e dell'avvento dell'illusionismo populista» potranno senz'altro passare l'esame con due pagine sul «caso G8 del 2009 e la tragedia d'Abruzzo». Si dirà. Nel 2009 si tenne in Italia un vertice degli otto paesi all'epoca più industrializzati denominato G8. I vertici G8 erano stati fino a quel momento scenario di scontri - i più violenti dei quali erano avvenuti a Genova, 2001 - e si era perciò convenuto di tenerli in luoghi ritenuti di difficile accesso. Le montagne canadesi, per esempio, o certe isole. In particolare nel 2009 il G8 avrebbe dovuto tenersi alla Maddalena, un'isoletta al largo delle coste sarde. Erano tempi di grave crisi economica mondiale e il G8 costituiva un'ottima occasione per far confluire nel luogo prescelto i capitali all'uopo destinati dai governi. Inoltre era un palcoscenico per i leader del momento, difatti quasi mai venivano prese decisioni degne di nota. Presidente del consiglio in Italia era Silvio Berlusconi, personaggio realmente esistito noto per aver sostituito i sondaggi al concetto di bene comune, nell'antichità centrale nella nozione di vita politica. Berlusconi decise quell'anno di trasferire il G8 - fonte di reddito e di visibilità - prima a Napoli per rimediare al famoso caso rifiuti, poi a Milano per favorire l'Esposizione universale, infine a L'Aquila dove il 6 aprile dello stesso anno un terribile terremoto aveva provocato 300 morti a causa del mancato rispetto delle norme edilizie in zona sismica. Erano necessari molti soldi per ricostruire, dunque Berlusconi decise di portare in grand tour sulle macerie d'Abruzzo i leader mondiali per far loro «adottare un monumento», ai cittadini in tendopoli furono assegnati prefabbricati sul mare. Purtroppo ne risentì molto l'economia della Maddalena succitata. Tuttavia il reggente dell'isola di nome Ugo Cappellacci non potè dir niente perché era stato fatto eleggere poco prima proprio da Berlusconi stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La soluzione del G8 all'Aquila consentì di realizzare ottime «photo opportunity» sulle macerie, che i giornali stranieri paragonarono a Pompei. Molti dei venticinquemila ospiti furono alloggiati a Roma, l'autostrada per l'Aquila fu chiusa per consentire il traffico dei leader. L'allora responsabile della protezione civile non dovette occuparsi contemporaneamente di Abruzzo e Sardegna, che sono distanti. Gheddafi, sedicente profeta libico solito vivere in tenda, si trovò benissimo e fornì buoni consigli sulla vita in tendopoli. Umberto Bossi, lombardo che aveva ottenuto in quei giorni che non si unificassero due turni elettorali (avrebbero fatto risparmiare 460 milioni di euro, con l'operazione G8 se ne ricavarono assai meno della metà) non protestò e consentì così di incrementare il vantaggio elettorale successivo. Berlusconi festeggiò il 25 aprile (non lo aveva mai fatto) a Onna, uno dei paesi distrutti. Una delle foto del vertice sulle rovine vinse il Pulitzer. Berlusconi ottenne ottimi sondaggi ed ebbe in seguito la sorte che sappiamo. Le popolazioni della «new town Aquila» dettero i natali al vincitore dell'edizione 2024 del più importante show tv del tempo, poi eletto leader con televoto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-1055751518532110160?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/1055751518532110160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/1055751518532110160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2009/04/quel-g8-per-i-posteri.html' title='Quel G8 per i posteri'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-8952682384497873279</id><published>2009-04-25T12:30:00.001-07:00</published><updated>2009-04-25T12:30:28.765-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La Sardegna in ginocchio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='summit premier-Cappellacci'/><title type='text'>La Sardegna in ginocchio, summit premier-Cappellacci</title><content type='html'>La Sardegna in ginocchio, summit premier-Cappellacci&lt;br /&gt;di Maria Zegarelli La Sardegna è in subbuglio dopo la decisione del premier di spostare il G8 dalla Maddalena in Abruzzo. Nessuno mette in dubbio la solidarietà con la popolazione colpita dal terremoto, non è questo il punto. Il punto è quell’enorme macchina che è stata messa in moto e che ora non si sa più fin dove potrà arrivare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli imprenditori, i maggiori sostenitori del centrodestra, ma anche gli amministratori locali sono preoccupati. Il presidente Ugo Cappellacci si è indignato un po’ all’inizio, poi ha dovuto fare marcia indietro. Ieri è volato a Roma verso Palazzo Grazioli, dal presidente del Consiglio, subito dopo l’incontro - nel corso del quale ha fatto una al premier una relazione sulle sollevazioni locali- ha spiegato: «Berlusconi ha assicurato che le opere in corso di realizzazione saranno completate: nessun cantiere sarà lasciato incompiuto». Compresa la Sassari- Olbia, ora in stand-by. «Il sito della Maddalena - che avrebbe dovuto ospitare i grandi del mondo, ndr - verrà destinato ad accogliere in maniera permanente delegazioni straniere e summit internazionali», forse già in autunno potrebbe ospitare la conferenza internazionale sull’Ambiente. Con Gianni Letta ci sarà un incontro nei prossimi giorni e si farà un punto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le opere programmate, invece, non si sa che fine faranno. Per Cappellacci la storia finisce qui. « L'idea - dice Cappellacci - è quella di ospitare negli stessi giorni del vertice che si terrà a L'Aquila altri eventi organizzati direttamente dalla Regione». Non si tranquillizza affatto il sindaco di La Maddalena, Angelo Comiti, secondo il quale di questa storia dovrà occuparsi la Corte dei Conti: «Non abbiamo comprato candeline per una torta di compleanno». Soprattutto non vuole rinunciare al riscatto dell'isola dopo 35 anni di economia legata ai militari Usa: «Il G8 faceva parte di un progetto voluto da due governi per risarcire questa città», ricorda. E anche ieri ha lanciato appelli: «Da noi il G8, in Abruzzo il summit sull'ambiente». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guido Melis e Giulio Calvisi, due parlamentari Pd, annunciano un’interrogazione al governo e ricordano: «Il premier parla di un risparmio di 225 milioni da dirottare in Abruzzo: quelli per l’isola della Maddalena non erano soldi dello Stato, ma fondi Fas, fondi europei destinati ad aeree sottosviluppate, già stanziati dalla programmazione nazionale per la Sardegna». Si tratta di una decisione presa dal governo Prodi e dall’allora governatore Renato Soru per ridare il via all’economia sarda. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se cifre ufficiali non ce ne sono, si stimano intorno ai 180 milioni di euro i fondi finora utilizzati per le opere: un porto turistico, l’acquedotto, due alberghi, la bonifica dell’arsenale e delle acque antistanti. Lo Stato ha stanziato 50 milioni di euro: è tutta farina del «sacco Fas». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente sull’isola si lavora freneticamente per garantire la conclusione dei cantieri entro la data del G8, in luglio, ma d’ ora in poi non è chiaro come andranno le cose. Di sicuro le imprese non si sentiranno più obbligate ai tre turni al giorno e quindi non è detto che i livelli occupazionali saranno gli stessi. Non si sa neanche cosa ne sarà delle opere non cantierizzate ma ritenute fondamentali per le infrastrutture isolane. Achille Passoni, commissario Pd per la Sardegna, chiede a Cappellacci spiegazioni sul futuro. mentre il senatore Pdl Piergiorgio Massidda, ritiene «incomprensibile», la decisione del governo. L’altro ieri in Consiglio regionale sono volati paroloni tra Udc e Pdl. E se Cappellacci sia degua a Roma, la presidente Claudia Lombardo, non ci sta: «Siamo solidali con il popolo abruzzese ma il possibile spostamento del G8 dalla Sardegna è un’occasione persa per la nostra isola».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;25 aprile 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-8952682384497873279?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/8952682384497873279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/8952682384497873279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2009/04/la-sardegna-in-ginocchio-summit-premier.html' title='La Sardegna in ginocchio, summit premier-Cappellacci'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-4886201738693663204</id><published>2009-04-24T08:47:00.001-07:00</published><updated>2009-04-24T08:47:47.121-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LA SARDEGNA PERDE IL VERTICE DEI GRANDI'/><title type='text'>LA SARDEGNA PERDE IL VERTICE DEI GRANDI</title><content type='html'>LA SARDEGNA PERDE IL VERTICE DEI GRANDI&lt;br /&gt;LA RABBIA PER LO «SCIPPO»&lt;br /&gt;«Non può essere vero, è un altro terremoto»&lt;br /&gt;Giampiero Cocco e Serena Lullia&lt;br /&gt;La Maddalena, l’incredulità del sindaco Comiti colto di sorpresa dalla notizia &lt;br /&gt;Giovannelli (Olbia): «Non si possono disattendere le aspettative»&lt;br /&gt;Filigheddu (Arzachena): «Abbiamo investito sul futuro»  LA MADDALENA. Incredulità, sconcerto, rabbia: la notizia del trasloco del G8 scatena una girandola di sentimenti negativi in Gallura. Il primo a non credere al trasferimento all’Aquila è il sindaco della Maddalena, Angelo Comiti: «Tutto procede normalmente, trasferire il G8 all’Aquila è pura fantascienza. L’ipotesi mi sembra talmente inverosimile che non la prendo neppure in considerazione». Da oltre un anno e mezzo Comiti segue la nascita della creatura G8 nell’isola. Ha curato ogni dettaglio di quello che doveva essere il grande progetto di rilancio per l’isola dall’economia in affanno.&lt;br /&gt;«Quando si spendono soldi pubblici si risponde a organismi come tribunale e corte dei conti - aggiunge Angelo Comiti -. Abbiamo già ricevuto le delegazioni di tutti i paesi partecipanti che hanno già fatto sopralluoghi e hanno stabilito delicate questioni che riguardano la sicurezza. Fino a oggi sono state realizzate strutture importanti nell’isola. Ci sono centinaia di operai che stanno continuando a lavorare con un investimento di risorse pubbliche spaventoso. Non credo che siano questioni che possano essere decise con un battito di ciglia. Il G8 non è una festa di compleanno tra compagni di scuola. È un meccanismo complesso che comporta la mobilitazione di migliaia di persone». Il sindaco della Maddalena ricorda che già in passato era stato annunciato il trasloco del vertice. «Non ho informazioni ufficiali - ribadisce -. Sono abituato a questi spostamenti, prima a Pratica di mare, poi a Napoli. Cose che non fanno piacere a chi da più di un anno sta organizzando il vertice. Far svolgere il G8 all’Aquila aggiungerebbe un terremoto all’altro».&lt;br /&gt;Grande preoccupazione è stata espressa dal sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli: «Fermo restando la solidarietà per le popolazioni dell’Abruzzo - dichiara - si deve tenere conto delle aspettative generate in Sardegna e dagli impegni che coinvolgono decine di imprese, di centinaia di lavoratori. I progetti di riconversione sono preziosi. Il percorso avviato non può essere interrotto».&lt;br /&gt;Severo ma anche ironico il commento del vice presidente della Provincia, Antonio Satta: «Sarebbe una forte sconfitta politica della Sardegna. Capiamo la tragedia dell’Abruzzo, ma questo non dovrebbe sconvolgere, a un mese dall’appuntamento, i programmi presi da tempo. Nel caso in cui non si facesse più nulla la Sardegna è candidata a diventare l’isola delle bufale».&lt;br /&gt;Più prudente il sindaco di Arzachena, Piero Filligheddu: «Aspetto notizie certe. La decisione del premier Berlusconi deve avere l’ok degli stati membri. Non sono mai stato un fan del G8. Fino a oggi la sua organizzazione ci ha creato solo problemi. Non abbiamo avuto risposte sugli interventi che avevamo chiesto. Ma abbiamo investito risorse pensando che fosse un investimento per il futuro».&lt;br /&gt;Solo due giorni fa i sindaci di Arzachena, Palau, Santa Teresa e La Maddalena avevano ricevuto dalla Presidenza del consiglio la convocazione per la conferenza di servizi di oggi. «L’annuncio di Berlusconi è incomprensibile - dice il primo cittadino di Palau, Piero Cuccu -. La questione non è prendere soldi e spostarli in Abruzzo. Si tratta di venire meno a un anno e mezzo di lavori e impegni. Sono convinto che le dichiarazioni del premier siano una barzelletta». «Senza nulla togliere al bisogno degli abruzzesi di ricostruire le città dopo il sisma - aggiunge il sindaco di Santa Teresa, Piero Bardanzellu -, non condivido la decisione. Il G8 era stato assegnato alla Maddalena, a una isola che per trenta anni aveva pagato il salato prezzo delle servitù militari. Il summit doveva essere un aiuto per creare un nuovo sistema economico, dopo la partenza dei militari americani».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-4886201738693663204?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/%C2%ABnon-puo-essere-vero-e-un-altro-terremoto%C2%BB/2079900' title='LA SARDEGNA PERDE IL VERTICE DEI GRANDI'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/4886201738693663204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/4886201738693663204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2009/04/la-sardegna-perde-il-vertice-dei-grandi.html' title='LA SARDEGNA PERDE IL VERTICE DEI GRANDI'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-2638836101166483994</id><published>2009-04-24T08:04:00.000-07:00</published><updated>2009-04-24T08:05:56.514-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sardi beffati dal presidente Berlusconi'/><title type='text'>Sardi beffati dal presidente Berlusconi</title><content type='html'>Goodbye G8, il centrosinistra insorge&lt;br /&gt;Il terremoto politico si abbatte sull'Isola:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;«Sardi beffati dal presidente Berlusconi»&lt;/strong&gt;Un fulmine a ciel sereno. Nonostante in passato Berlusconi avesse tuonato, nessuno immaginava che il suo cinismo politico si sarebbe abbattuto sull'Isola come uno Tzunami, spazzando via il G8 2009 dall'arcipelago-cantiere. Tutti, compreso il ministro Matteoli, lì per lì hanno smorzato la portata dell'ipotesi. Mentre i più scettici, già polemizzavano sull'ultima trovata del Cavaliere. Pensando, nella peggiore delle ipotesi ad uno scherzo di pessimo gusto. Giocato sull'onda mediatica e consumando audience sulle ceneri ancora calde del terremoto che ha dilaniato l'Abruzzo. Il summit sbarca all'Aquila: ipse dixit.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sorpresa ha fatto da cornice all'imbarazzo generale. Sorpresa e imbarazzo. Smentite: la timida reazione del ministro Matteoli, sembrava scongiurare il peggio. E cioè che l'ultima tra le più grosse sparate delle ultime settimane, di lì a breve sarebbe stata approvata all'unanimità dal Consiglio dei ministri. Nello sconcerto che ha imbalsamato per qualche ora anche il centrosinistra e i sindacati, il primo a tuonare contro il colpo di scena è stato il sindaco de La Maddalena: «Far svolgere il G8 all'Aquila aggiungerebbe un terremoto a un altro terremoto».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si trattava della prima fuga di notizie, l'allarme era giustificato, ma non scontato: «Non ho informazioni ufficiali in merito - ha commentato a caldo Comiti - ma mi sembra una scelta improbabile e illogica». La storia gli ha già fatto conoscere il desiderio del premier di spostare il summit, insomma, nessuna novità. Solo l'ultima sparata: bella grossa, ma innocua. «Qui ci sono centinaia di operai che lavorano tutto il giorno per l'appuntamento di luglio, mettere in piedi un G8 non è come allestire una festa di compleanno».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davanti al fatto compiuto, però, non ci sono più tante parole da spendere: «C'è da rimanere sgomenti: continuo a pensare che non so fino a che punto le cose dette dal presidente del Consiglio siano praticabili. Qui alla Maddalena ci sono investimenti già fatti che non si possono lasciare incompleti». Per Comiti, il problema, «non è La Maddalena, ma la Sardegna, che senza il G8 perde una grossa opportunità».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo qualche tentennamento, vista l'apertura del segretario nazionale Dario Franceschini, scende in campo anche il pd regionale: «La decisione del governo di spostare il vertice del G8 dall'isola della Maddalena all'Aquila è assurda e ha un sapore demagogico», rendono noto il capogruppo Mario Bruno e il commissario Achille Passoni. «Il presidente Ugo Cappellacci riferisca quanto prima al Consiglio regionale. La solidarietà nazionale si sta già esprimendo in molteplici maniere - anche con l'apporto delle regioni, inclusa la Sardegna - e deve proseguire con determinazione e garantendo le risorse necessarie».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Una decisione tanto azzardata vanifica gli sforzi e gli investimenti che sono stati fatti nell'isola in tempi strettissimi grazie all'azione sinergica della Regione e del commissario per il G8 Guido Bertolaso e - sottolineano - causerebbe ripercussioni drammatiche per l'economia e l'occupazione. Siamo di fronte all'ennesimo atto di arroganza del “governo amico”, col primo ministro che in conferenza stampa chiede scusa al presidente della Regione per non averlo neppure consultato. Eppure l'articolo 47 dello statuto dell'autonomia prevede che il presidente partecipi alle sedute del Consiglio dei ministri che riguardano la Sardegna. Prendiamo atto delle prime dichiarazioni del presidente Cappellacci. A questo punto - concludono Bruno e Passoni - però, urgono una ferma presa di posizione ufficiale del governo regionale e la convocazione del Consiglio».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla vicenda interviene con durezza anche il consigliere regionale Chicco Porcu: «Non ci sarà alcun risparmio nella decisione del Governo di trasferire il G8 da La Maddalena a L'Aquila, perché le infrastrutture previste per un simile evento non si improvvisano. Quella di Berlusconi è solo l'ennesima scelta demagogica che rincorre l'umore popolare del momento in questo caso strumentalizzando il dramma del terremoto abruzzese sulla pelle dei sardi». Una lunga critica che termina con un appello al presidente Ugo Cappellacci: «Ci aggrappiamo alla speranza di una improbabile, ma auspicata reazione del presidente della Regione Cappellacci: Presidente dimostri di non essere succube del Governo nazionale, faccia prevalere il buon senso, difenda gli interessi dei sardi e noi saremo con lei».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la consigliera Francesca Barracciu, «Il presidente del Consiglio farebbe bene a smetterla di utilizzare la catastrofe dell'Abruzzo per continuare a mettere in scena la sua politica spettacolo». Perché spostando il summitda La Maddalena a L'Aquila, «non credo che questo assumerà il significato di vicinanza alla popolazione dell'Abruzzo, ma quello della vanificazione degli sforzi fatti in Sardegna per un evento che si sta preparando da lungo tempo con grandi sforzi economici, logistici e umani». Anche in questo caso l'appello, poco convinto, a Cappellacci: «Spero, ma senza grande fiducia, che il presidente Cappellacci sappia finalmente opporsi a questo ennesimo scippo perpetrato da Berlusconi ai danni della Sardegna».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per l'Italia dei valori, è intervenuto il consigliere regionale Adriano Salis: «Dopo lo scippo dei fondi per la realizzazione della Sassari-Olbia, quest'ultima proposta di Berlusconi è un'intollerabile beffa per la Sardegna. Il trasferimento del G8 -attacca Salis- si tradurrà con grave danno economico per l'intera Sardegna. Si tratta della perdita di migliaia di posti di lavoro come pure di cantieri già aperti che resteranno desolatamente delle incompiute. In un gioco macabro - sottolinea Salis - Berlusconi incita a una guerra tra poveri: togliendo agli uni le risorse vitali e indispensabili alla sopravvivenza per trasferirle a chi è nelle stesse condizioni di emergenza». Per concludere, l'affondo al governatore sardo: «In relazione al fatto che Berlusconi non abbia informato il presidente della Regione e che comunque intenda telefonargli, ci sentiamo di esprimere solidarietà al Presidente Cappellacci per l'umiliazione subita».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il capogruppo regionale dei Comunisti-Sinistra Sarda-Rossomori Luciano Uras, sottolinea che a La Maddalena «sono state avviate molte opere pubbliche, investendo grandi risorse regionali con procedure di appalto tutelate dal segreto di Stato. Oggi tutto questo appare come una modalità surrettizia per by-passare le ordinarie procedure di legge». La critica è tutta politica: «Meno se ne fanno e meglio è per il mondo - ha detto riferendosi al G8. Sarà utile solo se in Abruzzo potrà contribuire a determinare una nuova politica globale a favore dell'ambiente, della vita e della salute degli abitanti della Terra».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Delusione e amarezza per il sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau: «Sono esterrefatto, ho difficoltà a crederci. Dopo lo scippo della strada Sassari-Olbia, dopo la mancanza di fondi per le bonifiche a Porto Torres, dopo la farsa del salvataggio della Legler, siamo alla farsa finale. Ancora uno schiaffo alla Sardegna e a tutti i sardi. Queste sono le promesse della campagna elettorale e le attenzioni per i gravi problemi del nostro territorio». Mentre per Alessandra Giudici, presidente della Provincia di Sassari, spostare il G8 è una “follia”: «Mi pare una sparata demagogica e mediatica che mi preoccupa molto. Spero che resti tale, ma situazioni del genere richiedono maggiore senso della realtà». Di “sconfitta politica della Sardegna”, parla il vicepresidente della Provincia di Olbia Tempio, Antonio Satta: «Capiamo la tragedia dell'Abruzzo ma questo non dovrebbe sconvolgere, ad un mese dall'appuntamento, i programmi presi ormai da tempo. Noi chiederemo il rispetto degli impegni, compreso quello per la costruzione della strada a quattro corsie».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i parlamentari sardi, dura presa di posizione del senatore Pd Francesco Sanna: «La decisione è una beffa per i sardi ed un imbroglio per le popolazioni colpite dal sisma. Invece di impiegare finanze pubbliche per la ricostruzione il presidente del Consiglio vuole realizzare una complicata passerella che non aiuterà nè accelererà la sistemazione delle aree colpite dal terremoto. Nel frattempo le risorse per lo sviluppo della Sardegna utilizzate per la preparazione del G8, già scippate dei fondi delle strutture viarie per il nord Sardegna, spero possano mantenere la loro destinazione a favore del risanamento ambientale e dello sviluppo turistico de La Maddalena».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il deputato del Pd Amalia Schirru si tratta «dell'ennesima uscita ad effetto del premier, che suona però come una triste boutade per la Sardegna. Se l'intento era quello di risparmiare risorse, mi chiedo perché non si e' votato per l'accorpamento tra Referendum e elezioni europee?».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Guido Melis e Giulio Calvisi, deputati del Partito democratico, «Berlusconi non ha mai creduto nel G8 a La Maddalena. Ha sempre lavorato per non far svolgere il vertice in Sardegna, sin dall'inizio del suo mandato di governo. La notizia del suo spostamento non ci lascia quindi di sorpresa. Ora si spiega la cancellazione di tutte le opere collaterali, a partire dalla Sassari-Olbia e il mancato trasferimento nella struttura di missione dei finanziamenti già disposti per l'isola di La Maddalena. Tutte cose che abbiamo denunciato con atti parlamentari sin dal mese di settembre dello scorso anno».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sull'incredibile scippo, interviene anche l'ex ministro Arturo Parisi (Pd): «Capisco che Berlusconi si senta potente, non vorrei si pensasse onnipotente. Voglio augurarmi che Berlusconi abbia valutato attentamente le conseguenze di uno spostamento del G8 all'Aquila ormai alla vigilia del suo svolgimento. Non vorrei che al terremoto prodotto dalla natura se ne aggiungesse un altro prodotto da lui». Precisando che, «sarebbe ingiusto, molto ingiusto, che la solidarietà che tutti sentiamo verso i fratelli abruzzesi fosse pagata ancora una volta in misura sproporzionata dai sardi con risorse già in precedenza a loro destinate».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ci)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-2638836101166483994?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.altravoce.net/2009/04/24/g8-centrosinistra.html' title='Sardi beffati dal presidente Berlusconi'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2638836101166483994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2638836101166483994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2009/04/sardi-beffati-dal-presidente-berlusconi.html' title='Sardi beffati dal presidente Berlusconi'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-8013464043989294639</id><published>2009-04-24T08:00:00.000-07:00</published><updated>2009-04-24T08:02:23.850-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la Sardegna insorge: «È una follia»'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='G8'/><title type='text'>G8, la Sardegna insorge: «È una follia»</title><content type='html'>Più cauto Cappellacci: «E' un evento che ci sta a cuore, ma c'è anche la solidarietà»&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;G8, la Sardegna insorge: «È una follia»&lt;/strong&gt;Il sindaco della Maddalena: la macchina non si può fermare, ci sono già migliaia di persone mobilitate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MILANO - Va bene la solidarietà, ma spostare il vertice del G8 con la complessa opera di organizzazione che un evento del genere richiede non sarà facile. Di più: «E' pura fantascienza». E' fredda e scettica la reazione della Sardegna alla proposta annunciata da Silvio Berlusconi al termine del consiglio dei ministri di spostare dalla Maddalena a L'Aquila il summit dei leader del mondo, in programma per luglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«UN EVENTO CHE CI STA A CUORE» - «L’evento del G8 per la Sardegna rappresenta un’occasione importante per lo sviluppo del territorio e quindi è una cosa che ci sta molto a cuore - ha detto il presidente della giunta regionale, Ugo Cappellacci -. Comunque prevale il sentimento di solidarietà e di vicinanza e affetto per i fratelli italiani che stanno vivendo una tragedia immane». Tuttavia proprio Cappellacci a caldo aveva sottolineato come il trasferimento del vertice in Abruzzo comporti «altri problemi di natura tecnica e organizzativa che non possono consentire lo spostamento del summit in termini operativi». «Se vi saranno poi soluzioni intermedie per raggiungere l'uno e l'altro obiettivo - aveva però detto Cappellacci - saremo tutti orgogliosi di poter contribuire al risultato finale». Poi, a distanza di un paio d'ore, è arrivata dai microfoni di SkyTg24 una puntualizzazione dello stesso Cappellacci apparsa più accondiscendente nei confronti della scelta del governo: «È una sfida importante che credo valga la pena giocare nell’interesse dell’Abruzzo. La macchina organizzativa era a tutti gli effetti già partita e lo sforzo è stato enorme. I problemi tecnici che vedevo erano di duplice profilo: uno relativo a quello che è stato già fatto qua, l’altro è uno sforzo straordinario trasferire tutto per essere operativi in Abruzzo». «Peraltro - ha detto ancora il governatore - confido nella possibilità, come mi ha preannunciato Berlusconi, di poter rimediare, rispetto a quelli che sono stati gli investimenti già realizzati, in occasione del G8 sull’ambiente che si dovrebbe tenere in autunno».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«PURA FANTASCIENZA» - Il sindaco della Maddalena, Angelo Comiti, eletto nella lista civica «Isole d'Europa», ostenta invece sicurezza e non crede che alla fine lo spostamento si farà: «Tutto procede normalmente - ha detto in un intervista a R101 -. Trasferire il G8 a L'Aquila è pura fantascienza. L'ipotesi mi sembra talmente inverosimile che non la prendo neppure in considerazione». «La macchina non si può fermare - ha precisato il sindaco - perchè quando si spendono soldi e risorse pubbliche si risponde ad organismi che non scherzano, come la magistratura e la Corte dei Conti». Non solo, «abbiamo già ricevuto le delegazioni di tutti i Paesi partecipanti- spiega Comiti- che hanno già fatto sopralluoghi e stabilito questioni che riguardano la sicurezza. Sono già state realizzate strutture importanti». E ancora: «Ci sono centinaia di operai che stanno continuando a lavorare con un investimento di risorse pubbliche spaventoso. Non credo che siano questioni che possono essere decise con un battito di ciglia. Il G8 non è una festa di compleanno tra compagni di scuola. È un meccanismo importante che comporta la mobilitazione di migliaia di persone».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«E' UNA FOLLIA» - Dura anche la reazione di Alessandra Giudici, presidente della provincia di Sassari: «Avendo visto di persona la situazione dell'Aquila - ha detto al termine dell'incontro tra i presidenti delle Province che si è tenuto oggi a l'Aquila per pianificare gli interventi a sostegno della ricostruzione - dico che l'idea di spostare qui il G8 previsto alla Maddalena è una follia. Mi pare una sparata demagogica e mediatica che mi preoccupa molto. Spero che resti tale, ma situazioni del genere richiedono maggiore senso della realtà».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«UNA BEFFA PER I SARDI» - Netta anche la bocciatura del senatore del Pd, Francesco Sanna: «La decisione imposta dal presidente Berlusconi, ad un giustamente riluttante Consiglio dei Ministri, di spostare il vertice G8 da La Maddalena all'epicentro del terremoto abruzzese è una beffa per i sardi ed un imbroglio per le popolazioni colpite dal sisma». Sanna accusa il premier Berlusconi «di impiegare finanze pubbliche per la ricostruzione e realizzare una complicata passerella che non aiuterà nè accelererà la sistemazione delle aree colpite dal terremoto». «Nel frattempo - ha aggiunto - le risorse per lo sviluppo della Sardegna utilizzate per la preparazione del G8, già scippate dei fondi delle strutture viarie per il nord Sardegna, spero possano mantenere la loro destinazione a favore del risanamento ambientale e dello sviluppo turistico de La Maddalena»..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-8013464043989294639?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/8013464043989294639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/8013464043989294639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2009/04/g8-la-sardegna-insorge-e-una-follia.html' title='G8, la Sardegna insorge: «È una follia»'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-4920909435391675711</id><published>2009-03-18T12:58:00.000-07:00</published><updated>2009-03-18T13:03:32.632-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sardegna nucleare'/><title type='text'>Quattro centrali nucleari in Sardegna</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_NlGWw0BLQjg/ScFTR5gM30I/AAAAAAAAAP8/EiIF9TKl9P0/s1600-h/quattromuori01.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 221px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_NlGWw0BLQjg/ScFTR5gM30I/AAAAAAAAAP8/EiIF9TKl9P0/s400/quattromuori01.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314620602232659778" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La nuova bandiera.&lt;/strong&gt; La Sardegna ha un rischio sismico pari a zero e una densità abitativa abbastanza contenuta. Dove si trovano condizioni migliori per l’ubicazione delle centrali nucleari? Da nessuna altra parte, e allora perché non collocarle tutte quattro lì? Sarebbe un’ottima soluzione, pensa il Ministero delle Attività Produttive Claudio Scajola, il quale è sicuro che quando sarà il momento il nuovo Governatore Cappellacci sposterà il suo corpo e consentirà la costruzione delle centrali.&lt;br /&gt;Con estrema rapidità si è passati dunque dalle voci a ipotesi molto concrete e attendibili. Il suggerimento lo ha dato il presidente dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alla commissione Territorio e ambiente del Senato.&lt;br /&gt;Certo, poi bisognerebbe risolvere il problema del trasferimento dell’energia perché la Sardegna è autosufficiente dal punto di vista energetico, anzi produce addirittura un surplus da esportazione. Ma a tutto, aggiungiamo noi, si può trovare una soluzione.&lt;br /&gt;Qualcuno già allarga il campo del possibile intervento nell’isola: perché non evitare di coinvolgere altre regioni in questa vicenda stoccando in Sardegna anche le scorie radioattive?&lt;br /&gt;Pare che il Partito Sardo d’Azione, alleato di Berlusconi in questa tornata elettorale per difendere più efficacemente l’indipendenza dell’isola, stia lavorando alla ridefinizione della sua bandiera: il nuovo simbolo sarà probabilmente quello che presentiamo sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno sciopero per la democrazia. Lo sciopero generale indetto per il prossimo 18 marzo dai settori della conoscenza della CGIL, la FLC, e la manifestazione nazionale del 4 aprile di tutta la CGIL, a Roma, hanno un’importanza eccezionale e drammatica. Anche dalla loro riuscita dipenderà il successo, o la sconfitta definitiva dei lavoratori italiani (ed europei), delle conquiste democratiche costruite nei lunghi e interminabili decenni del Novecento, dai primi scioperi alla clandestinità durante il fascismo, alle violente repressioni in un dopoguerra teso al “miracolo economico” attraverso le lotte operaie degli anni Sessanta. La rete di conquiste e diritti che sembravano acquisiti ora non lo sono più, sottoposti ad una confisca che si configura come qualcosa di più di un semplice golpe strisciante.&lt;br /&gt;In questi mesi l’attacco riguarda i livelli salariali e gli straordinari, i diritti sindacali e la contrattazione, massime infamie come quelle che non considerano malattia rimborsabile persino le analisi tumorali. L’attacco si sta già configurando come un tentativo di eliminare la stessa legittimità delle rappresentanze sindacali. Si usa con intelligenza il punto debole dei servizi pubblici di trasporto come cavallo di Troia per eliminare il diritto di sciopero. Persino ‘La bellezza della lotta’ scritto nel 1924 da Luigi Einaudi per Piero Godetti, sembra un comunicato sovversivo!&lt;br /&gt;Ma non si capirebbe il senso di questa situazione senza leggere l’operazione di sgretolamento operato nella formazione di una conoscenza pubblica e democratica i tutti i suoi punti e istituzioni, dalla scuola primaria a Università, alta formazione artistica e musicale, ricerca.&lt;br /&gt;La CGIL, luogo forte a livello di massa e su scala nazionale per la democrazia, la tutela degli sfruttati e nella pratica relazionale dei saperi, ora viene sottoposta ad un attacco più pesante di quello, già svolto da Berlusconi assieme a CISL e UIL nel precedente governo di centro-destra. E’ naturale, perché la destra ha vinto con maggiore forza, la sinistra è in crisi e lo stesso Partito Democratico, non potendo avere una cinghia di trasmissione sociale, preferisce prenderne le distanze e non di rado attaccarla frontalmente. Tensione ben evidenziatasi durante il governo Prodi grazie anche alla connivenza di istanze dirigenziali della stessa CGIL che avevano concorso a causare drammatiche migrazioni verso partiti e sindacati legati alla destra.&lt;br /&gt;E’ perciò di eccezionale importanza seppellire con una risata Berlusconi, Tremonti e Brunetta scioperando e manifestando compatti; partecipare - e qua ci rivolgiamo a tutti, dagli studenti agli intellettuali ai cittadini democratici - in massa alle manifestazioni della FLC-CGIL perché la conoscenza è, come non mai, chiave di volta del potere. Preparando, e con grande forza, la manifestazione nazionale del 4 aprile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora esercitazioni militari. Capita di tanto in tanto di trovare la Sardegna all’avanguardia in alcune attività, mai però sulle questioni del lavoro o della formazione. Lo è invece sulle esercitazioni militari. Proprio nei giorni scorsi, infatti, ha avuto inizio l’ennesimo addestramento, denominato “Loyal Mariner 09”: una prova che avviene sulle nostre coste e coinvolge aerei italiani, francesi e statunitensi di stanza a Sigonella. Il pattugliamento delle coste, assicurano i dirigenti della Nato, rappresenta uno dei principali obiettivi strategici dell’Alleanza Atlantica, e il supporto del personale italiano sarà garantito per tutto il periodo dell’esercitazione che terminerà intorno alla metà di marzo. Come ormai abbiamo avuto modo di verificare, tutta la fascia costiera della nostra isola è seriamente minacciata da invasioni di gruppi etnici incolti e aggressivi che rischiano di compromettere la tranquillità dei nostri corregionali. I più pericolosi, almeno in Sardegna, arrivano dall’Africa, naturalmente quelli che non muoiono nell’attraversamento del deserto. Ora, dopo l’accordo siglato con la Libia, il pericolo si ridurrà perché un’altra percentuale di disperati, una volta superato il deserto, troverà sistemazione nelle carceri di quel paese. Sembra comunque prudente che le attività di protezione delle nostre coste continuino per difenderci da coloro che riusciranno a superare anche gli ultimi ostacoli, comprese le cattive condizioni atmosferiche.&lt;br /&gt;La verità è che La Sardegna continua ad essere la terra dove vengono effettuati esperimenti di qualsiasi natura bellica: o si fanno dei test sull’affidabilità degli aerei guidati da terra senza pilota o si controllano velivoli da pattugliamento con lo scopo di fornire l’addestramento alle forze militari della Nato. Tutto ciò mentre continua il disinteresse verso le popolazioni che pagano con le malattie e anche con la vita le conseguenze di queste attività criminali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-4920909435391675711?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/4920909435391675711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/4920909435391675711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2009/03/quattro-centrali-nucleari-in-sardegna.html' title='Quattro centrali nucleari in Sardegna'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_NlGWw0BLQjg/ScFTR5gM30I/AAAAAAAAAP8/EiIF9TKl9P0/s72-c/quattromuori01.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-3728167014747455089</id><published>2009-02-14T19:52:00.000-08:00</published><updated>2009-02-14T19:53:13.327-08:00</updated><title type='text'>Tutti gli uomini di Berlusconi per il sacco della Sardegna</title><content type='html'>Tutti gli uomini di Berlusconi&lt;br /&gt;per il sacco della Sardegna&lt;br /&gt;di Marco Bucciantini&lt;br /&gt;A ciascuno il suo affare. Nel comitato d'interessi che sostiene Ugo Cappellacci c'è tutto e il contrario di tutto, ma niente stona sotto la scritta “Berlusconi presidente”. Potere, ambizioni e affari tengono insieme tutto: lo scudocrociato e i quattro mori, quindi lo Stato e l'antistato. I liberali di Dini e un garofano di chissà quale rivolo socialista. Tutti lì, in prima fila al Palasport ad ascoltare le barzellette di Berlusconi, a vedere umiliato il candidato inesistente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SARDISTI DA COSTA SMERALDA&lt;br /&gt;I vertici del partito sardo d'azione hanno suicidato il sardismo per le poltrone. Così l'ex segretario Giacomo Sanna, che già provò la scalata al Parlamento nelle file della Lega Nord (!), è nel listino del presidente, e verrà eletto automaticamente in caso di vittoria. “E' la svendita di un patrimonio allo straniero di Arcore, al razzismo leghista”, accusa Claudia Zuncheddu, sardista, che ha fondato i Rossomori, evocando Emilio Lussu e portando almeno una parte degli indipendentisti in appoggio a Soru. Il sostegno del partito sardo d'azione a Berlusconi è davvero ardito: la bandiera più famosa, i quattro mori su sfondo bianco e croce rossa, a sventolare su Villa Certosa, il simbolo del turismo aggressivo e sregolato, della colonizzazione. La residenza del premier è il monumento del programma di governo: si è costruito in barba alle leggi. Poi Tremonti condonò e la villa ora può essere mostrata nella sua interezza agli ospiti. Prima che il Cavaliere l'acquistasse era una semplice casa colonica, proprietà di Flavio Carboni, il faccendiere sardo coinvolto nell'omicidio del banchiere Roberto Calvi. Adesso è una provincia con il parco che ha rimpiazzato i sessanta ettari per il pascolo, poi l'anfiteatro, il campo di calcio, il bunker in caso di attacco nucleare, i laghetti artificiali. I sardisti stanno dunque con il conquistatore. Il segretario del Psd'Az è Efisio Trincas, che quando era sindaco di Cabras fu indagato per abusi edilizi in zone di particolare pregio e chiese allo Stato italiano di tradurre l'atto in dialetto sardo, prima che gli fosse notificato. Un sardismo da barzelletta. Di lui si ricorda la battaglia contro gli omosessuali: eppure il Psd'Az si era sempre speso in difesa delle minoranze. Come si cambia, per non morire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL COMITATO D'AFFARI&lt;br /&gt;Dalle ambizioni personali di un gruppo che ha svenduto l'anima si passa al comitato d'interessi. Quello che vuole “togliere i lucchetti che Soru ha messo alla Sardegna”. Da 30 anni Berlusconi fa affari sull'isola, grazie al socio Romano Comincioli, plurindagato (faceva da tramite con il suddetto faccendiere Carboni), assolto dalle leggi ad personam volute proprio per salvare l'amico di Arcore, e ripagato alla maniera del Cavaliere: con il seggio al Senato. La sua firma appare anche in cambiali passate a uomini della Banda della Magliana per poi finire nelle mani di Pippo Calò, il cassiere della Mafia. Ma non importa. Lui è l'uomo di fiducia di Berlusconi in Sardegna. E lo si è visto in questo turno elettorale. Forza Italia sull'isola ha due potentati: quello di Comincioli e quello di Beppe Pisanu. Il primo è strettamente legato per affari allo studio di commercialista del padre di Cappellacci, Giuseppe. Il secondo è nume tutelare del sindaco di Cagliarti Emilio Floris: la scelta di candidare Ugo Cappellacci dimostra i rapporti di forza: Comincioli è un vecchio compagno di classe di Berlusconi che, si sa, tende ad affidarsi a questi sodali di lunga data. Ed è stato infatti il senatore a tessere gli accordi con i sindaci del nord dell'isola, scesi in campo per Cappellacci, nelle liste provinciali, a costo di sguarnire o comunque di complicare l'attività delle giunte comunali.&lt;br /&gt;L'accolita intorno a Comincioli serve meglio al disegno di Berlusconi “contro la Sardegna dei vincoli”. Vuol prendersi la Regione, e con essa le terre che Soru ha provato a blindare. Fu il governo Berlusconi, nel 2005, ad impugnare davanti alla Consulta la salva-coste. Quella legge ha imbrigliato la mitica, faraonica Costa Turchese, evoluzione di quell'Olbia 2 che Berlusconi, Cappellacci sr. e Comincioli già avevano in mente a fine anni 70. Eccola, la loro oasi: 525.000 metri cubi di cemento su 450 ettari di terreno, 385 ville, due alberghi da 400 posti letto, 995 appartamenti in residence, 1 centro commerciale sulla costa nord-est. Tutto rispolverato allorquando il Tar rivelò un quadro normativo lacunoso sui piani urbanistici, sentenza che scatenò gli appetiti della Finedim di Marina Berlusconi, che ripropose l'idea, con una "chicca": lo sventramento della spiaggia per realizzare un canale navigabile e collegare il mare con un porticciolo da costruire ex novo. Quel quadro normativo è stato puntellato da Soru, e si è impedita la violenta colata di cemento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA FIGLIA DEL SINDACO&lt;br /&gt;Questo sbilanciamento sul gruppo Comincioli-Cappellacci, però, poteva erodere il consenso del Pdl nel capoluogo, dove Floris amministra in guerra con Soru, intento dichiarato la scorsa estate, in vista proprio delle elezioni: “Nessuna trattativa con il signor Renato Soru”. E così restano chiusi nel cassetto 220 milioni di euro di investimenti su Cagliari e oltre 1200 posti di lavoro. Una città paralizzata, con il Betile, museo regionale d'arte nuragica e contemporanea disegnato dall'anglo-irachena Zaha Hadid, rimandato a chissà quando. Cotanto zelo era l'annuncio di una candidatura di Floris, condivisa nel centro destra, e il sindaco poteva dunque essere mortificato dalla scelta di Cappellacci. Questo rischiava di compromettere l'impegno dello stesso amministratore nella campagna elettorale e intiepidire i fan del capoluogo. Berlusconi ha rimediato alla sua maniera: la figlia del sindaco è nel listino del presidente. E Rosanna è perfino commovente: “Fin da piccola volevo fare politica, ma l'ingombrante presenza di papà mi intimidiva”. Arruolati i Floris.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'EDITORE&lt;br /&gt;Nella foto di gruppo c'è anche un altro amico del Cavaliere: l'editore Sergio Zuncheddu, altro candidato mancato ma meno rancoroso di Floris. L'editore pubblica il quotidiano più letto dell'Isola, l'Unione Sarda, che da 4 anni picchia durissimo sull'inventore di Tiscali. Zuncheddu controlla anche le tv regionali e “Videolina ha per Cappellacci la cura che la Pravda aveva per Breznev.”, scrivemmo un mese fa. Potevamo dire: la stessa cura che Rete 4 ha per Berlusconi, perché infine Zuncheddu è un Cavaliere in sedicesimo. Come l'altro, parte dall'edilizia, dalle Città Mercato. A Capoterra, su un terreno che nel 1969 fu trasformato da paludoso a edificabile, e da avamposto di caccia dei cagliaritani si rivalutò enormemente, e che due mesi fa ha scontato con alluvioni e morti quell'affronto alle leggi della natura, Zuncheddu ha spadroneggiato con le centinaia di case costruite dalla sua cooperativa sullo stagno di Santa Gilla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PICCOLO GRANDE UGO &lt;br /&gt;Il piccolo ma troppo alto Ugo - al quale Berlusconi chiede sempre di scendere dalla pedana durante i comizi insieme, per non mostrare a tutti la clamorosa menzogna sull'altezza del premier – non è quella mosca bianca degli spot sorridenti confezionati dal pubblicitario Gavino Sanna. È vaccinato pure lui: è stato per anni al comando della Sardinia Gold Mining, che ebbe nel 1998 in concessione dalla Regione il territorio dei comuni della Marmilla. Si cercava l'oro, e il prezzo per la multinazionale fu ridicolo, mentre enorme è il danno ambientale, cui è difficile trovare argine, dopo il fallimento della società mista di capitale italiano, canadese e australiano. Cappellacci è stato presidente per quasi tre anni di quell'impresa e si dimise nel 2003 per entrare come ragioniere nella giunta regionale guidata da Italo Masala: a fine mandato, il debito della Sardegna sarà di 3 miliardi e mezzo di euro. Un record. Lo prende in cura Floris, e lo fa assessore al bilancio del comune di Cagliari: e il bilancio va in rosso. Adesso è in pista, e ricorda un po' Ovidio Marras, avvocato del Cavaliere. Anche lui sconosciuto e lanciato nella corsa a governatore, ne uscì con le ossa rotte.&lt;br /&gt;14 febbraio 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-3728167014747455089?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3728167014747455089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3728167014747455089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2009/02/tutti-gli-uomini-di-berlusconi-per-il.html' title='Tutti gli uomini di Berlusconi per il sacco della Sardegna'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-832762661738496407</id><published>2009-02-01T01:34:00.000-08:00</published><updated>2009-02-01T01:35:12.288-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='meglio Soru'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='meglio soru meglio la sardegna'/><title type='text'>Zaia in tour in Sardegna con le auto della Forestale</title><content type='html'>Zaia in tour in Sardegna con le auto della Forestale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre mezzi della Forestale per un giorno. Li ha chiesti il Ministro dell'Agricoltura Luca Zaia. Serviranno il 2 febbraio, quando dovrà spostarsi da Olbia ad Arborea e Oristano per sostenere Ugo Cappellacci nella corsa alle regionali. Dura la  replica del vicepresidente della Regione Carlo Mannoni, che ha definito la richiesta «irriguardosa per i sardi» E ha invitato il leghista a ripiegare su un taxi o su un auto a noleggio. Ne dà notizia il sito Altravoce.it, uno dei più informati in Sardegna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, non bastavano aerei di Stato, elicotteri in volo, forze dell'ordine sottratte alla sicurezza dei cittadini per accompagnare il premier in lungo e in largo nell'Isola. Ora si aggiunge anche Zaia, quello dei cibi italiani a dispetto dei menu multiculturali. Quello che quando c'è stato lo scandalo del latte avvelenato cinese ha detto: "Non mi preoccupo, non frequento quel tipo di ristoranti". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Al Ministro dell'Agricoltura, Luca Zaia, che il 2 febbraio sarà in Sardegna per un tour elettorale con il candidato di centrodestra Ugo Cappellacci, suggerisco per i suoi spostamenti 'istituzionali' nell'Isola l'uso di diversi taxi o il noleggio di diverse autovetture», spiega Mannoni, «per sé e per le numerose persone del suo seguito, composto dal segretario particolare, dal capo della segreteria particolare, dal portavoce, dal Presidente del Consiglio provinciale di Treviso ed un funzionario del portavoce».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zaia oltre tre autovetture del Corpo Forestale della Sardegna aveva richiesto ancheun'autovettura staffetta, "necessarie a raggiungere le località indicate nel programma di viaggio”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Comprendo le esigenze del Ministro Zaia», prosegue Mannoni, «che, dopo aver utilizzato l'aereo militare per atterrare all'aeroporto Costa Smeralda da Verona per un viaggio tutt'altro che istituzionale a Olbia, Arborea e Oristano, per quanto così lo definisca in un comunicato la segreteria particolare dello stesso Ministro, ritiene di dover utilizzare i mezzi pagati dai contribuenti per partecipare, come si legge nel comunicato dello stesso Ministro, a manifestazioni elettorali con il dottor Ugo Cappellacci, alle ore 10.50 ad Olbia ed alle 17.50 ad Oristano».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Trovo a dir poco irriguardoso per la comunità dei sardi», conclude il vicepresidente Mannoni, «che un Ministro della Repubblica chieda alla Regione Sardegna di contribuire con i propri mezzi ai suoi spostamenti elettorali. Sono invece fiducioso che altre Autorità dello Stato, quelle in posizione di autonomia e terzietà rispetto al Governo nazionale, sapranno ben valutare se l'utilizzo di un aereo militare e di altri mezzi pubblici per scopi privati debba o meno essere perseguito nell'interesse generale dei cittadini».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;31 gennaio 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-832762661738496407?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.unita.it/news/80940/zaia_in_tour_in_sardegna_con_le_auto_della_forestale' title='Zaia in tour in Sardegna con le auto della Forestale'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/832762661738496407'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/832762661738496407'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2009/02/zaia-in-tour-in-sardegna-con-le-auto.html' title='Zaia in tour in Sardegna con le auto della Forestale'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-9128400398378296095</id><published>2009-01-28T04:40:00.000-08:00</published><updated>2009-01-28T04:41:18.629-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='meglio Soru'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='meglio soru meglio la sardegna'/><title type='text'>Berlusconi vuole una Sardegna senza voce</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Berlusconi vuole una Sardegna senza voce&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Soru risponde alle accuse e denuncia: "campagna elettorale truccata"&lt;br /&gt; Renato Soru presenterà una querela contro il premier Silvio Berlusconi, più a suo agio in una campagna elettorale permanente che al governo del Paese, per le accuse mosse contro il governatore uscente e riportate dal quotidiano La Nuova Sardegna. Si tratta di “dichiarazioni infamanti” e “intollerabilmente lesive della dignità personale” ha fatto sapere Renato Soru in una nota del suo ufficio stampa, perché “del tutto mendaci”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il caso al centro dell'azione giudiziaria preannunciata da Soru contro il presidente del Consiglio riguarda il bando, che nel frattempo è stato annullato, per la pubblicità istituzionale della Regione al centro di un'inchiesta condotta dalla Procura di Cagliari. Si tratterebbe di presunte pressioni esercitate per assicurare l'appalto alla Saatchi &amp; Saatchi. Il governatore, dopo un primo colloquio con gli inquirenti, alcune settimane fa, si e' presentato da solo dal pm Mario Marchetti per fare dichiarazioni spontanee, ribadendo la fiducia nel riconoscimento della sua totale estraneità alle ipotesi di reato contestate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Renato Soru ha voluto rispondere alle affermazioni del premier, fatte durante un comizio a favore del candidato di centro – destra. “Da un uomo di stato mi aspetto che non dica bugie in pubblico”, ha detto il governatore uscente. “Lei ha 73 anni, signor presidente del consiglio, io 51, siamo grandi, abbiamo figli, siamo nonni. Lasciamo ai nostri figli la certezza che i loro genitori non sono persone che mentono. A questa età bisogna essere seri. Certi comportamenti non sono accettabili né a questa età né a 12 anni. Ancora meno accettabili da un uomo di stato, ”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlusconi sa che i consensi per il governo stanno diminuendo e una sconfitta in Sardegna avrebbe un forte significato politico, anche a livello nazionale. Per questo lancia i sondaggi, senza citare la fonte, e continua ad intervenire “a suon di slogan” nella campagna elettorale sarda, tanto da oscurare l'immagine del candidato di centro – destra Cappellacci, in uno scontro a due con Renato Soru e nella totale assenza di rispetto delle regole democratiche ed elettorali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma alle accuse infondate e agli attacchi del premier Renato Soru risponde punto su punto: “Questa è la Sardegna, signor Presidente del Consiglio, sulla quale Lei incombe con protervia e con tutto il potere dello Stato, sottraendoci la possibilità di una discussione democratica che dovrebbe essere solo nostra”, ha detto Soru nel corso di un comizio a Carbonia. “Se al Presidente del Consiglio stava così a cuore”, continua Soru, “poteva dimettersi, prendere la residenza a Porto Rotondo e candidarsi alla presidenza della Regione. E ci veniva coi suoi mezzi, come faccio io, e non con le forze dell’ordine, a fare una campagna elettorale che non gli compete. È fuori da tutte le regole della par condicio”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Avrebbe dovuto fare come me, contare i minuti, invece impazza a reti unificate”, ha dichiarato Renato Soru nel corso del comizio a Carbonia, “e almeno, quando parla della Sardegna, quando parla di numeri, dovrebbe citare le fonti. Invece sta facendo campagna elettorale in Sardegna come ritiene che la campagna elettorale debba essere fatta: lo diceva già tempo fa che gli elettori hanno la testa di un bambino di 12-13 anni e neanche tanto sveglio. Ecco, crede che siamo così e per questo ci racconta panzane”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oggi è venuto a parlare di un’azienda che io ho fondato tanti anni fa e di cui vado orgoglioso. Diversamente da lei, signor presidente del consiglio, io da 5 anni non mi sono mai più occupato della mia azienda. Non ho mai fatto leggi regionali ad hoc per mie questioni personali né per mie aziende personali. Mentre il monopolio delle tv commerciali è in mano a una sola impresa”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soru però non si limita a rispondere al premier ma denuncia quello che in realtà è sotto gli occhi di tutti, che la campagna elettorale condotta da Berlusconi in Sardegna ''è truccata'' e il premier ''infrange tutte le regole di equilibrio dei mezzi di comunicazione'' e regala ai sardi solo calcio e barzellette. Così Renato Soru durante la tappa del suo giro elettorale nel Nuorese. ''Ovunque appare Berlusconi - accusa Soru - e dietro di lui, silente, il candidato della destra, in un modo imbarazzante per noi sardi". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente del Consiglio - insiste il governatore uscente - usa i mezzi dello Stato per venire in Sardegna e non parla mai di cose importanti per i sardi (la chimica, i territori devastati dalle alluvioni, per esempio) ma di barzellette e di Kakà''. ''Questo è il rispetto che lui ha per il popolo sardo - afferma Soru – e per chi lui ha scelto di candidare alla guida della Regione''.''Noi non abbiamo accesso alla Tv - ribadisce il candidato del centrosinistra -, tanto meno a quelle che non rispettano le regole, né abbiamo accesso a una partita truccata dove il premier impazza sui mezzi di comunicazione. La vera campagna della destra è questa perché - conclude Soru - ha bisogno di una Sardegna senza voce”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ev&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-9128400398378296095?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/9128400398378296095'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/9128400398378296095'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2009/01/berlusconi-vuole-una-sardegna-senza.html' title='Berlusconi vuole una Sardegna senza voce'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-3603001099353454107</id><published>2009-01-09T07:07:00.000-08:00</published><updated>2009-01-09T07:08:20.280-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ulivo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='souru'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La Sardegna che cambia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pd'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='veltroni'/><title type='text'>Il governatore chiede che il pd esalti «l'esperienza dell'ulivo»</title><content type='html'>Il governatore chiede che il pd esalti «l'esperienza dell'ulivo»&lt;br /&gt;La sfida di Soru: se io vinco&lt;br /&gt;ripeto quel che riuscì a Prodi&lt;br /&gt;«In Sardegna si può tornare al successo e a battere Berlusconi»&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Renato Soru con Arturo Parisi (Olycom) &lt;br /&gt;ROMA — «La sconfitta non è per sempre». Adagio che dovrebbe suonare rassicurante per i vertici del Pd. E, certo, l'intento era quello, anche se il resto della frase, e l'autore, autorizza a una lettura più maliziosa: «Se vinciamo in Sardegna, si può tornare a vincere e a battere Silvio Berlusconi, come ha fatto Prodi due volte». Renato Soru, governatore della Sardegna, con un'intervista all'Espresso si accredita come l'uomo che può ridare fiducia al centrosinistra. E, sempre volendo trarne una lettura maliziosa, si erge contemporaneamente a futuro leader del centrosinistra per sconfiggere il Cavaliere. Dando qualche sostanza alle voci che da settimane lo vedono come il possibile uomo nuovo del Pd, pronto a uscire allo scoperto anche sul piano nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governatore uscente della Sardegna, dimissionario dopo una scontro interno nel Pd, attacca frontalmente Berlusconi, ignorando il suo sfidante, Ugo Cappellacci, considerato poco credibile: «Sarà uno scontro Soru-Berlusconi per interposta persona». Lo scontro comincia con un parallelo con Mussolini: «"Faccio sapere ai sardi che noi ci occupiamo amorevolmente dei problemi della loro isola". Sa di chi è questa frase? Di Benito Mussolini. Berlusconi dice la stessa cosa».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma sono i passaggi interni sul centrosinistra che fanno riflettere. Soru chiede al Pd «un forte segno di discontinuità», ovvero la non canditura di chi ha più di due legislature e di chi «non si riconosce nel programma». Bene il Pd, se non altro perché ha «cominciato una traversata nel deserto, strada senza ritorno ». Ma servirebbe una correzione di rotta: «Bisognerebbe mettere più in risalto la continuità con l'esperienza di Romano Prodi e dell'Ulivo. Quella è la radice più autentica del Pd». Quanto basta per entusiasmare Arturo Parisi, pronto a criticare chi, ovvero Veltroni, «ha provocato un disastro con l'illusione della solitudine: bisogna tornare all'Ulivo ». «Parole sante quelle di Soru», conferma un altro prodiano, Franco Monaco. E a giungere alle estreme conseguenze ci pensa «Il Regno», mensile dei padri dehoniani di Bologna, vicini alle posizioni prodiane, per il quale «il Pd di Veltroni e D'Alema, con corredo di ex popolari, è avviato al declino». Veltroni non commenta, anche se in largo del Nazareno si ricorda come nell'ultima Direzione sia stato lo stesso segretario a ricordare positivamente l'esperienza dell'Ulivo. Quanto a Soru, smentisce quanto scritto ieri da un quotidiano locale, secondo il quale avrebbe scoraggiato la partecipazione di Veltroni alla campagna elettorale sarda. Smentita alla quale si associa il commissario del Pd in Sardegna Achille Passoni. E infatti, Veltroni in Sardegna ci sarà, «regolarmente invitato» dal candidato ufficiale del Partito democratico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-3603001099353454107?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3603001099353454107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3603001099353454107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2009/01/il-governatore-chiede-che-il-pd-esalti.html' title='Il governatore chiede che il pd esalti «l&apos;esperienza dell&apos;ulivo»'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-3347611341569894843</id><published>2009-01-07T11:32:00.000-08:00</published><updated>2009-01-07T11:33:50.929-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='meglio Soru'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La Sardegna che cambia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='meglio soru meglio la sardegna'/><title type='text'>Sardegna, al via la campagna elettorale di Soru</title><content type='html'>Sardegna, al via la campagna elettorale di Soru&lt;br /&gt;di Davide Madeddu &lt;br /&gt;Un bagno di folla.  Più di quattromila per rafforzare la sfida del  centrosinistra. La locomotiva de “La Sardegna che cambia, meglio Soru”  parte dal palacongressi della fiera di Cagliari. A dare il via al  viaggio, lungo 39 giorni (si vota il 15 e 16 febbraio) migliaia di  sostenitori che affollano lo stabile delle Fiera campionaria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A sostenere il candidato presidente, e leader della coalizione di  centrosinistra ci sono gli studenti, i disoccupati, ma anche i  pensionati. Quelli che vogliono continuare a cambiare la Sardegna.  Nessuna sfilata di leader politici sul palco, solo le testimonianze dei  giovani, degli studenti, pensionati e disoccupati e lavoratori. Eppoi  il leader della coalizione che riunisce il centrosinitra. Parla per un’ora Renato Soru nella sala affollata da più di quattromila persone di  lavoro, diritto allo studio, all’istruzione, alla salute e al lavoro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla questione della chimica in Sardegna alla crisi economica  internazionale cui è legato anche il futuro industriale dell’isola. Parte dalla coalizione Renato Soru e dall’unità ritrovata. «Si tratta  di un`unità vera e non di maniera - ha spiegato - non frutto di accordi  sottobanco ma che nasce dalla consapevolezza di uno scopo comune: fare  della politica un servizio per gli altri». E lancia un appello anche ai rappresentanti dei Socialisti, non presenti all’apertura della campagna elettorale. «Spero - dice - che possano riconsiderare la loro posizione di correre da soli ed unirsi alle altre forze del centro-sinistra». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel suo discorso, che dura un’ora. Renato Soru ricorda anche il patto con gli elettori «sancito dalla Legge Statutaria, un patto che va rispettato».  «La gente se lo aspetta - dice ancora  il leader del  centro-sinistra sardo -cambiare è importante per dare la possibilità a tutti di fare politica come protagonisti e non solo come spettatori nell'ottica di un percorso collettivo in cui tutti sentano di far parte di una collettività in cui tutti possano andare avanti e non curare semplicemente i propri interessi». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppoi le scelte sulla politica e quelle riforme che devono dare il segnale. Come quella finalizzata alla riduzione del numero dei consiglieri. «Una legge da approvare subito dopo l`inizio della legislatura - posegue nel suo intervento - per ridurre numero dei consiglieri regionali e i loro emolumenti». Riforma che segue quella avviata dall’amministrazione regionale con lo &lt;br /&gt;snellimento della Pubblica amministrazione. «La cancellazione di tanti enti inutili - prosegue Soru - ha liberato molte risorse. Oggi la Sardegna è la prima regione in Italia per transazioni on line con la pubblica amministrazione e il numero dei dipendenti è passato dai 3500 del 2004 ai 2500 attuali. I dirigenti sono scesi da 220 a 150». Nel discorso particolarmente applaudito esostenuto dal popolo del centrosinistra non mancano poi i riferimenti ai giovani e alla scuola perché, aggiunge «la povertà si sconfigge con la cultura». «Per far ciò bisogna aumentare il livello d`istruzione, la ricerca scientifica, la tecnologia, la capacità di stare sul mercato - dice ancora -. I giovani devono essere protagonisti di questo cambiamento che peraltro è  abbondantemente iniziato in quasi un lustro di amministrazione». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non  mancano neppure i riferimenti allo sfidante ombra, Berlusconi.  «Ottimismo? Spendere di più? - dice concludendo - lo vadano a dire ai sardi che vivono nelle aree disagiate delle città e dell`interno. Occorre invece smettere di consumare in modo insensato». Applausi, il popolo dei giovani arrivati in autobus dai diversi centri della Sardegna applaude. La locomotiva è partita, e viaggia di gran carriera. «Per continuare a cambiare la Sardegna, con Soruı». Perché, come  spiegano gli studenti che affollano un’ala della sala congressi è «Meglio Soru».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;05 gennaio 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-3347611341569894843?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3347611341569894843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3347611341569894843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2009/01/sardegna-al-via-la-campagna-elettorale.html' title='Sardegna, al via la campagna elettorale di Soru'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-5725034456053557929</id><published>2009-01-05T11:46:00.001-08:00</published><updated>2009-01-05T11:46:29.762-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='meglio soru meglio la sardegna'/><title type='text'>Ambiente e governo del territorio</title><content type='html'>Ambiente e governo del territorio &lt;br /&gt;venerdì 02 gennaio 2009 - ore 16:44Conservare e gestire responsabilmente il paesaggio, prodotto del millenario lavoro dell’uomo su una natura difficile, significa conservare l’identità di chi lo abita. Un popolo senza paesaggio è un popolo senza identità né memoria. La nostra scelta è stata quella di non continuare a consumare il patrimonio ambientale, ma di tutelarlo e valorizzarlo, di governare il territorio con regole severe ed efficaci e insieme migliorare la qualità della vita. Abbiamo assunto l’impegno di salvaguardare l’ambiente secondo un’idea di sviluppo unitaria, che integra fasce costiere e zone interne, sistemi urbani, tessuto rurale dei piccoli centri e ambiti naturalistici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraverso il Piano Paesaggistico Regionale abbiamo dato alla Sardegna gli strumenti normativi e di pianificazione di riferimento. &lt;br /&gt;Il Piano Paesaggistico è un valore per la nostra Regione: farà crescere la nostra economia in maniera più solida e a beneficio di tutti, perché l’ambiente e il paesaggio non appartengono a un singolo ma all’intera comunità sarda, a tutti noi e alle generazioni future.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-5725034456053557929?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5725034456053557929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5725034456053557929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2009/01/ambiente-e-governo-del-territorio.html' title='Ambiente e governo del territorio'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-5178095280517687548</id><published>2008-12-09T11:20:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T11:21:12.564-08:00</updated><title type='text'>La Maddalena. Inutili i seggi aperti per una settimana: votano in poco più di mille</title><content type='html'>La Maddalena. Inutili i seggi aperti per una settimana: votano in poco più di mille &lt;br /&gt;Il referendum contro il Parco fa flop&lt;br /&gt;Meno del 10 per cento degli elettori alle urne, un disastroMartedì 09 dicembre 2008&lt;br /&gt;Tanto rumore per nulla. Il referendum contro il Parco si è risolto in un colossale flop. Ha votato appena il dieci per cento degli elettori.&lt;br /&gt; I seggi, aperti dal primo dicembre nella biblioteca comunale, per raccogliere il parere degli isolani sul Parco nazionale dell'Arcipelago, si sono chiusi domenica sera alle 20. A quell'ora erano andati a esprimersi appena mille e nove elettori, ossia il 10,55 per cento degli aventi diritto. Allo spoglio delle schede è risultato che solo 92 elettori hanno detto “sì” al Parco in confronto ai “no” che hanno raggiunto il 91 per cento, ma il dato fondamentale è che su oltre 9600 isolani hanno preferito non andare a votare.&lt;br /&gt;Nei prossimi giorni ci sarà una più profonda disamina del voto dei maddalenini, e potranno essere portate a sostegno le tesi contrapposte, ma è indubitabile che la posizione dell'Ente e, di riflesso, del presidente Giuseppe Bonanno, ne esce rafforzata. Una semplice legittimazione politica, certo. Ma c'è un altro dato da registrare: il disamore per l'urna, il non impegno.&lt;br /&gt;Perché la gente ha seguito le indicazioni di chi - presidenza del Parco in prima fila - avevano invitato a non andare a votare, altro aspetto da esaminare. Il presidente del comitato per il referendum consultivo, Francesco Vittiello, è di parere opposto. «Si tratta di una grande vittoria - ha detto - se si considera che la quasi totalità della gente che ha espresso il proprio parere ha detto no a questo tipo di Parco».&lt;br /&gt;La risposta di Giuseppe Bonanno è altrettanto categorica: «Ringrazio tutti i maddalenini per aver compreso l'inutilità di questa consultazione, nei loro confronti non posso che rinnovare il mio impegno a migliorare un'istituzione che deve essere al servizio del nostro bellissimo territorio e di chi lo abita. La gente è stanca di chiacchiere, si passi ora alle azioni concrete».&lt;br /&gt;Al di là di queste dichiarazioni a caldo, ci sarà da fare, come detto, una serie di valutazioni a freddo che permetteranno di analizzare meglio il risultato del voto. Resta il dato di una comunità che, in definitiva, non si è schierata. Un segnale politico se si considera che la campagna elettorale aveva visto via via aggregarsi al “no” quasi tutti i partiti politici isolani in una alleanza trasversale, amministrazione compresa che aveva prima autorizzato il confronto e poi preso una posizione netta, suffragata con tanto di lettera agli elettori e manifesti pubblici.&lt;br /&gt;È altresì utile constatare che la forza dei voti convogliati a suo tempo verso l'amministrazione Comiti, più quella dei partiti che hanno optato per il 'no', avrebbe dovuto senza difficoltà raggiungere almeno i 5 mila consensi. &lt;br /&gt;FRANCESCO NARDINI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-5178095280517687548?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20081209&amp;Categ=31&amp;Voce=2&amp;IdArticolo=2305020' title='La Maddalena. Inutili i seggi aperti per una settimana: votano in poco più di mille'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5178095280517687548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5178095280517687548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2008/12/la-maddalena-inutili-i-seggi-aperti-per.html' title='La Maddalena. Inutili i seggi aperti per una settimana: votano in poco più di mille'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-2225980436145343996</id><published>2008-11-27T00:02:00.000-08:00</published><updated>2008-11-27T00:03:24.668-08:00</updated><title type='text'>SARDEGNA: LEGAMBIENTE, BRUTTA POLITICA AFFONDA BUON GOVERNO SORU</title><content type='html'>SARDEGNA: LEGAMBIENTE, BRUTTA POLITICA AFFONDA BUON GOVERNO SORU  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ASCA) - Roma, 26 nov - ''E' grave che proprio sulla legge urbanistica, sulla quale il presidente Soru giocava una scommessa fondamentale per la sua Regione, sia mancato il sostegno della maggioranza''. Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente commenta cosi' le dimissioni annunciate da Renato Soru.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''La brutta politica sta affondando la buona amministrazione - dice Cogliati Dezza -. Una politica che preferisce continuare a confondere sviluppo del territorio con speculazioni edilizie e cementificazioni impallina la rivoluzione tentata da Soru, un'economia di qualita' che trova nel rispetto delle risorse naturali e paesaggistiche della Regione le sue possibilita' di sviluppo''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;res-mpd/dnp/rob &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Asca)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-2225980436145343996?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2225980436145343996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2225980436145343996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2008/11/sardegna-legambiente-brutta-politica.html' title='SARDEGNA: LEGAMBIENTE, BRUTTA POLITICA AFFONDA BUON GOVERNO SORU'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-2441933409464470444</id><published>2008-11-10T10:28:00.000-08:00</published><updated>2008-11-10T10:29:11.548-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nucleare'/><title type='text'>NOVEMBRE 2008</title><content type='html'>&lt;strong&gt;mercoledì 12 novembre dalle 16.00 alle 18.00 &lt;br /&gt; nell'ambito della       campagna "Per il clima contro il nucleare" incontro formativo e       informativo sul nucleare con Andrea Poggio.&lt;br /&gt;L'incontro si terrà       in Via Vida 7 a Milano (sede Fondazione Legambiente Innovazione)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Obiettivo principale approfondire l'argomento, interiorizzare e       saper argomentare le posizioni dell'associazione. Consultate i      materiali della campagna sul sito www.legambiente.eu/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;sabato 15 novembre dalle 9,30 alle 17,30&lt;br /&gt; convegno dal titolo :Consumo del suolo e cementificazione del territorio: le  alternative degli ambientalisti" &lt;br /&gt; Brescia, Cinema Nuovo Eden, Via       Nino Bixio 9 (www.nuovoeden.it).&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Organizzato dai Verdi Europei e      dall'Associazione Ecologisti Democratici, vede Legambiente        Lombardia impegnata a riflettere sulle prospettive future del       territorio lombardo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 19 novembre, ore 9,00,&lt;br /&gt; workshop "Le centrali di  mobilità in Europa" &lt;br /&gt;Milano, Palazzo Giureconsulti "Sala Terrazzo"       Piazza Mercanti.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Promosso da Fondazione Legambiente Innovazione, con questo workshop si intende porre l'attenzione sull'importanza       che rivestono le centrali di mobilità in Europa e presentare il    progetto della prima centrale di mobilità italiana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;giovedì 20 novembre dalle 9,00 alle 17,00, &lt;br /&gt;convegno dal titolo "Nanotecnologie, ambiente e sicurezza", &lt;br /&gt;Milano, "Sala Vitman"       Acquario Civico di Milano Viale Gadio 2.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Dal 2006 Legambiente è       partner italiano del progetto Europeo Nanocap (Nanotechnology       Capacity Building) che raccoglie la  rappresentanza di associazioni  ambientaliste, sindacati e università con l'intento di sviluppare  un punto di vista equilibrato nei confronti delle Nanotecnologie.      Il convegno intende fare il punto della situazione sul fronte   ambientale e della sicurezza in Italia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-2441933409464470444?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2441933409464470444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2441933409464470444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2008/11/novembre-2008.html' title='NOVEMBRE 2008'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-177469450454336964</id><published>2008-07-30T08:08:00.000-07:00</published><updated>2008-07-30T08:09:00.136-07:00</updated><title type='text'>AMBIENTE: GREENPEACE, NO A CARICHI PERICOLOSI IN BOCCHE DI BONIFACIO</title><content type='html'>AMBIENTE: GREENPEACE, NO A CARICHI PERICOLOSI IN BOCCHE DI BONIFACIO  &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;(ASCA-AFP) - Ajaccio, 30 lug - Greenpeace ha chiesto ai governi di Francia e Italia di agire per vietare il transito di tutti i mercantili con carichi pericolosi nelle Bocche di Bonifacio, tratto di mare tra la Corsica e la Sardegna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'organizzazione per la difesa dell'ambiente spiega in un comunicato che ''3.000 navi, 300 delle quali trasportano carichi pericolosi, transitano ogni anno'' nelle Bocche di Bonifacio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''Di fronte al rischio d'incidente, i governi francese e italiano hanno deciso dal 1993 di avviare un processo di protezione del sito, proibendo il passaggio di navi che trasportano carichi pericolosi che battono bandiera francese e italiana'', aggiunge il comunicato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Greenpeace chiede che questo divieto venga esteso all'insieme dei mercantili pericolosi, qualunque sia la loro bandiera. A tale fine, l'organizzazione auspica che Francia e Italia presentino all'Organizzazione marittima internazionale la proposta di creare una Pssa (Area marittima particolarmente sensibile) nelle Boche di Bonifacio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''Questo divieto generalizzato deve essere imposto come condizione preliminare alla creazione del parco marino internazionale corso-sardo, il cui processo e' in una fase d'impasse da una decina di anni'', precisa il comunicato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di un ''tema fondamentale per la protezione del Mediterraneo'', afferma nel testo il responsabile della campagna oceani di Greenpeace France, Stephan Beaucher.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''La questione non e' capire se esiste una rischio di incidente, ma quando questo si verifichera''', aggiunge, osservando che ''un naufragio nelle Bocche di Bonifacio porterebbe a una vera catastrofe ecologica per il Mediterraneo, ma anche per l'economia locale, che dipende in larga parte dal turismo''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mlp&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-177469450454336964?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/177469450454336964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/177469450454336964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2008/07/ambiente-greenpeace-no-carichi.html' title='AMBIENTE: GREENPEACE, NO A CARICHI PERICOLOSI IN BOCCHE DI BONIFACIO'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-2621641122914124752</id><published>2008-03-14T09:42:00.000-07:00</published><updated>2008-03-14T09:43:34.505-07:00</updated><title type='text'>LA MADDALENA LIBERA</title><content type='html'>LA MADDALENA LIBERA &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Cala il sipario su 35 anni di presenza della Us Navy nel Parco nazionale. I sottomarini nucleari lasciano l'arcipelago dopo 35 anni. Ma non c'è tempo per gioia o rimpianti. Con il G8 del 2009 tutto passa in secondo piano. Bonifica compresa/&lt;br /&gt;E Legambiente fa festa &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;di FABIO DESSÌ&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ora delle celebrazioni ufficiali, tra discorsi di rito e scambio di bandiere, si è già consumata il 24 gennaio con la partenza della nave appoggio per sottomarini a propulsione nucleare Emory Land. Gli ultimi marines stanno lasciando La Maddalena in questi giorni. Cala così il sipario su 35 anni di presenza della Us Navy  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;in un angolo del Mediterraneo diventato Parco nazionale per la sua bellezza mozzafiato. Una stagione, quella appena conclusa, segnata da momenti drammatici. Come gli incidenti ai sommergibili Oklahoma City (2002) e Hartford (2003), con gli allarmi per l’aumento di malformazioni fetali attribuite alla radioattività. Guai però a pensare che nell’isola prevalga un senso di liberazione: i maddalenini sono preoccupati. Una preoccupazione che negli ultimi mesi si è fatta tensione: il Comune vuole abolire il Parco, la Regione Sardegna sta per ricevere dal ministero della Difesa terreni e beni utilizzati dagli americani che fanno gola a molti mentre l’economia locale è in ginocchio. Sullo sfondo la questione della bonifica, passata in secondo piano dopo l’annuncio che l’arcipelago ospiterà il G8 del 2009. Una pioggia di euro sta per abbattersi sulla Maddalena. E molti più che i black bloc temono la nascita di una Costa Smeralda bis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’ERAVAMO TANTO ARMATI&lt;br /&gt;Come ogni addio anche quello degli americani lascia un senso di insicurezza. Per rendersene conto basta entrare in uno dei tanti bar che ancora espongono messaggi di goodbye and thanks e ascoltare i discorsi degli isolani. «Viviamo alla giornata», ripetono i più giovani. Qualcuno se la prende con la comunità romena e sui muri del corso, a due passi dal Comune, spuntano scritte razziste. Qui i disoccupati sono oltre duemila – il 16% della popolazione – e la partenza dei militari significa innanzitutto perdita di altri posti di lavoro: 182 direttamente impiegati dagli Usa, duecento circa quelli dell’indotto. Ma significa anche zero dollari per le attività commerciali. Senza parlare degli appartamenti lasciati sfitti, che dovrebbero aggirarsi intorno ai cinquecento. È per questo che gran parte della popolazione e dei politici, senza distinzioni fra il centrosinistra che amministra il Comune e l’opposizione, ha accolto con gioia la decisione del governo Prodi di ospitare nella terra che fu di Garibaldi il G8 del luglio 2009. Un treno da non perdere per riconvertire l’economia, dicono in coro. «È la giusta ricompensa per la convivenza con gli americani – taglia corto Vincenzo Belli, capogruppo del Pd in Consiglio comunale – Solo una legge speciale come quelle che si fanno per i terremotati può aiutarci a riprendere in mano il futuro». Per Roberto Zanchetta dei Comunisti italiani, il G8 «farà arrivare parecchi soldi e poi è una scorciatoia alla burocrazia: Stato, Regione, Parco... La nostra vocazione – chiarisce – è quella turistica, anche se questo dovesse costare la trasformazione della Maddalena in località esclusiva. Mettiamo da parte le ideologie: non possiamo mangiare panini a pranzo e pizza a cena».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’OMBRA DELL’AGA KHAN&lt;br /&gt;Al di là della valenza politica della scelta, che nel resto della Sardegna sta scatenando polemiche, il summit crea le condizioni per un cambiamento radicale: la disponibilità di risorse per ridisegnare il centro abitato e le scorciatoie per farlo. Il governo ha affidato la regia dell’operazione a Guido Bertolaso, che ha messo in moto la macchina con un primo budget di 30 milioni di euro. A questi vanno aggiunti gli altri 129 in arrivo più 2 stanziati dall’ultima Finanziaria e 10 dalla Regione. I lavori dovrebbero partire a fine mese ma al momento di scrivere nessun cantiere è aperto. L’area destinata ad essere la zona rossa è quella che va dall’ospedale militare all’Arsenale. È in questo perimetro che nei primi quattro giorni di luglio saranno ospitate le delegazioni dei capi di Stato. Le indicazioni nel decreto di nomina di Bertolaso sono chiare: tutto va progettato per essere riconvertito in chiave turistica. E quello che sarà il cuore del summit,  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;l’Arsenale, diventerà l’anima del nuovo sviluppo: un polo cantieristico per la nautica. In pole per aggiudicarsi l’appalto c’è il solito Aga Khan, tallonato da Ernesto Bertarelli. Il patron di Alinghi voleva La Maddalena già per l’America’s Cup 2007 ma si optò per Valencia dopo il niet delle autorità militari Usa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STELLE &amp; STELLETTE&lt;br /&gt;Zona rossa a parte, le procedure commissariali per il G8 apriranno i varchi delle deroghe a tanti progetti privati. Non si potranno scavalcare le norme comunitarie ma La Maddalena potrebbe uscirne segnata: dall’ampliamento del porto turistico allo spostamento di quello commerciale, fino all’idea di costruire un casinò o fare dell’Opera pia il terzo teatro lirico della Sardegna. C’è poi il capitolo alberghi: a gennaio è arrivata la richiesta di integrazione ai nove progetti (su ventidue presentati) promossi dal tavolo tecnico dell’assessorato regionale all’Urbanistica. Spicca quello dell’Immobiliare Lombarda di Salvatore Ligresti, che per 13 milioni di euro ha rilevato dalla Seis (Impregilo) il villaggio Trinita, che ospitava gli americani: 134 villette per 60.000 metri cubi. Il progetto prevede la realizzazione di due alberghi e la riqualificazione delle abitazioni. C’è poi quello della Sviluppo Vacanze per riqualificare un albergo e costruire un porticciolo a Porto Massimo. E ancora quelli del Club Med, Valtour, Touring Club e via costruendo. Fino ad arrivare all’ex quartier generale della Us Navy nella centralissima via Principe Amedeo, realmente destinato a passare dalle stellette militari alle cinque stelle extralusso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL VASO DI PANDORA&lt;br /&gt;Va detto che non tutti credono che il G8 sia la manna piovuta dal cielo. «Hanno scelto La Maddalena per questioni di sicurezza e dà fastidio che lo spaccino come un regalo» dice nella sua cartolibreria Franco Lullia, rappresentante di Confcommercio. «Era necessario organizzare un evento così in una regione che ha pagato tanto, e continua a farlo, alla sicurezza nazionale? G8 o no dobbiamo metterci tutti in discussione. La nostra era un’economia drogata: chi ci insegna a vivere nel libero mercato?». Anche nelle fila di chi confida nell’evento per risollevare le sorti della comunità, le posizioni sono diverse. Discutono su dove spostare il porto commerciale – Padule o Santo Stefano – come se a decidere fossero loro. Il blogger Adolfo Impagliazzo (lamaddalena-isola.blogspot.com) rilancia la vecchia idea di un collegamento fisso – ponte più tunnel sottomarino – fra La Maddalena e Palau. Un progetto irrealizzabile in un’area protetta ma che lui, come l’associazione Sos Gallura, ritiene «indispensabile per rompere l’isolamento di un’isola dell’isola, svegliare dall’apatia i maddalenini». Lorenzo Porcheddu della Cgil fa invece notare: «È la seconda crisi che stiamo vivendo: la prima si è consumata tra il ‘95 e il 2001, quando la Marina militare italiana ha progressivamente portato i posti di lavoro da 800 a 400. L’addio degli americani ha solo scoperchiato il vaso di Pandora».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TUTTI CONTRO IL PARCO&lt;br /&gt;Scoperchiando il vaso è tornato sotto il sole il conflitto che vede Regione, Provincia e Comune schierati contro il Parco: i tre enti vogliono cancellare i criteri di nomina sanciti da Roma e creare un organismo di tutela espressione delle comunità locali. Per questo non sono entrati nel consiglio direttivo. Il presidente Giuseppe Bonanno – maddalenino, 31 anni – ha scelto di andare avanti e lo scorso 4 febbraio ha presentato le linee programmatiche dell’ente. I più maliziosi sostengono che motivo del contendere sia il potere che la legge dà al Parco in materia di beni demaniali. «Non conta a chi andranno  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;quei beni – dice Bonanno dal suo ufficio con vista sul mare – Dovranno però essere gestiti come prevede la legge. Quelle strutture non possono essere alberghi ma musei, centri di educazione ambientale… Di proprietà della gente, non a beneficio di qualcuno». Il Consiglio comunale, che due volte ha votato all’unanimità mozioni fotocopia per abrogare il Parco, promette battaglia. «Troppi vincoli – è la tesi dominante – In nessun altro caso i confini di un Parco coincidono con quelli di un Comune. Organizzeremo un referendum che darà una grande maggioranza a chi il Parco non lo vuole più».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VERITÀ AL LARGO&lt;br /&gt;Resta aperta la questione della bonifica. Tramite la Marina italiana, gli americani hanno fatto sapere di aver recuperato 500 tonnellate di materiali ferrosi e chiedono alle agenzie di controllo e alle istituzioni di certificare che tutto è ok. Apat e Arpas hanno però giudicato insufficienti sia le operazioni di bonifica che i risultati dei monitoraggi radiometrici. La Provincia Gallura chiede chiarezza. Renato Soru, in una lettera a Prodi, ritiene «urgente attivare tutte le misure per caratterizzare e bonificare le aree utilizzate dalla Marina militare americana». La verità è che dopo gli incidenti del 2002 e 2003 non è stata fatta un’indagine attendibile sull’inquinamento delle acque dell’arcipelago. Nonostante nel 2004 l’istituto francese Criiad denunciasse come tra La Maddalena e Bonifacio i valori di radioattività fossero 400 volte superiori alla norma. Nello stesso anno un’indagine di Legambiente e dell’università della Tuscia segnalava inoltre la presenza di radionuclidi trans-uranici: frammenti che potrebbero innescare problemi di mutazioni genetiche a partire dai primi anelli della catena alimentare e che non derivano da decadimenti naturali ma da processi che avvengono per la propulsione nucleare o nei disastri nelle centrali atomiche. Oggi la gran parte dei politici locali si dice certa che le loro acque siano pure. Per Rosanna Giudice – sindaco di An dal 2002 al 2004 – la storia dell’inquinamento è stata utilizzata per attaccare gli Usa e il governo Berlusconi allora in carica: «Restai di sasso quando mio figlio mi chiese se stavo nascondendo qualcosa – ricorda – Feci fare tutte le analisi ma non rilevarono nulla di preoccupante». Roberto Zanchetta invita a non prendere l’argomento alla leggera: «Solo dopo aver fatto delle analisi serie potremo sapere la verità. Per questo l’amministrazione comunale ha querelato il manifesto». La colpa del quotidiano sarebbe quella di aver titolato: “Gli americani lasciano La Maddalena ma lasciano una pesante eredità nucleare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FUTURO IN TESTA&lt;br /&gt;Insomma, sotto il cielo dell’arcipelago regna la confusione. Per Mario Birardi – ex senatore del Pci e sindaco alla Maddalena dal ‘98 al 2002, oggi grande studioso di Garibaldi – dopo la partenza degli americani e con il G8 dietro l’angolo si apre una fase ricca di opportunità e rischi. «Temo che si concentreranno sulla sola zona rossa – avverte – Ma in questi mesi bisogna a tutti i costi gettare le basi per gli altri interventi, che vanno individuati con precisione e senza strafare. Dobbiamo mettere da parte la grande opinione che abbiamo di noi stessi, piantarla con il nostro tipico mugugno e creare uno spirito comunitario».&lt;br /&gt;I maddalenini non vogliono che il loro futuro faccia la fine della statua di Ciano, consuocero di Mussolini. Commissionata dal regime fascista: doveva essere alta ben 13 metri ma dal 1943 giace nelle cave di granito sull’isola di Santo Stefano. Con la testa circondata dai pezzi di un corpo che forse non verrà mai ultimato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14 marzo 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-2621641122914124752?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2621641122914124752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2621641122914124752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2008/03/la-maddalena-libera.html' title='LA MADDALENA LIBERA'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-1726880366528308180</id><published>2008-03-12T04:03:00.001-07:00</published><updated>2008-03-12T04:03:56.203-07:00</updated><title type='text'>PETROLIERE|L'Italia aveva già recepito la direttiva</title><content type='html'>PETROLIERE|L'Italia aveva già recepito la direttiva &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Stretta Ue sulle carrette dei mari &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Maxi multe e carcere per gli scarichi illegali delle navi. Bruxelles, su indicazione della Corte di giustizia europea, ha deciso di dare un ulteriore giro di vite alla direttiva varata nel 2005 dai 27 stati membri per la lotta all'inquinamento marittimo &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Non solo multe, che potrebbero essere anche salatissime, ma anche il carcere per chi si rende responsabile dell'inquinamento dei mari: dagli scarichi illegali da parte di navi ai drammi provocati dalle carrette dei mari. Basti pensare agli incedenti provocati negli anni scorsi dalle navi cisterna Erika e Prestige, che hanno prodotto veri e propri  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;disastri ambientali lungo le coste franco-spagnole. Bruxelles, su indicazione della Corte di giustizia europea, ha deciso ieri di dare un ulteriore giro di vite alla direttiva varata nel 2005 dai 27 stati membri per la lotta all'inquinamento marittimo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Direttiva che l'Italia ha già recepito nel proprio ordinamento ma su cui Bruxelles si prepara a chiedere chiarimenti, non formali. L'iniziativa lanciata congiuntamente dai vicepresidenti della Commissione europea, Franco Frattini responsabile per le politiche di giustizia, libertà e sicurezza, e Jacques Barrot per i trasporti, rappresenta quindi una grossa novità: se ora infatti i governi dell'Ue hanno la scelta tra l'introduzione di una sanzione amministrativa od una penale, con la nuova proposta viene meno questa opzione e la sanzione penale dovrà essere obbligatoriamente introdotta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, le violazioni alle regole esistenti «devono essere considerate reati penali e sanzionate con provvedimenti penali». Gli stati membri saranno obbligati a garantire che le imprese possono essere considerate responsabili dei reati penali commessi al  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;I danni della Cosco Busan &lt;br /&gt;fine di procurare loro un vantaggio, e che siano soggette a sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive. La nuova proposta - ha tenuto a sottolineare Frattini - «rappresenta un'importante integrazione della direttiva Ue sulla protezione dell'ambiente mediante il diritto penale». Barrot dal canto ha precisato che sono «una piccola minoranza gli operatori che offuscano l'immagine dell'industria dei trasporti marittimi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Italia è tra i quindici paesi europei sui 27 che hanno già introdotto nel loro ordinamento la direttiva 35 del 2005 per la lotta all'inquinamento marino, prevedendo anche sanzioni penali. In questo senso quindi Roma non dovrebbe portare modifiche alla sua normativa alla luce della nuova proposta. Tuttavia, secondo quanto appreso dall'Ansa, la Commissione si prepara ad avviare una lettera di richiesta di informazioni a Roma sul modo in cui la direttiva del 2005 è stata recepita nell'ordinamento italiano. Non si tratta di una procedura formale, assicurano a Bruxelles, ma di approfondimento di certi elementi e le autorità italiane avranno due mesi per rispondere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12 marzo 2008 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articoli collegati:&lt;br /&gt;&gt; Exxon Valdez, udienza alla Corte suprema&lt;br /&gt;&gt; Erika, colpevoli i proprietari e Total&lt;br /&gt;&gt; Erika, Total condannata per il naufragio&lt;br /&gt;&gt; Corea Sud, petroliera provoca marea nera&lt;br /&gt;&gt; Petroliera a picco&lt;br /&gt;&gt; Mar Nero, l'Ue invia pool esperti&lt;br /&gt;&gt; Navi affondate: tre i morti&lt;br /&gt;&gt; Exxon Valdez, caso ancora aperto&lt;br /&gt;&gt; La bonifica della Haven&lt;br /&gt;&gt; A giugno confronto sul biotech&lt;br /&gt;&gt; Ue divisa su riduzione CO2 auto&lt;br /&gt;&gt; Città, per gli europei rovinate dallo smog&lt;br /&gt;&gt; Riduzione "salva-clima"&lt;br /&gt;&gt; L'Ue adotta il piano clima&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-1726880366528308180?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.lanuovaecologia.it/natura/mare/9366.php' title='PETROLIERE|L&apos;Italia aveva già recepito la direttiva'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/1726880366528308180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/1726880366528308180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2008/03/petrolierelitalia-aveva-gi-recepito-la.html' title='PETROLIERE|L&apos;Italia aveva già recepito la direttiva'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-2024371202745616315</id><published>2008-01-17T01:14:00.000-08:00</published><updated>2008-01-17T01:15:38.938-08:00</updated><title type='text'>ERIKA:DICHIARATI COLPEVOLI PER IL NAUFRAGIO</title><content type='html'>LEGAMBIENTE: ERIKA; TOTAL, PROPRIETARI ITALIANI E &lt;br /&gt;RINA (REGISTRO NAVALE ITALIANO) DICHIARATI &lt;br /&gt;COLPEVOLI PER IL NAUFRAGIO DELLA FINE DEL 1999 IN BRETAGNA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' poche ore fa la notizia proveniente da Parigi &lt;br /&gt;che è arrivata finalmente in giudizio la vicenda &lt;br /&gt;del naufragio della motonave Erika, la carretta &lt;br /&gt;del mare che aveva già cambiato nome 7 volte e &lt;br /&gt;che 8 anni fa infangò le spiagge della Bretagna. &lt;br /&gt;La notizia battuta oggi dalle agenzie di stampa è &lt;br /&gt;molto importante anche per Legambiente Emilia &lt;br /&gt;Romagna che all'epoca realizzò un presidio a &lt;br /&gt;Ravenna davanti alla sede italiana della società &lt;br /&gt;armatrice per sottolineare le responsabilità &lt;br /&gt;degli armatori e successivamente inviò squadre di &lt;br /&gt;volontari da Ravenna e da Parma per la pulizia &lt;br /&gt;delle coste soffocate dal petrolio. La notizia &lt;br /&gt;desta interesse anche perchè fra i condannati dal &lt;br /&gt;tribunale francese con le motivazioni riportate &lt;br /&gt;dalla sentenza vi è anche il RINA (Registro &lt;br /&gt;Navale Italiano) che aveva con una forte presenza &lt;br /&gt;di ambienti armatoriali nella proprietà. In &lt;br /&gt;Italia il RINA oltre a curare la certificazione &lt;br /&gt;di enti pubblici e aziende private anche nella &lt;br /&gt;nostra regione è fra l'altro partner della FEE &lt;br /&gt;ITALIA (la Fondazione con sede centrale in &lt;br /&gt;Danimarca che concede le "Bandiere Blu" a spiagge &lt;br /&gt;e porti turistici). Come è ovvio tutti i &lt;br /&gt;condannati fra cui il RINA e la TOTAL si sono &lt;br /&gt;dichiarati innocenti e hanno annunciato ricorsi.&lt;br /&gt;Riportano le agenzie di stampa che tutti e &lt;br /&gt;quattro colpevoli del naufragio della petroliera &lt;br /&gt;Erika e di quella marea nera che nel dicembre &lt;br /&gt;1999 devasto' 400 chilometri di coste francesi e &lt;br /&gt;uccise 150.000 uccelli: la Total, che aveva &lt;br /&gt;noleggiato la nave, per ''imprudenza''; il &lt;br /&gt;Registro navale italiano (Rina) per aver &lt;br /&gt;rinnovato il certificato ''malgrado il segno &lt;br /&gt;manifesto dello stato preoccupante delle &lt;br /&gt;strutture''; l'armatore Giuseppe Savarese e il &lt;br /&gt;gestore Antonio Pollara, tutti e due italiani, &lt;br /&gt;perche' ''per ragioni di costi, hanno deciso una &lt;br /&gt;diminuzione dei lavori'' di riparazione della &lt;br /&gt;nave nel 1998. I quattro sono stati condannati &lt;br /&gt;dal tribunale di Parigi a versare in solido 192 &lt;br /&gt;milioni di euro di danni e interessi. In piu', la &lt;br /&gt;Total e il Registro navale italiano dovranno &lt;br /&gt;pagare - ognuno - la multa massima prevista, di &lt;br /&gt;375.000 euro, e Savarese e Pollara 75.000 euro &lt;br /&gt;ciascuno. Esultano le 101 parti civili - &lt;br /&gt;associazioni ambientaliste, regioni ed enti &lt;br /&gt;locali - che incasseranno 192 milioni di euro &lt;br /&gt;(avevano chiesto indennizzi per un miliardo di &lt;br /&gt;euro) in base alla sentenza che ha chiuso oggi un &lt;br /&gt;processo durato quattro mesi, uno dei piu' &lt;br /&gt;lunghi, complessi e costosi procedimenti avviati &lt;br /&gt;dalla giustizia francese. Ma la soddisfazione &lt;br /&gt;degli ecologisti e delle collettivita' &lt;br /&gt;territoriali arriva soprattutto dal &lt;br /&gt;riconoscimento da parte dei giudici parigini - e' &lt;br /&gt;la prima volta in Francia - dell' esistenza di un &lt;br /&gt;danno ecologico, frutto della ''minaccia portata &lt;br /&gt;all'ambiente''. Cio' che da' diritto, anche per &lt;br /&gt;il futuro, al risarcimento alle associazioni che &lt;br /&gt;si battono per la difesa dell' ambiente. Si dice &lt;br /&gt;''molto soddisfatta'' anche l'ex candidata &lt;br /&gt;socialista all' Eliseo, Segolene Royal, &lt;br /&gt;presidente del Poitou-Charentes, una delle &lt;br /&gt;regioni toccate da quel disastro ecologico: ''e' &lt;br /&gt;un avvertimento per quelle navi-carrette che &lt;br /&gt;solcano i nostri mari''. La sua regione, parte &lt;br /&gt;civile, ricevera' un milione di euro, la Lega per &lt;br /&gt;la protezione degli uccelli 800.000 euro, la gran &lt;br /&gt;parte andra' allo Stato: 154 milioni di euro. In &lt;br /&gt;Italia anche Legambiente parla di sentenza che &lt;br /&gt;crea un ''precedente importante'', perche' &lt;br /&gt;riconosce la responsabilita' di chi noleggia le &lt;br /&gt;navi. Gli unici ad essere stati risparmiati dal &lt;br /&gt;tribunale di Parigi sono stati il comandante &lt;br /&gt;della nave, l'indiano Karun Mathur, e i quattro &lt;br /&gt;soccorritori. Il Registro navale italiano, che ha &lt;br /&gt;sede a Genova, ha annunciato che fara' ricorso: &lt;br /&gt;abbiamo ''dimostrato inequivocabilmente nel corso &lt;br /&gt;del dibattimento di non essere responsabili''. &lt;br /&gt;Anche il legale della Total ha consigliato il &lt;br /&gt;gruppo petrolifero francese di fare ricorso &lt;br /&gt;contro la sentenza, definita ''non giusta''. &lt;br /&gt;Erika, una petroliera vecchia di 25 anni, era &lt;br /&gt;affondata in una tempesta ad una settantina di &lt;br /&gt;chilometri al largo delle coste bretoni del &lt;br /&gt;Finistere il 12 dicembre del 1999. Lo scafo si &lt;br /&gt;era spaccato liberando circa 20.000 tonnellate di &lt;br /&gt;nafta che la nave doveva portare verso l'Italia. &lt;br /&gt;Per settimane 400 chilometri di costa erano stati &lt;br /&gt;invasi dalle fanghiglie melmose del petrolio che &lt;br /&gt;avevano distrutto coste, ucciso decine di &lt;br /&gt;migliaia di uccelli, con un disastro ambientale &lt;br /&gt;drammatico e un pesantissimo danno economico e &lt;br /&gt;finanziario. Turismo, commercio, pesca hanno &lt;br /&gt;risentito per anni di questo disastro ecologico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-2024371202745616315?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2024371202745616315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2024371202745616315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2008/01/erikadichiarati-colpevoli-per-il.html' title='ERIKA:DICHIARATI COLPEVOLI PER IL NAUFRAGIO'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-8167477573149339667</id><published>2007-12-09T08:24:00.000-08:00</published><updated>2007-12-09T08:25:27.403-08:00</updated><title type='text'>enerdì l'incidente al largo delle spiagge di mallipo bay</title><content type='html'>enerdì l'incidente al largo delle spiagge di mallipo bay&lt;br /&gt;Chiatta contro petroliera, 6mila al lavoro&lt;br /&gt;Catastrofe naturale in Corea del Sud&lt;br /&gt;Colpita la regione di Taean. Devastati 17 chilometri di costa. È il più grave disastro ambientale del Paese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TAEAN (COREA DEL SUD) - Stanno assumendo le proporzioni di una catastrofe naturale gli effetti dell'incidente tra una petroliera Hebei sprint, urtata due giorni fa da una chiatta che trasportava una gru nel porto coreano di Daesan, nella regione di Taean (circa 100 chilometri a sud di Seul). La marea nera fuoriuscita dalla petroliera ha devastato circa 17 chilometri di costa, estendendosi per circa 20 chilometri dalla fonte. La Corea ha dispiegato oltre 100 navi e migliaia di persone per cercare di limitare le conseguenze della peggiore perdita di greggio che il Paese ricordi, che ha oscurato spiagge da sogno, coprendo gli uccelli di catrame e spandendo un odore insopportabile su un'area naturale protetta. Sabato sera è stato dichiarato lo stato di catastrofe naturale nella regione di Taean.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SABBIA RICOPERTA DA PETROLIO - La sabbia di Mallipo è ricoperta da uno strato di petrolio di circa 10 centimetri di spessore. E già gli abitanti del luogo hanno paura che le loro attività legate al mare - a partire dall'allevamento delle ostriche - vengano irrimediabilmente compromesse. «Circa 5.600 persone sono al momento al lavoro - ha detto un agente della Guardia costiera, Ryu Hung - e facciamo tutto il possibile perchè la situazione non peggiori. Considerando la marea, la direzione e la velocità del vento - ha aggiunto - la macchia nera non dovrebbe, a breve, estendersi ulteriormente». L’obiettivo è quello di bloccare l’espansione della macchia oleosa. In mare sono finite 10mila 500 tonnellate di petrolio: vi sono state sistemate delle boe per trattenere le reti a maglia stretta che raccolgono parte del greggio, mentre tecnici e volontari si sforzano di togliere le chiazze oleose dalla riva con l’aiuto di secchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GREGGIO BLOCCATO - Grazie alle operazioni di pompaggio, il greggio ha smesso di fuoriuscire dalla petroliera battente bandiera di Hong Kong, che venerdì è stata speronata da una chiatta di 11mila 800 tonnellate trainata da un rimorchiatore, mentre era all’ancora al largo delle spiagge di Mallipo (circa 90 chilometri a sudovest di Seoul). Dalle tre falle causate nell’impatto, il petrolio ha versato nelle acque del Mar Giallo. Al momento dell’incidente la petroliera trasportava 147 mila tonnellate di petrolio. E la chiatta trasportava una gru al largo della penisola di Taean. Stando alle prime indagini, le cime che assicuravano il rimorchiatore alla chiatta si sarebbero rotte per via del mare mosso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;09 dicembre 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-8167477573149339667?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.corriere.it/esteri/07_dicembre_09/corea_catastrofe_naturale_2bf71cf0-a637-11dc-b0eb-0003ba99c53b.shtml' title='enerdì l&apos;incidente al largo delle spiagge di mallipo bay'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/8167477573149339667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/8167477573149339667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/12/enerd-lincidente-al-largo-delle-spiagge.html' title='enerdì l&apos;incidente al largo delle spiagge di mallipo bay'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-3132348555001996565</id><published>2007-12-09T08:18:00.000-08:00</published><updated>2007-12-09T08:22:34.167-08:00</updated><title type='text'>Corea del Sud: ecco le foto del disastro</title><content type='html'>Corea del Sud: ecco le foto del disastro&lt;br /&gt;il petrolio distrugge la baia di Mallipo&lt;br /&gt;&lt;a href="Corea del Sud: ecco le foto del disastro"&gt;LE IMMAGINI&lt;/a&gt;. Corsa contro il tempo per arginare i danni provocati dalla Hebei Spirit: la nave sta scaricando in mare oltre 10 mila tonnellate di greggio. Ma l'ecosistema sembra ormai compromesso&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-3132348555001996565?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/2006/12/gallerie/ambiente/marea-nera-corea/1.html' title='Corea del Sud: ecco le foto del disastro'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3132348555001996565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3132348555001996565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/12/corea-del-sud-ecco-le-foto-del-disastro.html' title='Corea del Sud: ecco le foto del disastro'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-1862980988032709146</id><published>2007-12-09T07:43:00.000-08:00</published><updated>2007-12-09T07:50:20.404-08:00</updated><title type='text'>DISASTRO AMBIENTALE|</title><content type='html'>DISASTRO AMBIENTALE|&lt;br /&gt;Corea Sud, petroliera provoca marea nera&lt;br /&gt;La petroliera Hebei Sprint ha urtato una nave di 11.800 tonnellate al largo di Seoul. La collisione ha provocato la perdita di 15.000 tonnellate di greggio. Si teme la catastrofe ecologica&lt;br /&gt;La Corea del Sud ha conosciuto oggi la sua peggiore esperienza di "marea nera" in seguito alla collisione tra una petroliera e una nave nel Mar Giallo al largo della costa ovest del paese che ha provocato la perdita di 15.000 tonnellate di greggio. Le autorità temono una "catastrofe ecologica" e hanno approntato delle boe per impedire che la marea possa raggiungere le vicine zone costiere, ritenute tra le più sceniche del paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La petroliera Hebei Sprint da 146.000 tonnellate, registrata ad Hong Kong, ha urtato una nave di 11.800 tonnellate che trasportava una gru. La petroliera si trovava nella regione di Taenan per scaricare presso il porto di Daesan del greggio proveniente dal Medio Oriente. La collisione è avvenuta con la Hebei Sprint ancorata al largo di Mallipo, 5 miglia fuori dal porto, mentre era in procinto di farvi rotta. L'incidente, verificatosi a 90 km. a sud-ovest di Seul, è il più grave avvenuto nel Paese dopo che nel 1995 5.000 tonnellate di greggio finirono in mare a Yeosu, un altro porto a sud di Seul.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Complessivamente la perdita è di circa un terzo rispetto alla quantità record per le zone costiere dell'incidente del 1989 della Exxon Valdez in Alaska. Kim Jong-Sik, un responsabile del ministero degli affari marittimi e della pesca, ha detto: "é la peggiore marea nera della storia del paese". E ha aggiunto che la petroliera ha già scaricato più di 10.000 tonnellate sulle 15.000 che trasportava. Secondo Jong-Sik, dai primi elementi, all'origine dell'incidente ci potrebbero essere "delle corde troppo allentate sulla nave più piccola".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo l'agenzia sudcoreana Yonhap la fune che collegava le due imbarcazioni si è infranta a causa dei venti violenti e delle onde. Una cellula di crisi è stata costituita dalle autorità che hanno inviato 40 guardie costiere, diverse navi e quattro elicotteri. Peraltro le operazioni di pompaggio sono rallentate a causa del cattivo tempo e dei rischi di esplosione. Il greggio doveva essere scaricato per la società di raffinazione sudcorea n Hyundai Oilbank. La regione costiera di Taenan è popolare per le sue spiagge e perché ospita un parco nazionale marittimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7 dicembre 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-1862980988032709146?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.lanuovaecologia.it/natura/mare/8676.php' title='DISASTRO AMBIENTALE|'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/1862980988032709146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/1862980988032709146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/12/disastro-ambientale.html' title='DISASTRO AMBIENTALE|'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-7001767744443565760</id><published>2007-12-07T01:58:00.000-08:00</published><updated>2007-12-07T02:02:36.956-08:00</updated><title type='text'>Corea: sciagura ecologica</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_NlGWw0BLQjg/R1kZiEtQU_I/AAAAAAAAADQ/n-mAbNnaC-g/s1600-h/pt.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_NlGWw0BLQjg/R1kZiEtQU_I/AAAAAAAAADQ/n-mAbNnaC-g/s400/pt.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5141168522789934066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Corea: sciagura ecologica&lt;br /&gt;La petroliera "Hebrei Spirit" si è scontrata con una chiatta, e ha iniziato a riversare in mare le sue 15000 tonnellate di greggio &lt;br /&gt;[7 dicembre 2007&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://tv.repubblica.it/multimedia/home/1426051?ref=hpmm"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-7001767744443565760?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://tv.repubblica.it/multimedia/home/1426051?ref=hpmm' title='Corea: sciagura ecologica'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/7001767744443565760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/7001767744443565760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/12/corea-sciagura-ecologica.html' title='Corea: sciagura ecologica'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_NlGWw0BLQjg/R1kZiEtQU_I/AAAAAAAAADQ/n-mAbNnaC-g/s72-c/pt.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-5580892094204536074</id><published>2007-12-07T01:34:00.000-08:00</published><updated>2007-12-07T01:36:01.879-08:00</updated><title type='text'>Corea, 15 mila tonnellate di greggio in mare</title><content type='html'>tre squarci nello scafo&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Corea, 15 mila tonnellate di greggio in mare&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Una petroliera di Hong Kong ha urtato una gru su un molo del porto sudcoreano di Taenan, a sud di Seul&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; SEUL - Una petroliera di Hong Kong ha urtato una gru su un molo del porto sudcoreano di Taenan, a sud di Seul. L’incidente ha causato tre squarci nello scafo della Hebbei Spirit, una petroliera da 146 mila tonnellate, che ha perso in mare 15 mila tonnellate di greggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;07 dicembre 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-5580892094204536074?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_07/corea_collisione_petroliera_99e333a2-a48e-11dc-9c8e-0003ba99c53b.shtml' title='Corea, 15 mila tonnellate di greggio in mare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5580892094204536074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5580892094204536074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/12/corea-15-mila-tonnellate-di-greggio-in.html' title='Corea, 15 mila tonnellate di greggio in mare'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-3414656085855635071</id><published>2007-11-14T07:19:00.000-08:00</published><updated>2007-11-14T07:20:34.911-08:00</updated><title type='text'>Onda nera - Un volo di uccelli sopra Crissy Field East Beach, una spiaggia della baia di San Francisco chiusa dopo la fuoriuscita di petrolio dal carg</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_NlGWw0BLQjg/RzsSF5xJQxI/AAAAAAAAADA/w00NuZiCxDQ/s1600-h/sp.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_NlGWw0BLQjg/RzsSF5xJQxI/AAAAAAAAADA/w00NuZiCxDQ/s400/sp.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5132716092934406930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Onda nera - Un volo di uccelli sopra Crissy Field East Beach, una spiaggia della baia di San Francisco chiusa dopo la fuoriuscita di petrolio dal cargo sudcoreano Cosco Busan, che è andato a sbattere contro un pilone del Golden Gate Bridge. L'incidente è avvenuto una settimana fa e l'opera di bonifica, ancora in corso, si è rivelata più lunga e difficile del previsto: il greggio è tuttora abbondante nelle acque della baia e come si vede dall'immagine finisce per accumularsi lungo le coste (Ap)  &lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-3414656085855635071?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3414656085855635071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3414656085855635071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/11/onda-nera-un-volo-di-uccelli-sopra.html' title='Onda nera - Un volo di uccelli sopra Crissy Field East Beach, una spiaggia della baia di San Francisco chiusa dopo la fuoriuscita di petrolio dal carg'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_NlGWw0BLQjg/RzsSF5xJQxI/AAAAAAAAADA/w00NuZiCxDQ/s72-c/sp.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-5158217793979078981</id><published>2007-11-11T23:52:00.000-08:00</published><updated>2007-11-11T23:53:33.863-08:00</updated><title type='text'>PETROLIERE: LA LUNGA LINEA NERA DEI DISASTRI AMBIENTALI</title><content type='html'>PETROLIERE: LA LUNGA LINEA NERA DEI DISASTRI AMBIENTALI&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il disastro ambientale di oggi nel mar Nero e' solo l'ultimo di&lt;br /&gt;una lunga serie causati dal naufragio di petroliere. Questi&lt;br /&gt;alcuni dei casi peggiori: - 18 marzo 1967: la petroliera Torrey&lt;br /&gt;Canyon si arena davanti alle coste della Cornovaglia. Finiscono&lt;br /&gt;in mare 119.000 tonnellate di petrolio greggio tra le isole&lt;br /&gt;Shelley e la costa britannica. - 16 marzo 1978: l'Amoco Cadiz,&lt;br /&gt;con equipaggio italiano, scarico' ben 230.000 tonnellate di&lt;br /&gt;greggio sulla costa bretone. - 24 marzo 1989: nelle acque al&lt;br /&gt;largo dell'Alaska si riversano 38.800 tonnellate di greggio&lt;br /&gt;dalla Exxon Valdez che contaminano duemila chilometri di coste&lt;br /&gt;- 11 aprile 1991: dalla Haven fuoriescono al largo delle coste&lt;br /&gt;genovesi 50.000 tonnellate di greggio. - dicembre 1992:&lt;br /&gt;l'Aegean Sea riverso' in mare 80.000 tonnellate di greggio al&lt;br /&gt;largo di la Coruna, nella Spagna nord occidentale. - gennaio&lt;br /&gt;1993: la Braer scarico' 84.500 tonnellate di petrolio a sud&lt;br /&gt;delle isole Shetland, uno dei piu' importanti santuari della&lt;br /&gt;fauna marina del Mare del Nord. - 16 febbraio 1996: 65 milioni&lt;br /&gt;di litri di greggio uscirono dalle cisterne della Sea Empress&lt;br /&gt;incagliatasi vicino al porto di Milford, in Galles. - 12&lt;br /&gt;dicembre 1999: la petroliera Erika (battente bandiera maltese&lt;br /&gt;ma di proprieta' italiana) si spezza in due disperdendo 13.000&lt;br /&gt;tonnellate di gasolio al largo delle coste della Francia&lt;br /&gt;Nord-occidentale. La marea nera arriva sulle spiagge bretoni&lt;br /&gt;causando la morte di centinaia di uccelli di mare. - - Gennaio&lt;br /&gt;2001: il naufragio della Jessica al largo dell'arcipelago delle&lt;br /&gt;Galapagos, una delle pochissime oasi naturali del mondo,&lt;br /&gt;provoca la fuoriuscita di 796.250 litri di carburante. - 13&lt;br /&gt;novembre 2002: la Prestige perde a largo delle coste galiziane&lt;br /&gt;della Spagna 64.000 tonnellate di carburante. (AGI) - 11 nov. -&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-5158217793979078981?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5158217793979078981'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5158217793979078981'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/11/petroliere-la-lunga-linea-nera-dei.html' title='PETROLIERE: LA LUNGA LINEA NERA DEI DISASTRI AMBIENTALI'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-5055122725195944299</id><published>2007-11-11T09:24:00.000-08:00</published><updated>2007-11-11T09:26:21.056-08:00</updated><title type='text'>Emergenza ambientale, 4 naufragi nel Mar Nero</title><content type='html'>Emergenza ambientale, 4 naufragi nel Mar Nero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emergenza ambientale nello stretto di Kerch che separa la Crimea dalle coste russe - tra il Mar Nero e il Mare di Azov - che separa la Russia dall'Ucraina, per il naufragio di una petroliera russa nelle acque in tempesta con onde alte cinque metri e venti di 100 km/ora e di due mercantili russi trasportanti zolfo, mentre un terzo sembra essere in serie difficoltà. È quanto rende noto il ministero russo per le Emergenze. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il "Volgoneft 139", un cargo russo della società Volganeft si è spaccato in due tronconi quando era ancorato in porto e ha riversato in mare 1.300 tonnellate di petrolio, mentre alcune ore dopo due mercantili con un carico di oltre duemila tonnellate di zolfo sono naufragati nel porto russo non distante di Kavkaz. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tredici membri dell'equipaggio della petroliera russa - di cui due sono stati recuperati da un rimorchiatore - hanno riparato a poppa e non sono in pericolo, ma i soccorritori hanno difficoltà a raggiungerli a causa delle condizioni del mare e dei forti venti. Il mercantile russo "Volnogorsk" trasportava «2mila 400 tonnellate di zolfo e si è abbissato nel porto di Kavkaz» ha precisato il ministero russo per le Emergenze, sottolineando che «i nove membri dell'equipaggio che erano su una scialuppa in balia delle onde, sono riusciti a raggiungere la riva». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è abissato anche un altro cargo russo, il "Nakhitchevan", anch'esso in difficoltà nello stretto di Kerch e a bordo del quale si trovavano undici membri di equipaggio, tre dei quali sono stati recuperati da un rimorchiatore ucraino, mentre per gli altri otto si stanno effettuando le dovute ricerche. Anche un quarto cargo russo, il "Kovel", che trasportava anch'esso dello zolfo, si trova in difficoltà, secondo quanto dichiarato dall'agenzia Interfax. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un aereo ucraino e un elicottero russo hanno sorvolato la zona dove la petroliera è naufragata alle 4.45 (le 2.45 in Italia) non appena lo permetteranno le condizioni meteo, ha fatto sapere il ministero russo per le Emergenze. Ai soccorsi partecipano tre rimorchiatori, due russi e uno ucraino. «È un disastro ambientale di proporzioni serie, ci vorranno anni per risolverlo» ha dichiarato Oleg Mitvol, il numero due dell'Agenzia russa di sorveglianza ambientale alla tv Vesti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Siamo di fronte a una grave catastrofe, ci vorrà molto tempo per ripulire il mare inquinato e gli effetti di quanto accaduto oggi si sentiranno anche tra un anno e forse più», ha detto Vladimir Sliviak, il co-presidente del movimento ambientalista russo "Ekozashcita" (Ecodifesa). «Se il gasolio scende in fondo al mare sarà praticamente impossibile recuperarlo», ha aggiunto. Preoccupazione anche dal presidente della "Croce Verde" Serghiei Baranovski, membro dell'Accademia delle scienze naturali russa. «Il rischio è grande - ha detto - c'è anche pericolo di inquinamento delle coste».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-5055122725195944299?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5055122725195944299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5055122725195944299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/11/emergenza-ambientale-4-naufragi-nel-mar.html' title='Emergenza ambientale, 4 naufragi nel Mar Nero'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-4070690855638667032</id><published>2007-11-09T13:43:00.000-08:00</published><updated>2007-11-09T13:46:10.375-08:00</updated><title type='text'>Petrolio sotto il Golden Gate</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://qn.quotidiano.net/2007/11/09/46503/images/61745-iol.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px;" src="http://qn.quotidiano.net/2007/11/09/46503/images/61745-iol.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;CALIFORNIA / SAN FRANCISCO&lt;br /&gt;Petrolio sotto il Golden Gate&lt;br /&gt;Schwarzenegger dichiara l'emergenza&lt;br /&gt;Oltre 220.000 litri di greggio sono fuoriusciti da una falla di un mercantile cinese che ha urtato due giorni fa uno dei piloni di ingresso nella baia. Chiuse otto spiaggie, scattata subito l'operazione di bonifica. Ma per gli ambientalisti i danni all'ecosistema potrebbero protrarsi per anni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gabbiani sporchi di catrame a San Francisco San Francisco, 9 novembre 2007. - Il governatore della California, Arnold Schwarzenegger, ha dichiarato lo stato di emergenza per fronteggiare la fuoriuscita di petrolio da un mercantile cinese, che minaccia la fauna marina e terrestre della baia di San Francisco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre 220.000 litri di greggio sono fuoriusciti da una falla della 'Cosco Busan', di proprietà della società controllata dal governo cinese China Ocean Shipping Group, che nei giorni scorsi ha urtato, a causa della fitta nebbia, uno dei piloni di ingresso nella baia. Secondo le autorità portuali, l'incidente non avrebbe causato danni strutturali alla campata del ponte.&lt;br /&gt;Nel provvedimento firmato da Schwarzenegger si precisa che tutti i mezzi disponibili siano utilizzati per le operazioni di bonifica della acque contaminate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La macchia di petrolio è chiaramente visibile dall'isola di Alcatraz e si va allargando a nord e a sud del Golden Gate Bridge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Si tratta di una fuoriuscita di medie dimensioni, ma per la Baia di San Francisco è una questione seria", ha detto William Uberti, capitano della Guardia Costiera, sottolineando che "è un'area molto sensibile dal punto di vista ambientale, per questo c'è grande preoccupazione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il capitano della nave, la cui identità non è stata resa nota, è stato sentito dalle autorità, che intendono verificare se possa essere accusato di condotta negligente, fatto che potrebbe costargli la licenza di navigazione. Nel frattempo, sono state chiuse al pubblico almeno otto spiagge nelle contee di San Francisco e Marin County.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tipo di liquido rovesciatosi in mare e' 'bunker fuel', un carburante considerato pesante. Grazie a pompe speciali ne sono gia' stati aspirati oltre 40mila litri, ma le operazioni hanno tempi lunghi e a San Francisco e' polemica. Gli ambientalisti protestano sulla lunghezza dei tempi di intervento, gli scienziati per le conseguenze che quel petrolio puo' provocare sull'habitat naturale della zona. Danni - dicono - che potrebbero protrarsi per anni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-4070690855638667032?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://qn.quotidiano.net/2007/11/09/46503-petrolio_sotto_golden_gate.shtml' title='Petrolio sotto il Golden Gate'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/4070690855638667032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/4070690855638667032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/11/petrolio-sotto-il-golden-gate.html' title='Petrolio sotto il Golden Gate'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-4354667132363603900</id><published>2007-11-09T13:39:00.000-08:00</published><updated>2007-11-09T13:40:15.216-08:00</updated><title type='text'>STATO DI EMERGENZA IN CALIFORNIA DOPO FUORIUSCITA GREGGIO</title><content type='html'>San Francisco, 22:04&lt;br /&gt;STATO DI EMERGENZA IN CALIFORNIA DOPO FUORIUSCITA GREGGIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governatore della California, Arnold Schwarzenegger, ha dichiarato lo stato di emergenza per fronteggiare la fuoriuscita di petrolio da un mercantile sudcoreano, che minaccia la fauna marina e terrestre della baia di San Francisco. Oltre 220.000 litri di greggio sono fuoriusciti da una falla della 'Cosco Busan' che nei giorni scorsi ha urtato, a causa della fitta nebbia, uno dei piloni di ingresso nella baia. Nel provvedimento firmato da Schwarzenegger si precisa che tutti i mezzi disponibili siano utilizzati per le operazioni di bonifica della acque contaminate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-4354667132363603900?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2673438.html?ref=hpsbdx2' title='STATO DI EMERGENZA IN CALIFORNIA DOPO FUORIUSCITA GREGGIO'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/4354667132363603900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/4354667132363603900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/11/stato-di-emergenza-in-california-dopo.html' title='STATO DI EMERGENZA IN CALIFORNIA DOPO FUORIUSCITA GREGGIO'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-5029458924663089566</id><published>2007-07-16T02:37:00.001-07:00</published><updated>2007-07-16T02:37:58.502-07:00</updated><title type='text'>Golfo degli angeli fra catrame, petroliere e silenzio: quando l'ambientalismo è alla bottarga</title><content type='html'>Golfo degli angeli fra catrame, petroliere e silenzio: quando l'ambientalismo è alla bottarga&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di PAOLO FIGUS&lt;br /&gt;Benedetto sia il maestrale che in questi giorni ha flagellato la Sardegna portando via miasmi e fumi pericolosi ma, soprattutto, il catrame che si era arenato sulla spiaggia del Golfo degli Angeli. Viviamo in una terra fortunata, nonostante qualcuno tenti di rovinarla; riusciamo a superare tutto, anche le delusioni più cocenti o le tragedie più gravi. Abbiamo voglia di fare, di crescere, di lavorare. E sappiamo benissimo che una delle nostre grandi risorse è il mare, la nostra industria più proficua in grado di regalarci benessere. Ma il mare e le spiagge non devono essere rovinati: il catrame invece li rovina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli anni passati si è riusciti a stoppare il traffico delle petroliere nelle Bocche di Bonifacio. A sud, invece, il via vai è gigantesco, intorno alla più grande raffineria del Mediterraneo, la Saras. Nei giorni scorsi i Riformatori, gli unici, hanno lanciato la sfida con una interrogazione al sindaco di Cagliari. E hanno posto domande di grande rilievo, che meritano un approfondimento. Perché nessun consigliere regionale, comunale, nessun ambientalista o sindacalista parla mai di quel paesaggio lunare che si trova al centro del Golfo? Perché nessuno parla di quel nauseabondo odore che avvolge chiunque attraversi la strada del mare che porta da Cagliari a Chia? Quella punta di fuoco che esce dalle ciminiere è un simbolo nefasto che troneggia nella sky line di chi arriva in nave o in aereo in Sardegna. E, si chiede Giorgio Angius, capogruppo dei Riformatori in Consiglio comunale, quanti sono i casi anomali di malattie tra i residenti di Sarroch? Qual è il rischio reale di disastro che incombe su Cagliari? È stato mai fatto un bilancio costi-benefici?&lt;br /&gt;L'interrogazione ha subito suscitato reazioni. E ci ha colpito soprattutto quella degli ambientalisti, che praticamente si tirano fuori, quasi intimoriti. Non abbiamo la bacchetta magica, hanno detto. Noi vorremmo aggiungere alcune cose. Per esempio: gli ambientalisti sono stati in prima fila per bloccare qualsiasi costruzione a Tuvixeddu. Gli ambientalisti hanno fatto un gran fracasso per la copertura in legno dell'Anfiteatro, che invece così sgradevole non è, soprattutto permette alla gente normale di assistere in massa a opere e concerti. Quando quella copertura sarà levata, l'Anfiteatro romano sarà di nuovo morto. Continuiamo: gli ambientalisti si sono fatti sentire a gran voce quando c'era da mandar via gli americani da La Maddalena, e l'indotto con i posti di lavoro è assolutamente simile nei numeri a quello della Saras. Sempre gli ambientalisti gioiscono quando vengono abbattuti case o alberghi con vista sul mare, perché - dicono - il cemento rovina la Sardegna. Ma se poi un bambino si trova i piedi neri mentre gioca sulla spiaggia, silenzio.&lt;br /&gt;Non vogliamo con questo dire che la Saras debba chiudere i battenti o andar via. Vogliamo solo che il problema delle petroliere venga affrontato con serietà, che si discuta su quale futuro debba avere la Sardegna, terra dove le industrie muoiono all'interno e prosperano sulle coste. Una contraddizione. Dove sono gli assessori regionali ambientalisti, o i consiglieri regionali ambientalisti, o il governatore ambientalista? Ecco, fossimo a Roma questo sarebbe chiamato ambientalismo all'amatriciana. Il nostro, più modestamente, è un ambientalismo alla bottariga.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-5029458924663089566?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5029458924663089566'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5029458924663089566'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/07/golfo-degli-angeli-fra-catrame.html' title='Golfo degli angeli fra catrame, petroliere e silenzio: quando l&apos;ambientalismo è alla bottarga'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-2944073789847366356</id><published>2007-07-13T02:42:00.000-07:00</published><updated>2007-07-13T02:43:24.680-07:00</updated><title type='text'>Ibiza, naufraga un mercantile:è allarme inquinamento</title><content type='html'>AMBIENTE &lt;br /&gt;13/7/2007 &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ibiza, naufraga un mercantile:&lt;br /&gt;è allarme inquinamento &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;MADRID &lt;br /&gt;Una nave mercantile è naufragata ieri poco fuori dal porto di Ibiza, nelle Isole Baleari, nell’est della Spagna, dopo aver urtato un isolotto e ha cominciato a inquinare con idrocarburi: lo ha reso noto un portavoce della società nazionale spagnola di salvataggio in mare «Salvamento Maritimo». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ci sono perdite di idrocarburi a causa del naufragio», ha spiegato il portavoce, precisando che la nave conteneva nei suoi serbatori 100 tonnellate di combustibile e 50 di gasolio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una vasta macchia di combustibile sta avanzando verso le coste della famosa meta turistica; qualche chiazza, secondo quanto riferito dalla guardia costiera, è già giunta sulla spiaggia di Talamanca e nel porto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nave «Don Pedro», specializzata nel trasporto di merce e camion, è di proprietà della società marittima Iscomar. È naufragata alle 5.30 vicino all’entrata del porto di Ibiza: «I 20 membri dell’equipaggio, recuperati da una nave di soccorso di Ibiza, sono sani e salvi e sono stati condotti a terra», ha assicurato un comunicato di Salvamento Maritimo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due navi, inoltre, si trovano sul posto per ridurre l’impatto delle fughe di idrocarburi. L’imbarcazione naufragata è lunga 145 metri e trasporta container e camion. Al momento dell’incidente si stava dirigendo da Ibiza al porto di Valencia, nell’est della Spagna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-2944073789847366356?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/ambiente/grubrica.asp?ID_blog=51&amp;ID_articolo=307&amp;ID_sezione=76&amp;sezione=Ambiente' title='Ibiza, naufraga un mercantile:è allarme inquinamento'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2944073789847366356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2944073789847366356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/07/ibiza-naufraga-un-mercantile-allarme.html' title='Ibiza, naufraga un mercantile:è allarme inquinamento'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-3600349366336789197</id><published>2007-06-05T02:55:00.000-07:00</published><updated>2007-06-05T02:56:47.252-07:00</updated><title type='text'>Rischio Cernobyl  sulle coste norvegesi</title><content type='html'>AMBIENTE &lt;br /&gt;5/6/2007 - ASSOCIAZIONE AMBIENTALISTA DENUNCIA: UN DEPOSITO RUSSO DI BARRE DI URANIO STA PER ESPLODERE &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Rischio Cernobyl &lt;br /&gt;sulle coste norvegesi &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;SAVERIO GIANNELLA &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;OSLO&lt;br /&gt;Una catastrofe nucleare, di dimensioni ancor più spaventose di quella di Cernobyl minaccia la Norvegia e potrebbe verificarsi da un momento all’altro. Un deposito di barre di combustibile usato, stoccate in modo rudimentale nella penisola di Kola, ad appena 45 chilometri di distanza dalla costa norvegese, potrebbe esplodere con effetti devastanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La drammatica denuncia viene dall’organizzazione ambientalistica internazionale Bellona. Un esperto di energia atomica che fa parte dell’organizzazione, Alexander Nikitin, già ufficiale della flotta russa, ha intercettato la notizia dall’ente russo per l’energia nucleare Rosatom e l’ha subito diffusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I contenitori delle barre usate di uranio conservati nel golfo di Andrejeva, nella zona più settentrionale della penisola di Kola, sono in condizioni disastrose. Secondo un rapporto ufficiale caduto nelle mani degli ambientalisti, l’acqua del mare è penetrata nei contenitori, corrodendo gravemente i tubi di acciaio dove sono incapsulate le barre di uranio. Se l’acqua marina dovesse arrivare a contatto con le barre, si innescherebbe un processo estremamente pericoloso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Se le particelle di uranio contenute nei tubi si dissolvono nell’acqua fino a raggiungere una percentuale dal cinque al dieci per cento del peso totale, si creerà una massa critica che potrà esplodere - ha dichiarato Igor Kudrik, un altro rappresentante della Bellona -. Nel migliore dei casi, un’esplosione limitata a un tubo può provocare un inquinamento radioattivo nel raggio di cinque chilometri, ma se l’intero impianto dovesse saltare in aria, potrebbe causare una serie di deflagrazioni a catena, dagli effetti apocalittici».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli esperti norvegesi hanno misurato perdite di sostanze nucleari nella penisola di Kola sin dagli anni Ottanta. Per fermare l’«emorragia» i russi approntarono depositi provvisori, che adessoperò sono minati dalla corrosione marina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Occorre esercitare pressioni sul governo russo da parte di tutto il mondo perché vengano presi seri provvedimenti. I responsabili di Mosca non potranno più dire di non essere al corrente della situazione», conclude Nikitin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2000, Alexandr Nikitin fu assolto dall’alta corte di giustizia russa dall'accusa di spionaggio. Si sospettava che egli avesse fornito informazioni riguardanti un rapporto sull’energia nucleare della stessa Bellona.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-3600349366336789197?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3600349366336789197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3600349366336789197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/06/rischio-cernobyl-sulle-coste-norvegesi.html' title='Rischio Cernobyl  sulle coste norvegesi'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-2568261858596080075</id><published>2007-02-19T05:33:00.000-08:00</published><updated>2007-02-19T05:34:19.816-08:00</updated><title type='text'>Rischio ecologico nel mare di fronte alle coste dell'Antartide Nave in avaria rifiuta soccorso di Greenpeace Secondo Tokio spento l'incendio a bordo d</title><content type='html'>Rischio ecologico nel mare di fronte alle coste dell'Antartide Nave in avaria rifiuta soccorso di Greenpeace Secondo Tokio spento l'incendio a bordo della baleniera «Nisshin Maru»: nessun pericolo di inquinamento. Morto un marinaio  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;ROMA - La baleniera giapponese «Nisshin Maru» di 8 mila tonnellate, già protagonista lo scorso anno di una collisione con le navi di Greenpeace, dopo un incendio scoppiato giovedì a bordo ha rifiutato l'aiuto dell'associazione ambientalista che ha una nave a meno di 24 ore di navigazione, impegnata a contrastare proprio la caccia delle balene. Nei giorni scorsi la nave di un'altra organizzazione ambientalista, la Sea Shepard, è arrivata fino a una collisione con la Kaiku Maru, un'altra baleniera giapponese. (guarda il video). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN MARINAIO MORTO - Il ministero giapponese della Pesca sabato ha reso noto che l'incendio è praticamente spento, non c'è stato alcun pericolo di inquinamento o di fuoriuscita di carburante, il soffitto della sala macchine non è crollato. Secondo i funzionari giapponesi, occorre solo aspettare che la temperatura scenda per andare a controllare se tutto è in ordine prima di riprende la navigazione. Confermata però la morte di almeno un marinaio. «Apprezziamo l'offerta di aiuto di Greenpeace, ma non possiamo accettarla», è stato il commento di Tokio.&lt;br /&gt;EMERGENZA - «La Nisshin Maru - aveva affermato Greenpeace - deve essere soccorsa al più presto per evitare rischi per l'equipaggio e per l'ambiente ma continua a rifiutare il nostro aiuto. La nostra nave Esperanza la raggiungerà in meno di 24 ore e potrebbe rimorchiarla in porto, mentre servirebbero diversi giorni a un'altra nave per portarle soccorsi» spiega Alessandro Giannì, responsabile campagna mare di Greenpeace. «Il capitano dell'Esperanza, Frank Kamp, ha dieci anni di esperienza nel recupero di navi in difficoltà», aggiunge Giannì. &lt;br /&gt;OLIO DI BALENA - La baleniera ha in stiva circa mille tonnellate di carburante, che se disperso in acqua raggiungerebbe presto uno dei più grandi terreni di riproduzione dei pinguini sulla costa antartica, la Terra Adelia. Le autorità giapponesi hanno riferito che l'incendio è scoppiato in una zona di lavorazione della carne di balena proprio sopra la sala macchine ed è stato alimentato dall'olio di balena. &lt;br /&gt;IL TRATTATO ARTICO - «Abbiamo un obbligo morale e legale - afferma Giannì - non capisco come si possa rifiutare il nostro aiuto. Il Trattato Antartico, che protegge quest'ambiente unico, impone alla Nisshin Maru di farci intervenire per evitare una potenziale tragedia umana e un disastro ambientale». Greenpeace - informa l'organizzazione - ha preso contatto con il ministero degli Esteri italiano, che a sua volta ha preso contatto con l'ambasciatore giapponese perché convinca il suo governo ad accettare ogni aiuto possibile vista la gravità della situazione e dei rischi ambientali relativi. &lt;br /&gt;L'AIUTO DELL'ELICOTTERO DI GREENPEACE - E' poi di fatto avvenuto un contatto tra la nave Esperanza di Greenpeace e la flotta baleniera giapponese. La Nisshin Maru è infatti circondata da due altre navi della flotta, una nave caccia e la nave-serbatoio col combustibile. «Abbiamo ripetutamente offerto il nostro aiuto, inizialmente senza risposta dalla Nishin Maru - ha scritto in un comunicato Greepeace -. Successivamente abbiamo contattato la Yushin Maru, nave caccia nei pressi della Nishin Maru che invece ha risposto chiedendoci di verificare con il nostro elicottero la presenza di iceberg nei pressi dell'area. Il nostro elicottero Twetty è decollato facendo una perlustrazione dell'area e le informazioni sono state riportate alla Yushin Maru»&lt;br /&gt;17 febbraio 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-2568261858596080075?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/02_Febbraio/16/baleniera.shtml' title='Rischio ecologico nel mare di fronte alle coste dell&apos;Antartide Nave in avaria rifiuta soccorso di Greenpeace Secondo Tokio spento l&apos;incendio a bordo d'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2568261858596080075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2568261858596080075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/02/rischio-ecologico-nel-mare-di-fronte.html' title='Rischio ecologico nel mare di fronte alle coste dell&apos;Antartide Nave in avaria rifiuta soccorso di Greenpeace Secondo Tokio spento l&apos;incendio a bordo d'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-3636518157691747998</id><published>2007-02-19T05:31:00.000-08:00</published><updated>2007-02-19T05:32:14.084-08:00</updated><title type='text'>Baleniera bloccata in Antartide, rischio disastro ambientale</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Baleniera bloccata in Antartide, rischio disastro ambientale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;lunedì, 19 febbraio 2007 1.10  &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;CANBERRA (Reuters) - Il giaccio minaccia di bloccare una baleniera giapponese alla deriva nelle acque dell'Antartide. Lo hanno riferito oggi alcuni gruppi di attivisti, preoccupati del pericolo per una colonia di pinguini che vive e si riproduce nella zona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Nisshin Maru, una baleniera da ottomila tonnellate battente bandiera giapponese, è stata fermata dopo che un incendio - che aveva causato anche la morte di un uomo dell'equipaggio - aveva fatto nascere il rischio che petrolio o agenti chimici si spargessero in una delle ultime zone incontaminate del pianeta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giapponesi hanno respinto le offerte di aiuto dell'associazione ambientalista Greenpeace di rimorchiare la nave in un porto dove possa essere riparata, ma gli attivisti insistono perché hanno paura che la nave venga intrappolata dai blocchi di giaccio che si stanno dirigendo verso di lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"C'è un grosso blocco di ghiaccio a est che si sta muovendo, se il vento dovesse cambiare spingendolo verso di noi ci troveremmo intrappolati nel ghiaccio", ha detto Reuters la portavoce di Greenpeace Sarah Holden, in collegamento dall'area con un telefono satellitare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Greenpeace è diventata in questo periodo alleata del Giappone, perché teme che le 1.000 tonnellate di petrolio a bordo della nave possano riversarsi nel mare dell'Antartide e poi arrivare a una zona utilizzata dai pinguini adelia per riprodursi, che si trova a soli 117 chilometri di distanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli elicotteri di ricognizione della nave Esperanza di Greenpeace hanno detto che i blocchi di ghiaccio si stanno avvicinando alla velocità di cinque chilometri al giorno e che la Nisshin Maru è andata alla deriva per 48 chilometri a nord durante la notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'unica cosa che possiamo prevedere e che il ghiaccio continuerà ad aumentare e a espandersi, perché siamo in inverno", ha detto Holden.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'equipaggio della Nisshin Maru ha riavviato uno dei generatori della nave per far ripartire il riscaldamento, ma i motori non sono ripartiti e la nave rimane ancorata ad altre due navi baleniere, ha detto il portavoce della marina Neozelandese Steve Corbett.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il nostro interesse e il nostro desiderio è che riescano ad andare verso nord il più in fretta possibile", ha detto Corbett.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-3636518157691747998?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3636518157691747998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3636518157691747998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/02/baleniera-bloccata-in-antartide-rischio.html' title='Baleniera bloccata in Antartide, rischio disastro ambientale'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-5287193080534212579</id><published>2007-02-19T05:28:00.000-08:00</published><updated>2007-02-19T05:30:11.955-08:00</updated><title type='text'>La nave vicina alle coste antartiche continua a rifiutare i soccorsi Baleniera in avaria, cresce l'allarme La Nuova Zelanda ha avvertito Tokyo perché</title><content type='html'>&lt;strong&gt;La nave vicina alle coste antartiche continua a rifiutare i soccorsi Baleniera in avaria, cresce l'allarme La Nuova Zelanda ha avvertito Tokyo perché si assuma le responsabilità di fronte a un possibile disastro ambientale &lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SYDNEY - La baleniera giapponese in avaria nelle acqua dell'Antartico, desta crescente apprensione. La premier laburista neozelandese, Helen Clark, ha avvertito le autorità giapponesi che dovranno affrontare le condanne internazionali, se la nave ammiraglia della flotta baleniera, paralizzata da un incendio, causerà un disastro ambientale sulla costa dell'Antartide, vicino ad uno dei più grandi terreni di riproduzione di pinguini. &lt;br /&gt;IL RIFIUTO DI SOCCORSI - La Nisshin Maru di 8.000 tonnellate è immobilizzata nelle acque antartiche da quando è scoppiato un incendio a bordo, giovedì scorso, uccidendo un marinaio di 27 anni e danneggiando i motori. L'agenzia giapponese per la pesca, che ancora spera che si possano riavviare i motori, aveva rifiutato due giorni fa le offerte di assistenza di Greenpeace, che ha proposto di rimorchiare la baleniera lontano dalla costa con la sua nave ammiraglia Esperanza, e anche di un rompighiaccio della guardia costiera Usa. &lt;br /&gt;A BORDO MILLE TONNELLATE DI CARBURANTE - Le autorità neozelandesi e gli ambientalisti temono che la Nisshin Maru cominci a perdere in mare parte delle più di 1.000 tonnellate di carburante e di altre sostanze chimiche che ha a bordo. «Il mio avviso è che se i giapponesi non trovano la maniera di allontanare la nave da quell'area, e respingono l'aiuto dalla nave americana o da Greenpeace o da altri, il mondo sarà molto irritato, se vi sarà inquinamento in mare», ha detto Clark. &lt;br /&gt;RISCHIA DI ESSERE INTRAPPOLATA TRA I GHIACCI - Secondo Greenpeace il rischio è che la nave giapponese resti intrappolata nel ghiaccio, che si sta consolidando con la fine della stagione estiva. «C'è una grande striscia di ghiaccio che si sta muovendo verso di noi, è c'è il rischio che se il vento cambia e il ghiaccio si spinge verso di noi, resteremo tutti bloccati contro il continente», ha detto alla radio australiana Abc la portavoce della Esperanza, Sarah Holden. Gli elicotteri da ricognizione della Esperanza hanno osservato che i banchi di ghiaccio si avvicinano alle navi alla velocità di 5 km al giorno. L'incendio a bordo della Nisshin Maru, la sola nave-mattatoio della flotta baleniera giapponese, ha messo fine alla caccia per questa estate, risparmiando la vita a più di 400 balene, poichè la stagione utile si conclude a fine marzo, e non vi è abbastanza tempo perché vada in porto per essere riparata e tornare. La flotta ha ucciso già il 50% della quota di caccia «scientifica» che il Giappone ha stabilito per questa stagione, di un massimo di 945 balene.&lt;br /&gt;19 febbraio 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-5287193080534212579?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/02_Febbraio/19/baleniera.shtml' title='La nave vicina alle coste antartiche continua a rifiutare i soccorsi Baleniera in avaria, cresce l&apos;allarme La Nuova Zelanda ha avvertito Tokyo perché'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5287193080534212579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/5287193080534212579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/02/la-nave-vicina-alle-coste-antartiche.html' title='La nave vicina alle coste antartiche continua a rifiutare i soccorsi Baleniera in avaria, cresce l&apos;allarme La Nuova Zelanda ha avvertito Tokyo perché'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-2000927700468864718</id><published>2007-02-09T01:27:00.000-08:00</published><updated>2007-01-25T07:59:00.618-08:00</updated><title type='text'>Petroliera incagliata nel golfo di Finlandia</title><content type='html'>AMBIENTE &lt;br /&gt;La notizia è stata diffusa dalla guardia costiera locale, che non ha lanciato allarmi&lt;br /&gt;"L'equipaggio ci ha fatto sapere che ci sono due falle nello scafo, ma c'è una doppia chiglia"&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Petroliera incagliata nel golfo di Finlandia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;A bordo 100.000 tonnellate di greggio&lt;br /&gt;E' una nave greca, e appartiene all'armatore Tsakos. Al momento non ci sono perdite&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il naufragio della nave portacointainer Napoli a Sud dell'Inghilterra, avvenuto qualche settimana fa&lt;br /&gt;HELSINKI - Una petroliera greca che trasporta 100.000 tonnellate di greggio s'è incagliata stamane al largo della Finlandia. Al momento non è stata rilevata alcuna perdita di petrolio, ha assicurato la guardia costiera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'equipaggio ci ha fatto sapere che ci sono due falle nello scafo, ma hanno una doppia chiglia. Un nostro elicottero è appena tornato dalla zona e non ha osservato alcuna fuga di petrolio", ha detto Juha Vuolli, comandante aggiunto della guardia costiera nel distretto del golfo di Finlandia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La petroliera Propontis, che ha la lunghezza di 250 metri, si è incagliata a Ovest dell'isola di Hogland, nel golfo di Finalndia, poco dopo aver lasciato il porto russo di Primorsk. "Molto probabilmente ha deviato dalla propria rotta (le grosse petroliere devono seguire delle rotte speciali) per una ragione che ancora non conosciamo", ha ipotizzato Vuolli. "Il mare è calmo e non ci sono ghiacci lì", ha aggiunto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il proprietario della nave è l'armatore greco Tsakos. La petroliera è uscita nell'ottobre 2006 dai cantieri sud-coreani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(9 febbraio 2007)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-2000927700468864718?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/ambiente/nave-napoli/petroliera-greca/petroliera-greca.html' title='Petroliera incagliata nel golfo di Finlandia'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2000927700468864718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/2000927700468864718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/02/petroliera-incagliata-nel-golfo-di.html' title='Petroliera incagliata nel golfo di Finlandia'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-9168275778118218691</id><published>2007-01-25T07:58:00.000-08:00</published><updated>2007-01-25T07:59:01.025-08:00</updated><title type='text'>Progetto dell'UE mette a punto una nave per il recupero del petrolio</title><content type='html'>Progetto dell'UE mette a punto una nave per il recupero del petrolio&lt;br /&gt;[Data: 2007-01-24]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Oil Sea Harvester è un progetto finanziato dall'UE incentrato sullo studio di una nave innovativa per affrontare il problema delle fuoriuscite di petrolio in acque agitate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La decisione di progettare una nave di questo tipo è stata presa all'indomani di due grandi disastri petroliferi avvenuti in Europa. Il 12 dicembre 1999 la petroliera Erika, che trasportava circa 30 000 tonnellate di diesel pesante, si è spezzata in due al largo della costa della Bretagna (Francia). Circa 13 000 tonnellate si sono riversate in mare. Tre anni dopo, la petroliera Prestige, con il suo carico di 70 000 tonnellate di olio combustibile denso, è andata incontro allo stesso destino al largo della costa nord-occidentale della Spagna. Prima che la nave si inabissasse, sono fuoriuscite 4 000 tonnellate di idrocarburi. In entrambe le occasioni, a causa delle proibitive condizioni atmosferiche le operazioni di pulitura non hanno potuto impedire che lo sversamento raggiungesse le coste francesi e spagnole. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Al momento della catastrofe dell'Erika, ho notato che le navi esistenti per il recupero del petrolio non erano in grado di operare in mari agitati, né di recuperare il petrolio altamente viscoso», ha dichiarato al Notiziario CORDIS Christian Gaudin, architetto navale e coordinatore del progetto Oil Sea Harvester. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Gaudin, in caso di catastrofi come queste non è possibile attendere che le acque si calmino: quanto più a lungo durano le operazioni di disinquinamento, tanto più è probabile che il petrolio si separi e si mescoli con l'acqua e i detriti, rendendo molto più difficile il recupero. «Ho iniziato a pensare che fosse necessaria una nave specifica in grado di reagire prontamente a tali catastrofi e di operare immediatamente in cattive condizioni atmosferiche», ha dichiarato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto che Gaudin e la sua équipe hanno presentato è un trimarano, lungo 138 metri e largo 38 metri, composto da un grande monoscafo centrale e da due scafi laterali. Questi ultimi contribuiscono a stabilizzare la nave, consentendole di resistere a venti di burrasca forza nove e a mari fino a forza sette. I due scafi creano inoltre due canali di otto metri dove le acque sono più calme ed è possibile recuperare il petrolio. «Si tratta di una progettazione unica; infatti, alcuni paesi hanno sì navi equipaggiate con strumenti di recupero, ma prive di mezzi per operare quando il mare è agitato», sostiene Gaudin. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra questi canali sono collocati gli strumenti di recupero, che sono un sistema di nastro trasportatore a spazzola per gli idrocarburi altamente viscosi e uno skimmer di sbarramento per l'olio leggero.«Mentre il nastro può recuperare il 99% di tutto il petrolio versato, lo skimmer serve a perfezionare il lavoro», spiega Gaudin. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto della nave comprende inoltre barriere di contenimento, che possono essere impiegate autonomamente per allargare l'area di azione disponibile, e due skiff (piccole imbarcazioni) controllati a distanza, dotati di sensori di rilevamento di tossicità e di presenza di esplosivi, per determinare il grado di volatilità dello sversamento in questione. La nave potrebbe inoltre essere dotata di serpentine di riscaldamento e di altre attrezzature per il trattamento del petrolio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Studi di fattibilità indicano che la Oil Sea Harvester potrebbe recuperare fino a 250 tonnellate di petrolio l'ora e che ha la capacità di immagazzinare a bordo un massimo di 6 000 tonnellate. I partner del progetto sostengono che, grazie ad una velocità di crociera di 20 nodi, il trimarano è in grado di raggiungere in tempi brevi la chiazza di petrolio. Una volta sul posto, la velocità della nave potrebbe ridursi a un nodo per il recupero del petrolio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto si concluderà in dicembre e il consorzio del progetto cercherà potenziali partner interessati a finanziare la costruzione di un prototipo. Ma i vantaggi ricavabili dalla Oil Sea Harvester avranno un costo elevato: Gaudin stima che la costruzione della nave potrebbe costare fra i 50 e i 100 Mio EUR. Un punto a favore tuttavia, secondo il consorzio del progetto, è il possibile impiego della nave per altri compiti, ovvero pattugliamento delle coste e controllo doganale, rimorchio, attività scientifiche o recupero di container.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ulteriori informazioni consultare: &lt;br /&gt;http://www.osh-project.org/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Categoria: Progetti&lt;br /&gt;Fonte: Intervista del Notiziario CORDIS al coordinatore del progetto Oil Sea Harvester&lt;br /&gt;Documenti di Riferimento: Sulla base di un'intervista del Notiziario CORDIS al coordinatore del progetto Oil Sea Harvester&lt;br /&gt;Acronimi dei Programmi: FP6-INTEGRATING, FP6-SUSTDEV, FRAMEWORK 6C&lt;br /&gt;Codici di Classificazione per Materia: Protezione ambientale; Ricerca scientifica; Risorse del mare, Pesca &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RCN: 27001&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-9168275778118218691?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/9168275778118218691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/9168275778118218691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/01/progetto-dellue-mette-punto-una-nave.html' title='Progetto dell&apos;UE mette a punto una nave per il recupero del petrolio'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-3935723318277163120</id><published>2007-01-22T01:44:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T01:46:16.493-08:00</updated><title type='text'>Maltempo. Paura per la fuoriuscita del combustibile dalla nave arenata nella Manica</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.rainews24.rai.it/ran24/immagini/Manica_nave.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px;" src="http://www.rainews24.rai.it/ran24/immagini/Manica_nave.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Maltempo. Paura per la fuoriuscita del combustibile dalla nave arenata nella Manica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nave britannica portacontainer Msc Napoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sidmouth, 22 gennaio 2007&lt;br /&gt; Le 3.500 tonnellate di carburante contenute nei serbatoi della nave porta-container britannica MSC Napoli, arenata al largo di Branscombe, nel sud ovest dell'Inghilterra, costituiscono "la principale preoccupazione". Lo ha detto ieri sera Paul Coley, portavoce della guardia costiera britannica.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"Questa e' la principale preoccupazione", ha detto il portavoce.&lt;br /&gt;"E' il piu' difficile da controllare. Al momento (il carburante) e' ancora nei serbatoi. Se resta la' sara' facile da tirare fuori. Noi speriamo di iniziare il pompaggio alle prime ore di oggi, se il tempo lo permettera'. Ci vorranno alcuni giorni". Finora si sono riversate in mare circa 200 tonnellate di combustibile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-3935723318277163120?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3935723318277163120'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/3935723318277163120'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/01/maltempo-paura-per-la-fuoriuscita-del.html' title='Maltempo. Paura per la fuoriuscita del combustibile dalla nave arenata nella Manica'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-8206973482461689410</id><published>2007-01-22T01:38:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T01:39:19.245-08:00</updated><title type='text'>Sulla Manica incombe il rischio di un nuovo disastro ecologico</title><content type='html'>22 gennaio 2006&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sulla Manica incombe il rischio di un nuovo disastro ecologico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Crescono le preoccupazioni per un nuovo devastante disastro ecologico nel Canale della Manica. Le 3.500 tonnellate di carburante contenute nei serbatoi della nave porta-container britannica MSC Napoli, arenata nel largo di Branscombe, nel sud ovest dell'Inghilterra, costituiscono «la principale preoccupazione». Lo ha detto Paul Coley, portavoce della guardia costiera britannica. «E' il più difficile da controllare. Al momento (il carburante) è ancora nei serbatoi. Se resta là sarà facile da tirare fuori. Noi speriamo di iniziare il pompaggio oggi, se il tempo lo permetterà. Ci vorranno alcuni giorni». Finora sono uscite in mare circa 200 tonnellate di combustibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nave, andata alla deriva per colpa dell'uragano Kyrill, ha già perso in mare circa duecento dei 2.394 container a bordo con dentro acidi per batteria, profumi e altre sostanze potenzialmente inquinanti. Al centro del dramma la portacontainer Napoli, di proprietà britannica malgrado il nome italiano, che è stata arenata in fretta e furia dai rimorchiatori a poche centinaia dalla costa orientale del Devon per evitarne l'affondamento in mare aperto. Per la Guardia Costiera un compito non facile: la nave, che ha perso i container dopo essersi paurosamente inclinata di 60 gradi nel mare&lt;br /&gt;in burrasca, va «stabilizzata». Durante una conferenza stampa, il responsabile dei soccorsi, Robin Middleton, ha affermato che sui 2.398 container imbarcati sulla Napoli, 150 - per lo più sistemati dentro la pancia della nave - risultano «tossici» in base al codice marittimo perchè hanno al loro interno esplosivi, gas, sostanze solide infiammabili, ossidanti, corrosivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Napoli - costruita nel 1991, lunga 275 metri e appartenente alla compagnia Zodiac Maritime di Londra - era partita dal porto belga di Anversa il 17 gennaio con meta Sines in Portogallo. È andata alla deriva giovedì quando l'uragano Kyrill ha provocato l'allagamento della sala macchine. I ventotto membri dell'equipaggio sono stati tratti in salvo al largo della Cornovaglia. Erano sulle scialuppe sballottate dalle onde. Ci&lt;br /&gt;sono voluti gli elicotteri per portarli a terra. Il miglioramento delle condizioni meteorologiche ha permesso venerdì l'intervento dei rimorchiatori per trascinare la nave fino a Portland e sembrava che il peggio fosse ormai alle spalle. All'improvviso l'azzoppata Napoli ha sofferto «un cedimento strutturale» e la Guardia Costiera britannica ha deciso di avvicinarla il più possibile alla riva, nella baia di Lyme, all'altezza di Sidmouth, sulla costa del Devon. Un affondamento in mare aperto è stato giudicato lo scenario di gran lunga peggiore per l'ambiente. In seguito al cedimento strutturale patito la Napoli - che nel 2001 era rimasta arenata per parecchie settimane nello stretto di Malacca al largo della Malaisia quando ancora si chiamava CMA-CGM Normandie ed era ritornata in servizio dopo grossi lavori di riparazione - si è inclinata fino a 30 gradi dalla superficie del mare e ha così fatto cadere decine di container.&lt;br /&gt;L'allarme ha in un primo tempo riguardato i container potenzialmente inquinanti in balia delle onde e la Guardia Costiera ha lanciato un appello alla popolazione perchè stesse alla larga dalle spiagge del Devon, non toccasse nulla e segnalasse alle autorità i container gettati a riva dalle onde. Nel pomeriggio - mentre una squadra di soccorritori veniva portata dagli elicotteri a bordo della nave per stabilizzarla con l'aiuto di un gruppo di sommozzatori - è comparso all'improvviso lo spettro dell'inquinamento da idrocarburi: da una cisterna annessa alla sala macchina è incominciata a fuoriuscire la nafta e l'agenza britannica per la difesa dell'ambiente ha indicato che sono già stati avvistati almeno tre volatili ricoperti di petrolio. A quel punto è scattato un piano per la protezione delle spiagge del Devon e barriere anti-nafta sono state messe prontamente in acqua, a protezione anche delle foci dei fiumi. La zona ha un eco-sistema estremamente fragile che può riportare gravi danni anche in caso di inquinamento non gravissimo. Parecchie strade nei pressi di Sidmouth sono state chiuse al traffico per facilitare il lavoro dei servizi di emergenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-8206973482461689410?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Esteri/2007/01/sbio220106manica.shtml?uuid=5aae031e-a9f4-11db-9554-00000e25108c&amp;DocRulesView=Libero' title='Sulla Manica incombe il rischio di un nuovo disastro ecologico'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/8206973482461689410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/8206973482461689410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/01/sulla-manica-incombe-il-rischio-di-un.html' title='Sulla Manica incombe il rischio di un nuovo disastro ecologico'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-9085321666013401669</id><published>2007-01-22T01:34:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T01:36:06.622-08:00</updated><title type='text'>NAVE NELLA MANICA, CONTINUA LA PERDITA DI CARBURANTE</title><content type='html'>NAVE NELLA MANICA, CONTINUA LA PERDITA DI CARBURANTE&lt;br /&gt;LONDRA - Continua a perdere combustibile la nave portacontainer Napoli, arenata davanti alle coste del Devon, nella Manica, ma la chiazza, allungatasi per otto chilometri, si sta disperdendo e non sembra porre per il momento particolari problemi ambientali. E' quanto ha comunicato questa mattina l'agenzia marittima e della guardia costiera britannica. La nave è stata rimorchiata e fatta arenare a Lyme Bay per impedirne l'affondamento, è inclinata di circa 20 gradi e tutto il personale di bordo è stato tratto in salvo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo la guardia costiera, 200 tonnellate di combustibile sono finite in mare ed oggi dovrebbe cominciare il pompaggio delle rimanenti 3.000 tonnellate anche se, secondo gli esperti, l'operazione potrebbe richiedere alcuni giorni. Ai microfoni della Bbc Robin Middleton, il rappresentante del governo per le operazioni di soccorso, ha detto che sono state affittate due navi per ospitare il carburante estratto dalla nave.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; "Si tratta di un prodotto molto vischioso - ha avvertito - e bisognerà scaldarlo e rimuoverlo lentamente. Ci vorrà buona parte della settimana". Le preoccupazioni per le possibili conseguenze sull'ambiente del'incidente alla nave, causato dalla tempesta che nei giorni scorsi ha colpito l'Europa settentrionale, riguardano anche i container che la nave aveva a bordo. Alcuni dei materiali sono potenzialmente pericolosi: materiale per profumi, acidi per batterie e parti di auto. Circa 200 dei 2.394 container si sono staccati dalla nave e sono finiti sulle spiagge. Le autorità hanno avvertito la popolazione di non toccare nulla che venga trovato a riva. Il proprietario della nave, è stato precisato, ha ingaggiato una compagnia privata che controllerà i container finiti a terra. La nave battente bandiera britannica era diretta dal Belgio al Portogallo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; "Si tratta di un prodotto molto vischioso - ha avvertito - e bisognerà scaldarlo e rimuoverlo lentamente. Ci vorrà buona parte della settimana". Le preoccupazioni per le possibili conseguenze sull'ambiente del'incidente alla nave, causato dalla tempesta che nei giorni scorsi ha colpito l'Europa settentrionale, riguardano anche i container che la nave aveva a bordo. Alcuni dei materiali sono potenzialmente pericolosi: materiale per profumi, acidi per batterie e parti di auto. Circa 200 dei 2.394 container si sono staccati dalla nave e sono finiti sulle spiagge. Le autorità hanno avvertito la popolazione di non toccare nulla che venga trovato a riva. Il proprietario della nave, è stato precisato, ha ingaggiato una compagnia privata che controllerà i container finiti a terra. La nave battente bandiera britannica era diretta dal Belgio al Portogallo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-9085321666013401669?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/9085321666013401669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/9085321666013401669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/01/nave-nella-manica-continua-la-perdita.html' title='NAVE NELLA MANICA, CONTINUA LA PERDITA DI CARBURANTE'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-6700706998405454052</id><published>2007-01-21T09:02:00.001-08:00</published><updated>2007-01-21T09:02:40.952-08:00</updated><title type='text'>Gran Bretagna. La 'Napoli' arenata al largo del Devon, si cerca di evitare disastro ambientale</title><content type='html'>Gran Bretagna. La 'Napoli' arenata al largo del Devon, si cerca di evitare disastro ambientale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Napoli e' stata fatta arenare per limitare i danni&lt;br /&gt;La Napoli e' stata fatta arenare per limitare i danni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Londra, 21 gennaio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le condizioni del mare e del vento rimangono pessime e almeno due container, fra quelli finiti in mare della nave arenata a largo dell'Inghilterra meridionale, potrebbero contenere sostanze tossiche. In tutto gli scatoloni finiti in mare sono 158, secondo la Bbc, sui 2.300 e più che erano a bordo. Il mare è sempre agitato nella baia di Lyme, e sulla spiaggia vicino alla celebrata località di Lyme Regis si vedono anche delle chiazze di carburante fuoriuscite dalla MSC Napoli. Quasi 200 tonnellate di carburante infatti si sono disperse "dopo un guasto a una sala macchine" ha detto un portavoce della guardia costiera inglese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una chiazza di circa 8 chilometri si dirige verso Lyme Regis e secondo la Bbc alcune specie di uccelli marini sono già state colpite sulle costa a Beer Head.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione è peggiorata dal fatto che le barriere anti inquinamento sistemate temporaneamente attorno alla nave sono poi state rimosse proprio perché i container che poco per volta finiscono in mare rischiavano di danneggiarle. D'altra parte rimuovere i container precipitati è indispensabile, prima che i rimorchiatori possano tornare ad agganciare la nave.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Napoli resta arenata al largo di Branscombe, vicino a Sidmouth, nel Devon, e coricata su un fianco, in posizione tale che potrebbe capovolgersi. L'imbarcazione, gravemente danneggiata dai venti dell'uragano Kyrill, ieri è stata deliberatamente fatta arenare su un fondale basso perché non era in grado di reggere al mare grosso mentre i rimorchiatori cercavano di farla arrivare in porto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stragrande maggioranza dei container pericolosi dovrebbe essere nella stiva della nave. Fra quelli alla deriva, un paio contengono tonnellate di barili vuoti di legno di quercia; un paio contengono delle motociclette Bmw; diversi contengono ricambi per autovetture. Sono stati trovati circa 40 container sulla spiaggia. Alcuni potrebbero essere affondati, alcuni potrebbero essere al largo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le squadre di soccorso sperano di riuscire domani a pompare il carburante ancora nei serbatoi e di stabilizzare la posizione della nave usando ancore sul lato sollevato dall'acqua e appesantendo lo scafo inserendovi acqua di mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il carburante e le sostanze chimiche versate in mare dalla porta-container britannica 'Napoli' arenata nel canale della Manica potrebbero minacciare Lyme Regis, nota località di mare inglese soprannominata la "perla del Dorset", situata al confine con la Cornovaglia. Secondo quanto riportato dalla BBC alcune specie di uccelli marini sono gia' state colpite sulle costa, a Beer Head, mentre una chiazza di nafta di circa 8 chilometri si sta dirigendo verso la cittadina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il porto di Lyme Regis, soprannominato "The Cobb", oltre ai personaggi di Jane Austen ha ospitato le riprese de "La donna del tenente francese", con Meryl Streep e Jeremy Irons.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli altri articoli della giornata&lt;br /&gt;Vai a tutti gli articoli di giornata&lt;br /&gt;Gli altri articoli della giornata&lt;br /&gt;Engineere&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-6700706998405454052?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/6700706998405454052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/6700706998405454052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/01/gran-bretagna-la-napoli-arenata-al.html' title='Gran Bretagna. La &apos;Napoli&apos; arenata al largo del Devon, si cerca di evitare disastro ambientale'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-7730706099509052596</id><published>2007-01-21T08:57:00.000-08:00</published><updated>2007-01-21T08:58:15.366-08:00</updated><title type='text'>Manica, nave a picco</title><content type='html'>&lt;div class="categoria"&gt;     &lt;dl&gt;&lt;dt&gt;AMBIENTE&lt;/dt&gt;&lt;dd&gt;      &lt;div class="addons"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;/dd&gt;&lt;/dl&gt;    &lt;/div&gt;     &lt;!-- Ultima modifica : 2007-01-21 16:11:37 --&gt;                                 &lt;h2&gt;&lt;!-- inizio OCCHIELLO --&gt;Gran Bretagna, l'imbarcazione trasportava oltre 2000 contenitori: anche sostanze tossiche&lt;br /&gt;Carburante in acqua. L'incidente per le cattive condizioni meteo&lt;!-- fine OCCHIELLO --&gt;&lt;/h2&gt;                                                 &lt;h1&gt;&lt;!-- inizio TITOLO --&gt;&lt;b&gt;Manica, nave carica di sostanze a picco&lt;br /&gt;Allarme ecologico, si lotta contro il tempo&lt;/b&gt;&lt;!-- fine TITOLO --&gt;&lt;/h1&gt;                                                          &lt;br /&gt;         &lt;div class="fotosx"&gt;                    &lt;!-- inizio FOTO1 --&gt;&lt;img src="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/ambiente/nave-napoli/nave-napoli/ap_9599123_11220.jpg" alt="" /&gt;Manica, nave carica di sostanze a picco&lt;br /&gt;Allarme ecologico, si lotta contro il tempo&lt;/b&gt;" width="200"&gt;&lt;!-- fine FOTO1 --&gt;                                                          &lt;p&gt;&lt;!-- inizio DIDA --&gt;La nave container Napoli&lt;!-- fine DIDA --&gt;&lt;/p&gt;                                   &lt;/div&gt;                                                    &lt;!-- inizio TESTO --&gt;                                                         &lt;b&gt;LONDRA&lt;/b&gt; -Continua a perdere carburante la porta-container 'Msc Napoli', della Zodiac Maritime, incagliata da ieri davanti alla costa della contea meridionale inglese del Devon, dove era stata fatta deliberatamente arenare per cercare di stabilizzarla, e di evitare quindi che le enormi falle, apertesi nella chiglia per la furia delle onde e del vento, portassero alla rottura dello scafo in più parti. Il relitto è adesso inclinato di 30 gradi, e secondo un portavoce della Guardia Costiera britannica ha già perso 160 dei container che trasportava, in tutto 2.323, e non soltanto cinquanta come era stato riferito in precedenza.&lt;br /&gt;                                         &lt;br /&gt;Tra i container alla deriva sarebbero tuttavia solo due quelli nei quali sono stivate sostanze tossiche considerate pericolose per l'ambiente e per la salute: prodotti chimici per uso agricolo e industriale, acido per batterie, profumi e liquidi per veicoli. Secondo un portavoce, tuttavia, l'emergenza ecologica che si andava profilando in tutta la Manica sembrerebbe essersi almeno in parte ridimensionata. In particolare, la chiazza di petrolio formatasi a pelo d'acqua, e che ha già colpito alcuni uccelli marini, sarebbe dovuta alla rottura di un unico serbatoio in una della sale-macchine. Resta comunque la minaccia per la sicurezza della navigazione posta dai contenitori dispersi, che dovranno essere tutti recuperati prima che si possa procedere alla stabilizzazione definitiva della 'Napoli'.&lt;br /&gt;                                         &lt;br /&gt;La nave, pur trovandosi in acque basse, ha la poppa ben al di sotto della linea di galleggiamento e, a ogni nuova alta marea, tende a scivolare ulteriormente verso il largo: alla lunga potrebbe perciò addirittura capovolgersi, e allora i rischi ecologici aumenterebbero in misura esponenziale. Per questo i due super-rimorchiatori francesi intervenuti per trainarla a riva stanno lottando con le correnti, allo scopo di spingerla sempre di più verso terra, e scongiurare il pericolo. "E' una situazione piuttosto instabile", ha dovuto riconoscere il portavoce della Guardia Costiera. "In tutta sincerità, speriamo proprio che le condizioni del tempo non peggiorino".&lt;br /&gt;                                                                                &lt;!--inserto--&gt;&lt;div id="adv180x150m"&gt;&lt;script language="JavaScript"&gt; &lt;!-- OAS_RICH('Middle'); //--&gt; &lt;/script&gt; &lt;/div&gt;&lt;!--/inserto--&gt;                                          &lt;br /&gt;Una volta che si fosse riusciti a bloccare la nave in una posizione il più possibile sicura, le stive sarebbero allagate per appesantire la porta-container e impedirle di muoversi ancora; a quel punto si provvederà a svuotare i serbatoi di bordo, pompandone fuori tutto il carburante e le altre sostanze potenzialmente inquinanti. Solo allora potranno intervenire gru galleggianti e chiatte a fondo piatto, i cui membri di equipaggio provvederanno a scaricare tutti i container rimasti sulla 'Napoli'. Quest'ultima si era trovata in difficoltà già giovedì, mentre era in navigazione dal Belgio verso il Portogallo; sulla Manica in quel momento il ciclone 'Kyrill' era al massimo della propria furia, e i 26 marinai a bordo erano dovuti essere tratti in salvo dagli elicotteri della Royal Navy.&lt;br /&gt;                     &lt;!-- fine TESTO --&gt;      &lt;br /&gt;(&lt;i&gt;&lt;!-- inizio DATA --&gt;21 gennaio 2007&lt;!-- fine DATA --&gt;&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-7730706099509052596?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/interstitial/interstitial751945.html' title='Manica, nave a picco'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/7730706099509052596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/7730706099509052596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/01/manica-nave-picco.html' title='Manica, nave a picco'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-116877272888689792</id><published>2007-01-14T03:03:00.000-08:00</published><updated>2007-01-14T03:07:24.630-08:00</updated><title type='text'>reighter crew evacuated off western Norway</title><content type='html'>&lt;h3 style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;reighter crew evacuated off western Norway&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt; &lt;p style="font-weight: bold;" class="date"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Jan 12, 2007, 23:20 GMT&lt;/span&gt;&lt;script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/p&gt; &lt;span id="intelliTxt"&gt; &lt;!-- BEGIN #twocolr --&gt;&lt;div class="eightcoll"&gt; &lt;p style="font-weight: bold;"&gt;&lt;script language="javascript" src="http://www.monstersandcritics.com/javascript/pagebreak.js"&gt;&lt;/script&gt;  &lt;script language="javascript"&gt;&lt;!--       var showPageNavTop = 1;      var showPageNavBot = 1;      var showPageNavAll = 0;      var PageMarker = '&lt;!--page--\&gt;';      var PageContent= 'Oslo - Rescue officials Friday evacuated the 25-member crew of a Cyprus-registered freighter that ran aground off western Norway, said a spokeswoman for the southern Norwegian Joint Rescue Coordination Centre based in Stavanger. &lt;/p&gt;\n&lt;p&gt;A few hours after the crew members were ferried to safety, the 180-metre long Cyprus-registered vessel Server broke into two sections. &lt;/p&gt;\n&lt;p&gt;The vessel was estimated to be carrying 650 tons of fuel oil. The coast guard and local authorities said they feared the effects of an oil spill. &lt;/p&gt;\n&lt;p&gt;The vessel ran aground around 6:30 pm (1730 GMT) and took in water due to a hole in the hull near the engine room, spokeswoman Borghild Eldoen earlier said. &lt;/p&gt;\n&lt;p&gt;None of the crew were injured and were flown by helicopter to a nearby island, north of the west coast city of Bergen. &lt;/p&gt;\n&lt;p&gt;Strong winds and heavy seas along with poor visibility - due to the late hour - hampered efforts to contain the oil spill. &lt;/p&gt;\n&lt;p&gt;The ship was headed for Murmansk in northern Russia and was not transporting any cargo when it ran aground. &lt;/p&gt;\n&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;© 2007 dpa - Deutsche Presse-Agentur&lt;/span&gt;';      PrintArticle();//--&gt; &lt;/script&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Oslo - Rescue officials Friday evacuated the 25-member crew of a Cyprus-registered freighter that ran aground off western Norway, said a spokeswoman for the southern Norwegian Joint Rescue Coordination Centre based in Stavanger. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;A few hours after the crew members were ferried to safety, the 180-metre long Cyprus-registered vessel Server broke into two sections. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;The vessel was estimated to be carrying 650 tons of fuel oil. The coast guard and local authorities said they feared the effects of an oil spill. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;The vessel ran aground around 6:30 pm (1730 GMT) and took in water due to a hole in the hull near the engine room, spokeswoman Borghild Eldoen earlier said. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;None of the crew were injured and were flown by helicopter to a nearby island, north of the west coast city of Bergen. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Strong winds and heavy seas along with poor visibility - due to the late hour - hampered efforts to contain the oil spill. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;The ship was headed for Murmansk in northern Russia and was not transporting any cargo when it ran aground. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-116877272888689792?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/116877272888689792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/116877272888689792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/01/reighter-crew-evacuated-off-western.html' title='reighter crew evacuated off western Norway'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-116877237310127480</id><published>2007-01-14T02:57:00.000-08:00</published><updated>2007-01-14T03:02:06.780-08:00</updated><title type='text'>Cypriot oil tanker runs aground off Norway; all 25 crew rescued</title><content type='html'>&lt;h1 class="headline"&gt;Cypriot oil tanker runs aground off Norway; all 25 crew rescued&lt;/h1&gt;    &lt;!-- /headline --&gt;&lt;!-- subhead --&gt;&lt;!-- /subhead --&gt;                                      &lt;!-- byline --&gt;                 &lt;div class="byline"&gt;     &lt;div class="dots"&gt;&lt;img src="http://img.iht.com/images/dot_h.gif" alt="" height="1" width="3" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="bodyText" size="13px" style="line-height: 18px;"&gt;&lt;!-- /article tools - narrow (used with span photos) --&gt;          &lt;!-- copy --&gt;                 &lt;p&gt;OSLO, Norway: A Cypriot oil tanker ran aground off the western Norwegian coast and split in two, spilling several hundred tons of oil into the sea. All 25 crew members were saved, Norwegian rescue officials said Saturday.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;The 180-meter (590-foot) "Server" was headed for the Russian Arctic port of Murmansk on Friday when it hit rocks in a storm off the coast near Bergen, 275 kilometers (165 miles) northwest of Oslo, around 6:30 p.m. (1730GMT).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;The crew members, mostly Indonesians, were rescued and flown by helicopter to Bergen, officials said.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;"No one was hurt," said Siv Namork, from the Joint Rescue Coordination Center.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;The vessel, which was stuck on the rocks, split in two some four hours after the accident.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-116877237310127480?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/116877237310127480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/116877237310127480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/01/cypriot-oil-tanker-runs-aground-off.html' title='Cypriot oil tanker runs aground off Norway; all 25 crew rescued'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-116877163093628738</id><published>2007-01-14T02:46:00.000-08:00</published><updated>2007-01-14T02:49:30.856-08:00</updated><title type='text'>13 gen 16:39  Norvegia: petroliera si spezza, 350 tonnellate greggio in mare</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);" class="ora"&gt;13 gen 2007 16:39 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);" class="titolo"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Norvegia: petroliera si spezza, 350 tonnellate greggio in mare &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);" class="testo"&gt;     &lt;p&gt; OSLO - Una petroliera cipriota si e' spezzata in due, dopo aver urtato degli scogli al largo della costa occidentale della Norvegia. In mare si sono riversate 350 tonnellate di petrolio. I 25 membri dell'equipaggio - per la maggior parte indonesiani - sono stati tutti tratti in salvo. La petroliera "Server", lunga 180 metri, era diretta al porto russo di Murmansk, sul mare di Barents e trasportava 600 tonnellate di petrolio. Durante una tempesta, si e' scontrata contro degli scogli e, circa quattro ore dopo l'incidente, si e' spezzata in due parti. (Agr) &lt;/p&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;h1 style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;NORVEGIA&lt;/h1&gt;  &lt;h2 style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;Petroliera si spezza in due&lt;br /&gt;Nuovo disastro ecologico&lt;/h2&gt;  &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);" class="ISI_REMOVE"&gt;&lt;i&gt;La nave cipriota ha urtato gli scogli al largo della costa occidentale: riversate in mare centinaia di tonnellate di greggio. Tratti in salvo i 25 membri dell'equipaggio&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;!-- fotoARTICOLO --&gt;&lt;!-- /fotoARTICOLO --&gt;&lt;!-- testoARTICOLO --&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;      Oslo, 13 gennaio 2007 - &lt;/span&gt;&lt;b style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;Nuovo disastro ambientale in Norvegia. Una       petroliera cipriota si è spezzata in due&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt; dopo aver urtato degli scogli al largo della costa occidentale della Norvegia riversando in mare diverse centinaia di tonnellate di petrolio. Lo hanno annunciato i soccorsi norvegesi precisando che &lt;/span&gt;&lt;b style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;i 25 membri dell'equipaggio sono       stati tutti tratti in salvo&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;.  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;          &lt;br /&gt;        &lt;b style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;Il "Server", lungo 180 metri, era diretto al porto russo di Murmansk, &lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;sul mare di Barents, quando ha urtato degli scogli durante una tempesta al largo di Bergen, 275 chilometri a nord ovest di Oslo, verso le 18.30. I membri dell'equipaggio, principalmente indonesiani, sono stati soccorsi e trasportati a Bergen in elicottero, precisano le stesse fonti. &lt;/span&gt;&lt;b style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;      Nessuno è rimasto ferito.&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;          &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;La petroliera si è spezzata in due circa quattr'ore dopo l'incidente. Il "Server" trasportava circa 600 tonnellate di greggio, di cui 350 sono finite in mare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);" &gt;&lt;a href="http://www.euronews.net/create_html.php?page=detail_info&amp;article=400893&amp;amp;lng=4#"&gt;                                      &lt;/a&gt;                          &lt;span class="titre02"&gt;Marea nera in Norvegia. Un cargo cipriota si spacca in due&lt;/span&gt;                                 &lt;br /&gt;                                 &lt;p align="left"&gt;&lt;span class="texte01"&gt;290 tonnellate di carburante si sono riversate al largo delle coste occidentali della Norvegia a causa di un incidente che ha coinvolto una nave cargo battente bandiera cipriota, il Server. Che si è incagliata e si e spaccata in due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allertati immediatamente i soccorsi. Non tutto il carburante a bordo, circa 650 tonnellate, è finito in mare e la nave, diretta al porto russo di Mourmansk, per fortuna non trasportava carico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La nave era vuota -racconta uno dei soccorritori,Terje Blomvaagnes- e comunque come vede si è sparso molto carburante. Immagini se avesse portato anche un carico di 300 mila tonnellate cosa sarebbe accaduto. E' spaventoso, sì è spaventoso".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle origini dell'incidente potrebbero esserci le cattive condizioni meteorologiche: forti raffiche di vento e onde oltre i 7 metri. Fenomeni che, però, in Norvegia sono frequenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I 25 membri dell'equipaggio sono stati portati in salvo nel porto di Bergen, grazie all'aiuto di una squadra di elicotteri. Recuperata successivamente una parte della nave.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-116877163093628738?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/116877163093628738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/116877163093628738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2007/01/13-gen-1639-norvegia-petroliera-si.html' title='13 gen 16:39  Norvegia: petroliera si spezza, 350 tonnellate greggio in mare'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-115978220080413830</id><published>2006-10-02T02:42:00.000-07:00</published><updated>2006-10-02T02:43:21.043-07:00</updated><title type='text'>AMBIENTE: 154 MILIONI CONTRO L'INQUINAMENTO MARINO</title><content type='html'>AMBIENTE: 154 MILIONI CONTRO L'INQUINAMENTO MARINO&lt;br /&gt;(ANSA) - ROMA, 2 ott - Il Parlamento europeo ha approvato in prima battuta l'incremento di bilancio per un totale di 154 milioni di euro a favore dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA). I due maggiori disastri ecologici del mare causati dalle imbarcazioni Erika e Prestige sono all'origine di queste misure. Il bilancio andra a finanziare azioni e misure di prevenzione e lotta all'inquinamento delle navi (come stabilito dalle prospettive finanziarie per il periodo 2007 - 2013). Ulteriori fondi serviranno all'Agenzia per finanziare azioni addizionali, quali la creazione di un network di navi anti-inquinamento per sostenere l'azione dei singoli Stati membri e un servizio di immagini satellitari per localizzare sia gli incidenti volontari che quelli fortuiti. Parere positivo anche all' estensione delle competenze dell' Agenzia per coprire non solo l'inquinamento del petrolio ma anche di altre sostanze nocive e dannose. (ANSA). XLO 02/10/2006 09:54&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-115978220080413830?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/115978220080413830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/115978220080413830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2006/10/ambiente-154-milioni-contro.html' title='AMBIENTE: 154 MILIONI CONTRO L&apos;INQUINAMENTO MARINO'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-115438014606394436</id><published>2006-07-31T14:08:00.000-07:00</published><updated>2006-07-31T14:09:06.506-07:00</updated><title type='text'>Russia, falla nella conduttura di petrolio. «Catastrofe ambientale»</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Russia, falla nella conduttura di petrolio. «Catastrofe ambientale»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si teme la catastrofe ambientale al confine tra Ucraina e Bielorussia, nella provincia di Byransk dove si è verificata una falla all´oleodotto Druzhba (Amicizia). La fuoriuscita di petrolio, infatti avrebbe contaminato le fonti di acqua potabile e le foreste circostanti, interessando un´area di dieci chilometri quadrati. Minimizza invece i possibili danni Transnef, il principale operatore russo che gestisce la storica conduttura. La compagnia rende noto che la fuoriuscita ha contaminato soltanto 360 metri quadrati e le conseguenze sono già state neutralizzate. È stata nominata una commissione d'inchiesta governativa per stabilire le cause.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Druzhba è uno dei principali oleodotti russi destinati all'export e collegato all´Europa da 4000 chilometri di conduttura. La sua capacità di trasporto è pari a 1,2 milioni di barili al giorno e il petrolio che trasporta è composto da miscele leggere e pesanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblicato il 31.07.06&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-115438014606394436?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/115438014606394436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/115438014606394436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2006/07/russia-falla-nella-conduttura-di.html' title='Russia, falla nella conduttura di petrolio. «Catastrofe ambientale»'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-115161634818361582</id><published>2006-06-29T14:25:00.000-07:00</published><updated>2006-06-29T14:26:09.303-07:00</updated><title type='text'>Legambiente: Bandiera nera al presidente del Parco della Maddalena</title><content type='html'>giovedì, 29 giugno 2006&lt;br /&gt;     &lt;div class="n25"&gt;Legambiente: Bandiera nera al presidente del Parco della Maddalena&lt;/div&gt; &lt;br /&gt;   &lt;img src="http://www.sardegnaoggi.it/vedifoto.php/id-2219.x-250.y-250.ld-dy.jpg" alt="" align="left" border="0" /&gt;      &lt;div class="n16"&gt;Consegnati da Goletta Verde i vessilli meno ambiti d'Italia. Una delle bandiere nere è stata consegnata anche in Sardegna al presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena, Gianfranco Cualbu. Nella motivazione si legge che la bandiera è stata assegnata per “l’inaudita posizione favorevole al mantenimento della base militare Usa nell’Isola di Santo Stefano”. Intanto Goletta Verde arriverà in Sardegna a fine luglio.&lt;/div&gt;      &lt;br /&gt;   &lt;div class="n14"&gt;      &lt;!---- 300x250 ----&gt; &lt;div style="float: left;"&gt; &lt;script language="JavaScript" type="text/javascript" src="http://adv.adpartner.it/adx.js"&gt;&lt;/script&gt; &lt;script language="JavaScript" type="text/javascript"&gt; &lt;!--    if (!document.phpAds_used) document.phpAds_used = ',';    phpAds_random = new String (Math.random()); phpAds_random = phpAds_random.substring(2,11);        document.write ("&lt;" + "script language='JavaScript' type='text/javascript' src='");    document.write ("http://adv.adpartner.it/adjs.php?n=" + phpAds_random);    document.write ("&amp;what=zone:66&amp;amp;block=1&amp;blockcampaign=1");    document.write ("&amp;exclude=" + document.phpAds_used);    if (document.referrer)       document.write ("&amp;referer=" + escape(document.referrer));    document.write ("'&gt;&lt;" + "/script&gt;"); //--&gt; &lt;/script&gt;&lt;noscript&gt;&lt;/noscript&gt; &lt;/div&gt; &lt;!-- &lt;/ednoindex&gt; --&gt;&lt;b&gt;ROMA -&lt;/b&gt; L’assessore ai trasporti della Regione Friuli, la Giunta regionale del Veneto e quella siciliana, il Consorzio interprovinciale del Parco del Delta del Po e il presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena Gianfranco Cualbu, il Consiglio comunale di Ospedaletti, l’Amministrazione comunale di San Vincenzo (Li) e quella di Fondi (Lt), e poi la Marinella Spa di Sarzana (Sp), la Raffineria Api di Falconara (An), la Società Penta srl di San Felice Circeo (Lt), lo stabilimento balneare Sole e Luna di Marechiaro, Anzio (Rm), ed infine Michele Rosato, Sindaco di Gizzeria (Cz) e Mariano Bruno, primo cittadino di Lipari (Me). Sono loro i 14 “nuovi pirati del mare”, quelli che hanno ricevuto le Bandiere nere 2006 di Legambiente, assegnate oggi a Reggio Calabria da Goletta Verde in occasione del varo ufficiale della campagna di denuncia, sensibilizzazione e analisi sui problemi del mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Sardegna la bandiera nera è andata al Presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, Gianfranco Cualbu per “l’inaudita posizione favorevole al mantenimento della base militare Usa nell’Isola di Santo Stefano nell'arcipelago di La Maddalena in contrasto – si legge nella motivazione - con i sentimenti del popolo sardo e degli organi istituzionali della Regione Sardegna, ma anche per l’assoluta inerzia nell’attività di gestione del parco, a fronte delle numerose emergenze che investono il territorio”. “La consegna delle Bandiere nere di Legambiente – ha dichiarato Roberto Della Seta, presidente nazionale Legambiente – è come ogni anno un appuntamento che ci mette di fronte alle due facce del nostro mare. Quello suggestivo dei borghi marini e delle spiagge incontaminate, ma anche quello bistrattato e martoriato dalla cementificazione selvaggia, dalla cattiva depurazione, dall’industrializzazione sulle coste e dell’utilizzo scellerato di questa risorsa. Per poter risolvere i problemi del mare bisogna tenere ben presenti queste due diverse realtà, valorizzando naturalmente gli aspetti positivi ed evitando di fare qualsiasi sconto a speculatori e “pirati” del mare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche quest'anno la Goletta Verde viaggerà nelle acque italiane e arriverà in Sardegna con i suoi&lt;br /&gt;laboratori mobili al seguito delle imbarcazioni informando in tempo reale cittadini ed autorità locali sulla qualità delle acque di balneazione. Oltre all'informazione scientifica, la campagna di Legambiente approfondisce la complessità del delicato ecosistema marino e crea, in ogni suo approdo, una rete di dialogo e confronto tra quanti a vario titolo vivono il mare. Le tappe sarde di Goletta Verde, con l'imbarcazione Pietro Micca, sono previste per i giorni 21-22-23-24 luglio a Villasmius (Cagliari), il 25 a S. Maria Navarrese e Siniscola, dove stazionerà anche il 26 ed il 27 luglio per poi concludere il suo viaggio a La Maddalena il 28-29-30 luglio.&lt;/div&gt;  &lt;!-- &lt;ednoindex&gt; --&gt;  &lt;br /&gt;    &lt;div class="n10" align="left"&gt;Ultimo aggiornamento:   29-06-2006 19:16:24&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-115161634818361582?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/115161634818361582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/115161634818361582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2006/06/legambiente-bandiera-nera-al.html' title='Legambiente: Bandiera nera al presidente del Parco della Maddalena'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-114962359939584015</id><published>2006-06-06T12:52:00.000-07:00</published><updated>2006-06-06T12:53:19.646-07:00</updated><title type='text'>MARE: PECORARO, RENDERE SOSTENIBILE TRAFFICO PETROLIFERO</title><content type='html'>MARE: PECORARO, RENDERE SOSTENIBILE TRAFFICO PETROLIFERO&lt;br /&gt;(ANSA) - ROMA, 6 giu - La tutela dell'Adriatico ''rappresenta sempre piu' una necessita' cui occorre dare risposte urgenti e concrete''. Lo ha dichiarato il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, commentando i lavori del summit in corso a Portorose, in Slovenia, organizzato dal ministero dell'Ambiente sloveno e dall'Unep/Map (il Programma Ambiente Mediterraneo dell'Onu) e al quale partecipano i sei paesi che si affacciano sull'Adriatico (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Italia, Montenegro, Serbia e Slovenia) per discutere delle criticita' ambientali dell'Adriatico. ''Ritengo - ha detto Pecoraro Scanio - che la prospettiva di dichiarare l'Adriatico settentrionale area particolarmente sensibile, e conseguentemente stabilire nuove regole con cui soprattutto il traffico petrolifero si svolge, sia molto piu' che interessante''. E il ministro ha annunciato che si fara' promotore con i ministri degli Esteri e dei Trasporti per una soluzione condivisa. Questa dichiarazione, spiega Pecoraro, ''creando regole uguali per tutti gli Stati che si affacciano su quest'area, costituirebbe il presupposto per diminuire l'attuale livello di rischio derivante dal traffico petrolchimico senza che uno o l' altro Paese - ha aggiunto il ministro - si possa avvantaggiare, consentendo modalita' e tipologie di transito, o attivita', vietate in altre zone dell' Alto Adriatico''. 'La dichiarazione di area sensibile e' il modo per rendere sostenibile un traffico petrolifero che deve continuare a svolgersi aumentando pero' il proprio livello di sicurezza e di garanzie sul profilo degli impatti ambientali'', ha quindi sottolineato il ministro dell'Ambiente. ''Mi faro' promotore di un'iniziativa con i colleghi di Governo, in particolare con i ministri degli Esteri e dei Trasporti - ha annunciato Pecoraro - per arrivare ad una soluzione condivisa. Nel frattempo intendo verificare lo stato di attuazione dell'accordo volontario sugli standard di sicurezza ambientale dei trasporti marittimi di sostanze pericolose, siglato nel 2001 dai Ministeri dell' Ambiente e dei Trasporti con Confindustria, Assoporti, associazioni ambientaliste e sindacati''. L'applicazione dell' accordo, che prevedeva di anticipare la dismissione delle carrette del mare, regole per prevenire gli inquinamenti, regole per la Laguna di Venezia e le Bocche di Bonifacio ''rappresenta una risposta importante seppur transitoria, come la recente legge italiana contro le navi carretta, avanzata nei tempi ma ancora priva di finanziamenti necessari''. Se il Mediterraneo e' il mare piu' interessato dal traffico petrolifero nel mondo, l'Alto Adriatico e' nel Mar Mediterraneo il luogo dove questo traffico ha la maggior concentrazione. Lo stesso vale per alcune forme di inquinamento. ''Abbiamo una responsabilita' nella tutela dell'area - ha concluso Pecoraro - poiche' in questa insistono attivita' economiche preziose e fondamentali, come il turismo e la pesca, che devono essere salvaguardate da possibili conseguenze negative dei traffici petroliferi. Abbiamo poi il dovere di prevenire incidenti che in quella situazione, fatta di lagune estese e di centinaia di piccole isole, costituirebbero un disastro ambientale senza precedenti''. (ANSA).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-114962359939584015?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/114962359939584015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/114962359939584015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2006/06/mare-pecoraro-rendere-sostenibile.html' title='MARE: PECORARO, RENDERE SOSTENIBILE TRAFFICO PETROLIFERO'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-113458774167150582</id><published>2005-12-14T11:14:00.000-08:00</published><updated>2005-12-14T11:15:41.790-08:00</updated><title type='text'>Sicurezza marittima: via al piano Ue</title><content type='html'>Sicurezza marittima: via al piano Ue&lt;br /&gt;Per evitare disastri ambientali nelle acque del Mediterraneo e per prevenire il crescente inquinamento determinato dal traffico navale, l'Unione europea ha lanciato il progetto euromediterraneo Safemed che punta, tra l'altro, a rafforzare i controlli sulla sicurezza delle imbarcazioni da parte delle autorità dei paesi partner.&lt;br /&gt;“Safemed - commenta il vicepresidente francese della Commissione Ue, con la delega per i trasporti, Jacques Barrot - rappresenta un progresso decisivo nel rafforzamento della cooperazione euromediterranea nel settore della sicurezza marittima. Dobbiamo unire le forze - aggiunge - per evitare che incidenti come quelli di Erika e Prestige accadano nelle acque del Mediterraneo”. Il commissario fa riferimento ai due principali disastri ambientali verificatisi nelle acque europee negli ultimi anni: la petroliera Erika ha riversato nel 1999 nelle acque di fronte alla Bretannia (Francia) 20.000 tonnellate di petrolio; la Prestige ha devastato le coste della Galizia (Spagna) nel 2002.&lt;br /&gt;Entrambe le sciagure si sono verificate nell’oceano Atlantico. Tuttavia i due principali disastri marittimi in Europa dal 1980 a oggi, in termini di petrolio riversato in mare, sono avvenuti proprio nel Mediterraneo: a Genova nel 1991 (l'Haven riversò 144.000 tonnellate), e nella Baia di Navarino (Grecia) dove l'Irenes Serenade rilasciò 100.000 tonnellate di petrolio nel 1980. Per far fronte a questi rischi concreti l'Ue ha stanziato 4 milioni di euro per il progetto Safemed (parte del programma Euromed per i trasporti che gode di un budget complessivo superiore ai 30 milioni) da utilizzare tra il 2006 e il 2008. Oltre al rafforzamento dei controlli del bacino, il progetto punta anche a organizzare corsi di formazione per i funzionari delle autorità marittime dei vari partner mediterranei.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;14-12-2005&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-113458774167150582?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/113458774167150582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/113458774167150582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2005/12/sicurezza-marittima-via-al-piano-ue.html' title='Sicurezza marittima: via al piano Ue'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-113052831680094642</id><published>2005-10-28T12:37:00.000-07:00</published><updated>2005-10-28T12:38:36.816-07:00</updated><title type='text'>Petrolio d'Italia</title><content type='html'>L'INCHIESTA&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Petrolio d'Italia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Tra guerre e disastri naturali, la stagione del "barile alle stelle" non sarà passeggera. Numeri e impatto degli idrocarburi nel nostro paese&lt;br /&gt;di FABIO DESSI' e UGO FERRERO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiamarlo “oro nero” non è più tanto un luogo comune. Solo pochi mesi fa, all’inizio del 2004, il petrolio costava 30 dollari al barile. Al momento di scrivere sfiora i 70 dollari. Per gli analisti la stagione del “barile alle stelle” non sarà passeggera e il greggi, complice anche il disastro dell’uragano Katrina che ha ridotto la produzione nel Golfo del Messico, potrebbe superare la soglia dei 100 dollari nel giro di pochi anni. Mentre si stima che i consumi, sempre più destinati ai trasporti, aumenteranno nei prossimi vent’anni di almeno il 60%. Tanto è bastato per far tornare in mente a qualcuno che anche in Italia esistono dei giacimenti – in Basilicata, Sicilia (vedi box), lungo la costa adriatica e jonica – che si potrebbero sfruttare meglio: portando a pieno regime le attività estrattive nelle valli dell’Agri, del Camastra e del Sauro, tutte e tre in Basilicata, secondo l’Eni si potrebbe soddisfare il 10-12% del fabbisogno nazionale. Ma conviene davvero fra rischio di incidenti, impatto delle raffinerie, subsidenza e trasporti puntare su queste risorse? Ed è questa la strada verso l’autonomia energetica del paese?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FRA TERRA E MARE&lt;br /&gt;Innanzitutto un po’ di numeri. La produzione annuale di greggio italiano nel 2004 (secondo l’Unione petrolifera) è stata di 5,4 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio), provenienti per l’82% da pozzi a terra e per il 18% da giacimenti a mare. Poca cosa rispetto ai circa 110 – tra greggio, semilavorati e prodotti finiti – importati principalmente da Libia, Russia, Arabia Saudita e Iran. La produzione nazionale di gas naturale è stata invece di 12,9 milioni di metri cubi contro i 62 importati, tra gli altri, da Algeria, Russia e Olanda. Ma se per la materia prima dipendiamo dall’estero, la musica cambia per la raffinazione e la distribuzione: la nostra industria per volumi di lavorazione è la terza in Europa. Da Porto Marghera a Cagliari sono 17 le raffinerie sparse lungo lo Stivale. Lo scorso anno hanno trasformato oltre 100 milioni di tonnellate di greggio destinato in larga parte al mercato interno, il cui consumo annuo di prodotti petroliferi si è attestato sugli 88 Mtep.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I FANTASMI DEI PETROLCHIMICI...&lt;br /&gt;Nonostante l’industria petrolchimica abbia fatto progressi nella gestione dei processi produttivi, dal punto di vista ambientale i costi maggiori a livello locale sono legati proprio alla fase di raffinazione. Un caso balzato agli onori della cronaca internazionale è quello dello stabilimento Enichem di Priolo: qui, in una zona dove si concentra il 28% della capacità di trasformazione italiana, nel 2003 un’inchiesta della Procura di Siracusa ha portato “a galla” un inquinamento da mercurio – scaricato in mare – con valori ventimila volte superiori ai limiti di legge. Se quello siciliano è l’eccezione, la “regola” nella convivenza con i petrolchimici è comunque la paura. Come a Falconara, “costretta” a ospitare la raffineria Api (la concessione è stata rinnovata nel 2003) nonostante l’area sia stata dichiarata «ad elevato rischio ambientale» e inserita nel 2002 tra i 49 siti da bonificare. L’impianto è stato luogo di numerosi incidenti: l’ultimo un anno fa, quando un serbatoio con 600 metri cubi di bitume è esploso causando la morte di una persona. Una disgrazia che avrebbe potuto avere effetti devastanti se il serbatoio avesse centrato quello accanto, scatenando l’effetto domino sfiorato nell’incidente del ‘99 che da allora è diventato l’incubo dei falconaresi. «Per quanto si siano diffusi i sistemi di certificazione ambientale come l’Emas, che richiede una certa trasparenza nelle scelte industriali e nella comunicazione al pubblico, la situazione non può certo dirsi sotto controllo. A Priolo per esempio lo sversamento illegale è avvenuto in un’area dove c’era un impianto certificato» spiega Giuseppe Onufrio, direttore dell’Istituto sviluppo sostenibile Italia (Issi). «Una richiesta minima – aggiunge – è imporre i sistemi di certificazione e l’impiego delle Bat (best available techniques, le migliori tecniche disponibili, ndr) non solo ai singoli stabilimenti ma a tutta l’area dei petrolchimici». Tecniche che potrebbero ridurre i rischi anche nella fase estrattiva, dove pure non sono mancati gli incidenti. Il caso più eclatante è l’esplosione nel ‘94 del pozzo di Trecate, al margine del Parco del Ticino, con la fuoriuscita di circa 15mila tonnellate di greggio. «In quel caso – ricorda il direttore di Issi – l’imperizia della società che conduceva le perforazioni (la Pergemine, ndr) ha ridicolizzato tutti i discorsi dell’industria petrolifera sullo sviluppo sostenibile». Sembra che l’incidente fosse legato alla “leggerezza” dei fanghi usati per tenere la pressione del pozzo, a sua volta dovuta al contenimento dei costi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…E QUELLI DELLA SUBSIDENZA&lt;br /&gt;Incidenti a parte, un rischio legato alle estrazioni di idrocarburi è l’abbassamento della crosta terrestre: la cosiddetta subsidenza. Un caso emblematico, finito nell’aula di un Tribunale, è quello dell’Alto Adriatico. La vicenda parte dall’alluvione del ‘51 e dalle inondazioni che fino al ‘66 hanno flagellato il Polesine. In quegli anni furono registrati abbassamenti del terreno fino a tre metri e mezzo, ricondotti alle estrazioni di gas: i pozzi vennero chiusi. Ma nel ‘98 la Conferenza nazionale su energia e ambiente stabilisce che il 40% del fabbisogno energetico deve essere coperto da fonti nazionali e l’Eni decide di riprendere le attività al largo delle province di Venezia e Rovigo. Unico ostacolo il decreto Ronchi, che vieta le estrazioni entro le 12 miglia nautiche dalla costa, limite che sarebbe stato aggirato per i pozzi di almeno due giacimenti. Nel 2002, dopo un provvedimento del ministero dell’Industria che autorizza l’Eni a installare le due piattaforme fino al 2016, arriva la “benedizione” della commissione Via (Valutazione d’impatto ambientale). Per la Procura di Rovigo in quelle autorizzazioni mancano i documenti sulla localizzazione e l’estensione dei giacimenti e le indicazioni su come sarebbero state condotte le perforazioni. I reati ipotizzati per i tredici rinviati a giudizio, tra vertici Eni e funzionari del ministero dell’Ambiente, vanno dalla tentata inondazione al deturpamento delle bellezze naturali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SALUTE A RISCHIO&lt;br /&gt;Spesso però non è soltanto l’ambiente naturale a pagare le conseguenze delle attività estrattive. All’altro capo della penisola, nel mare di Crotone, oltre alla subsidenza e all’erosione costiera il Consiglio comunale ha denunciato ad agosto in una seduta ad hoc «un’incidenza allarmante di patologie oncologiche da porsi in relazione con l’attività industriale condotta dall’Eni o da imprese ad essa collegate». L’amministrazione chiede fra l’altro che venga finanziato un centro per il monitoraggio ambientale. «Un’opera indispensabile – spiega Antonio Tata, presidente del circolo locale di Legambiente – considerando l’erosione e l’arretramento della costa di Punta Cicala, i danni paesaggistici provocati a Capo Colonna, ma anche gli allarmi sulla salute dell’area marina di Capo Rizzuto». Ed è proprio questa a destare le maggiori preoccupazioni: per la Società italiana di geologia ambientale dal ‘95 al 2000 la costa è arretrata di almeno 40 metri. Fenomeni preoccupanti, che i residenti addebitano alle attività estrattive sui 6.842 ettari di mar Jonio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh mare nero&lt;br /&gt;Ma è nella fase dei trasporti che si registrano i danni ambientali maggiori. Secondo i dati presentati a giugno dall’Unione petrolifera, nel solo Mediterraneo le petroliere trasportano ogni giorno 8 milioni di barili (400 milioni di tonnellate). Ogni anno sulle nostre coste arrivano circa 120 milioni di tonnellate di greggio, due terzi nei porti di Trieste, Genova, Augusta e Cagliari. Questo via vai di barili mette a repentaglio le acque a causa dei cosiddetti oil spills, le maree nere. Come quella causata nel ‘91 dall’esplosione della petroliera Haven, ancorata davanti al porto di Genova. Il più grave disastro ambientale mai verificatosi nel mare nostrum, con oltre 140mila tonnellate di idrocarburi liberate nell’ambiente. Questo mese, a 14 anni di distanza, dovrebbero concludersi le operazioni per l’ultima fase della bonifica del relitto: recuperare le ultime 102 tonnellate tra greggio, nafta, gasolio e oli lubrificanti ancora imprigionate nel cassero di poppa. «I disastri provocano le maggiori reazioni emotive – spiega Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente – Ma l’80% del petrolio che finisce nelle nostre acque è dovuto alle operazioni di routine eseguite dalle navi nei porti e a largo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCARICHI AL LARGO&lt;br /&gt;Con quali effetti lo denuncia Legambiente: ogni anno un milione di tonnellate di prodotti petroliferi finisce in acqua a causa di sversamenti deliberati, come il lavaggio delle cisterne. «Il Mediterraneo – spiega Roberto Giangreco, biologo marino – è già oggi il mare con la più alta densità di residui catramosi fra tutti i mari del mondo. Ogni anno finiscono in mare 60 e 70mila tonnellate di residui solo per il lavaggio delle cisterne o per lo sversamento delle acque di sentina: è come se si rovesciassero in mare due o tre Prestige». Il nostro inoltre è un mare con un tempo di ricambio estremamente lento (quello completo delle acque superficiali richiede circa 100 anni), dalle coste densamente popolate. «Uno sversamento consistente – riprende Giangreco – sarebbe rovinoso per la catena alimentare, bisognerebbe bloccare la pesca e il turismo entrerebbe in crisi». Tutti rischi che hanno finalmente suggerito al governo, nel 2003, di mettere al bando le navi senza doppio scafo e di bloccare il transito delle petroliere nelle Bocche di Bonifacio, lo stretto che separa Sardegna e Corsica. «I risultati non sono tardati ad arrivare – afferma Vincenzo Tiana, presidente di Legambiente Sardegna – I controlli sono aumentati, le manovre di carico e scarico sono diventate più sicure. Purtroppo però le cisterne continuano a essere ripulite nelle acque internazionali, dove i controlli sono minori».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;28 ottobre 2005&lt;br /&gt;(L'inchiesta è tratta dal numero di ottobre della rivista "La Nuova Ecologia")&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-113052831680094642?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/113052831680094642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/113052831680094642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2005/10/petrolio-ditalia.html' title='Petrolio d&apos;Italia'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-112983684399117162</id><published>2005-10-20T12:33:00.000-07:00</published><updated>2005-10-20T12:34:04.000-07:00</updated><title type='text'>AMBIENTE. Base Nato alla Maddalena, Commissione Ue "bacchetta" Italia: "Forte impatto"</title><content type='html'>AMBIENTE. Base Nato alla Maddalena, Commissione Ue "bacchetta" Italia: "Forte impatto"&lt;br /&gt;20/10/2005 - 12:59&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Commissione Europea, dopo il provvedimento contro il nostro Paese per le 11 violazioni accertate in materia di normativa ambientale, ha inviato una lettera di "costituzione in mora" per la mancata informazione circa l'intenzione di ampliare la Base Nato dell'Isola della Maddalena. Lo rendono noto le associazioni ambientaliste "Amici della Terra" e "Gruppo di Intervento Giuridico".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto da attuare- ha denunciato la Commissione- "è suscettibile di avere un impatto significativo sulla zona di conservazione dell'Arcipelago della Maddalena, che l'Italia ha proposto come sito da includere nella rete Natura 2000 di siti di conservazione istituita dalla direttiva Habitat". L'attuale struttura militare, costituita da una base galleggiante lunga 100 metri e larga 10, è già stata al centro dell'attenzione degli ecologisti per il forte impatto ambientale su una delle più splendide risorse naturalistiche italiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche mese fa, in seguito all'interrogazione parlamentare dell'onorevole Monica Frassoni relativamente al primo intervento di ampliamento della base, la Commissione europea aveva comunicato che l'Italia avrebbe dovuto preannunciare l'inizio dei lavori, consegnando preventivamente una nota di valutazione di incidenza ambientale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le richieste di chiarimenti, inviate nel maggio e nel luglio 2005 dalla Commissione, non hanno ottenuto alcun riscontro da parte del nostro Governo. Le Associazioni ecologiste attendono ora che l'ultima sollecitazione inviata ieri dall'UE possa ricevere un risultato concreto, ai fini della conservazione paesaggistica dell'oasi sarda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;HC 2005 - redattore: AA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-112983684399117162?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112983684399117162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112983684399117162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2005/10/ambiente-base-nato-alla-maddalena.html' title='AMBIENTE. Base Nato alla Maddalena, Commissione Ue &quot;bacchetta&quot; Italia: &quot;Forte impatto&quot;'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-112975130082319155</id><published>2005-10-19T12:48:00.000-07:00</published><updated>2005-10-19T12:48:20.823-07:00</updated><title type='text'>Collaborazione del Comune di Firenze contro le servitu' militari in Sardegna</title><content type='html'>Collaborazione del Comune di Firenze contro le servitu' militari in Sardegna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Firenze potrebbe collaborare con i comitati sardi che lottano contro le servitù militari. E' quanto ha annunciato il presidente del consiglio comunale Eros Cruccolini che in questi giorni si trova a Cagliari per il congresso dell'Anci dei consigli comunali. Cruccolini ieri ha incontrato, casualmente, presso la prefettura del capoluogo sardo i familiari dei militari la cui morte è dovuta a sospetto contagio da uranio impoverito. Questi, che erano lì per essere ascoltati dalla commissione parlamentare, chiedono sia fatta piena luce su queste morti e che per esse siano riconosciuti uguali indennizzi rispetto a quelli erogati ai familiari dei militari morti in missioni internazionali. Ebbene, insieme ai familiari erano presenti anche alcuni comitati impegnati nella lotta contro le servitù militari presenti sul territorio sardo. "Siamo in zone diverse, ma i problemi sono gli stessi - ha commentato il presidente Cruccolini -: in Toscana a Camp Derby, in Sardegna a Capo Teulada e la Maddalena. L'incontro con i comitati è stato casuale ma l'impegno su questi temi ci accomuna ed esprimo piena solidarietà per il lavoro che stanno portando avanti. Non escludo - ha concluso il presidente Cruccolini - che in futuro possano essere organizzate iniziative comuni".&lt;br /&gt;(mr)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-112975130082319155?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112975130082319155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112975130082319155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2005/10/collaborazione-del-comune-di-firenze.html' title='Collaborazione del Comune di Firenze contro le servitu&apos; militari in Sardegna'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-112975124289794904</id><published>2005-10-19T12:47:00.000-07:00</published><updated>2005-10-19T12:47:22.896-07:00</updated><title type='text'>Milano, 19 ottobre 2005</title><content type='html'>Milano, 19 ottobre 2005&lt;br /&gt;Dalla Commissione Ue 11 procedure d'infrazione contro l'Italia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Via, incenerimento dei rifiuti, gestione degli imballaggi, vincoli paesaggistici, ogm. Notificate lo scorso 18 ottobre da Bruxelles al governo italiano 11 procedure di infrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima censura, ufficializzata tramite un parere motivato, riguarda l'erronea trasposizione della direttiva 85/337/Cee. Secondo Bruxelles le norme interne non prevedono un aggiornamento della valutazione in caso di modifiche dei progetti di realizzazione di infrastrutture e insediamenti produttivi strategici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le altre contestazioni, sollevate tramite dieci lettere di costituzione in mora, riguardano: ampliamento della base militare della Maddalena (incompatibile con la conservazione della zona di interesse naturale); incenerimento di rifiuti (vari impianti non sarebbero stati oggetto di Via); omessa classificazione come zone naturalistiche di vari siti; gestione dei rifiuti di imballaggio in Campania (contro le regole Ue); incompatibilità tra le norme Ue e quelle nazionali in materia di colture Ogm.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-112975124289794904?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112975124289794904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112975124289794904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2005/10/milano-19-ottobre-2005.html' title='Milano, 19 ottobre 2005'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-112975119267421049</id><published>2005-10-19T12:46:00.000-07:00</published><updated>2005-10-19T12:46:32.680-07:00</updated><title type='text'>UNIONE EUROPEA</title><content type='html'>UNIONE EUROPEA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Commissione europea: violazioni della normativa ambientale da parte dell’Italia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BRUXELLES - La Commissione Europea ha deciso di procedere contro l'Italia per undici casi di violazione della normativa ambientale. Dieci dei casi in oggetto riguardano la mancata trasmissione di informazioni fondamentali sull’inquinamento atmosferico, la protezione della natura, la gestione dei rifiuti, la valutazione di impatto ambientale e le biotecnologie. Questa iniziativa – ricorda la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea - rientra in una serie di decisioni riguardanti procedimenti di infrazione in campo ambientale nei confronti di vari Stati membri, di cui la Commissione sta dando comunicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Nonostante i precedenti ammonimenti l’Italia non rispetta completamente la normativa ambientale comunitaria o non coopera adeguatamente per quanto concerne le nostre richieste di informazioni” ha spiegato Stavros Dimas, Commissario responsabile dell’ambiente, esortando le autorità italiane ad “adottare rapidamente le misure necessarie affinché i cittadini italiani e l’ambiente del loro paese possano beneficiare della protezione sancita dal diritto comunitario”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Commissione ha deciso di inviare al governo italiano un parere motivato complementare per il modo in cui l’Italia ha applicato la direttiva comunitaria sulla valutazione dell’impatto ambientale (VIA)  rispetto alla realizzazione delle “infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale”. Ed ha inoltre inviato all’Italia dieci lettere di costituzione in mora  per aver violato l’articolo 10 del trattato, a norma del quale gli Stati membri devono cooperare con la Commissione per consentire a quest’ultima di eseguire i propri compiti. Nel maggio 2005 la Commissione ha inviato richieste di informazioni per una serie di casi seguite da un sollecito nel mese di luglio, ai quali l'Italia non ha mai risposto. Si tratta di casi per i quali la Commissione ha ricevuto denunce da parte di cittadini e organizzazioni secondo cui la legislazione comunitaria non sarebbe applicata correttamente in Italia. i casi riguardano progetti e impianti di incenerimento rifiuti, progetti di infrastrutture sciistiche, progetti idroelettrici, gestione dei rifiuti di imballaggio, nonché l’ampliamento della base militare sull’isola della Maddalena (Sassari), e le misure nazionali concernenti la coesistenza di colture geneticamente modificate e l’agricoltura convenzionale. La Commissione al riguardo ha chiesto all’Italia di fornire informazioni sulle misure adottate per assicurare che un decreto legge italiano  sia conforme alla direttiva comunitaria  sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati. (Inform)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-112975119267421049?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112975119267421049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112975119267421049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2005/10/unione-europea.html' title='UNIONE EUROPEA'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-112845477867505340</id><published>2005-10-04T12:39:00.000-07:00</published><updated>2005-10-04T12:39:38.683-07:00</updated><title type='text'>A quando la prossima Prestige?</title><content type='html'>A quando la prossima Prestige?&lt;br /&gt;La legislazione europea in materia ambientale è all’avanguardia. Non c’è dubbio. Ma la prossima catastrofe è già dietro l’angolo. A causa della lentezza di alcuni Stati membri.&lt;br /&gt;Il 13 novembre 2002, con condizioni meteorologiche difficili, la petroliera “Prestige”, oltre 77.000 tonnellate di nafta, subisce un’avaria all’altezza delle coste della Galizia, al nord ovest della Spagna. Sei giorni dopo, la mattina del 19 novembre, l’imbarcazione si spezza in due arenandosi a più di 3.500 metri di profondità.&lt;br /&gt;Dal momento dell’incidente più di 5.000 tonnellate di carburante sono fuoriuscite dalla nave. La marea nera ha coinvolto più di 1.175 chilometri della costa della Galizia, regione la cui economia è in grande parte basata sulla pesca. Gli abitanti, caratterizzati da un particolare senso dell’umorismo, hanno cominciato a parlare di “Galizia Ground Zero.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una catastrofe socio-economica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ben vedere si tratta della più grande catastrofe ecologica della storia della Galizia. Che del resto ha già subito sette degli undici più gravi disastri marittimi verificatisi in Europa: durante gli ultimi 30 anni, sulle coste galiziane si sono riversate in totale circa 300.000 tonnellate di petrolio, ovvero quasi quanto scaricato in tutt’Europa. Oltre a cinque petroliere responsabili di altrettanti disastri ambientali, questa comunità autonoma (regione ndr) ha subito anche l’incidente provocato dall’imbarcazione Erkowit coi suoi pesticidi, e quello provocato dalla nave Cason, infiammatasi mentre trasportava bidoni di sostanze tossiche.&lt;br /&gt;La Galizia è particolarmente considerata per la bellezza delle sue rías (valli fluviali invase dal mare, tipiche delle coste galiziane ndr) e per la sua “biodiversità” marittima. Il litorale galiziano impiegherà dai 4 ai 5 anni a riprendersi. Ma bisognerà aspettare dei lustri prima che l’equilibrio ecologico delle coste galiziane venga ripristinato completamente. Il parco naturale delle isole atlantiche (Cíes, Salvora ed Ons), è stato molto intaccato. Tutti hanno visto le immagini di uccelli marini sporchi di petrolio, stelle di mare nere, onde scure che si infrangono contro le rocce anch’esse nerastre, scogliere infangate, sabbia nera...&lt;br /&gt;L’incidente della Prestige non è certo il primo di questo tipo. Nel 1967, il Torrey Canyon si arenò vicino alle isole Scilly, in Gran Bretagna, scaricando nel mare qualcosa come 120.000 tonnellate di greggio. La costa di color granito rosa è insozzata da 30.000 tonnellate di petrolio. A seguire un elenco di nomi di navi e tonnellate di petrolio scaricato in mare, (Amoco Cadiz, 223.000 tonnellate di nafta; Urquiola, 100.000 tonnellate; Jakob Maersk, 88.000; Aegean Sea, 72.000; Haven, 144.000, eccetera eccetera) fino all’Erika, all’altezza della coste francesi nel 1999, ovvero appena tre anni prima della Prestige.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una legislazione europea lenta a muoversi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima idea che viene in mente è una. Se solo si fosse imparato qualcosa da tutti gli incidenti precedenti! L’incidente della nave Erika aveva aperto la strada per l’approvazione di tutta una serie di pacchetti di riforme a livello europeo. Il primo si interessava ai controlli ai porti, il rafforzamento delle procedure di ispezione delle navi e l’accelerazione del calendario per l’eliminazione dei petroliferi monoscocca. Il secondo pacchetto prendeva in considerazione delle regole di lungo termine, come la creazione di un fondo di compenso per le vittime delle maree nere e la creazione di un’agenzia di sicurezza marittima europea.&lt;br /&gt;Ma queste misure non sono ancora entrate in vigore. E dunque non applicabili. Gli Stati membri ne avevano deciso la vigenza a partire dal prossimo mese di luglio. La questione non è affermare la necessità di adottare misure draconiane in materia di ambiente naturale, né di avere centinaia di regolamentazioni. La questione è di averne qualcuna che però sia anche effettiva.&lt;br /&gt;Le esitazioni e le baruffe tra Spagna e Portogallo hanno lasciato per troppo tempo la Prestige nelle acque galiziane, sporcando le acque atlantiche, prima ancora che l’imbarcazione si spezzasse in due e desse il via alla marea nera, la mattina del 19 novembre. Così il naufragio della Prestige, ha svelato soprattutto la mancanza di mezzi e di norme che prevedano dei meccanismi di coordinamento tali da reagire in un modo veloce ed efficace davanti a questo tipo di situazioni. Ciò è grave perché la catastrofe della Prestige poteva esser, se non evitata completamente, almeno attenuata. Il surplus di vantaggi in termini di efficacia, arrecato dalle iniziative e dalle misure adottate dall’UE nella protezione dell’ambiente naturale non servono a niente se queste non vengon rigorosamente e strettamente osservate e se non sono applicate da tutti gli Stati Membri.&lt;br /&gt;La legislazione europea in materia ambientale si è sviluppata soprattutto, sebbene in modo sparpagliato, in risposta ai negoziati internazionali ed ai trattati, sulla scorta della pressione dell’opinione pubblica su certi Stati membri. Bisogna notare che ogni svolta legislativa è stata spesso scatenata da incidenti molto gravi. Basta ricordarsi degli scarichi di materiale tossico nel Reno del 1986, dell’incidente di Chernobyl del 1986 o delle 37.000 tonnellate di nafta scaricata all’epoca dell’incidente dell’Erika nel 1999.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reagire adesso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il naufragio della Prestige, al 14esimo posto nella lista nera degli incidenti marittimi petroliferi a livello mondiale, è stato uno dei rari avvenimenti a dar luogo ad una reazione istantanea. La necessità di un’azione, o piuttosto di una reazione, rigorosa, con lo scopo di proteggere le coste europee da questo genere di catastrofi, è stata confermata e riconosciuta dalla Commissione europea nella sua comunicazione al Parlamento ed al Consiglio sul miglioramento delle misure di sicurezza marittima.&lt;br /&gt;Finchè si dipenderà dal petrolio proveniente da terre lontane, gran parte di questo verrà istradata attraverso diversi mezzi. È previsto che nei prossimi cinquant’anni, più di 150 miliardi di tonnellate di petrolio circoleranno via mare, e che il 70% di questo petrolio passerà davanti alla Galizia. Secondo alcune stime che prendono in riferimento le suddette statistiche, la costa galiziana subirà almeno altre dieci catastrofi nei prossimo 50 anni. Ma l’avverarsi di queste proiezioni non dipenderà unicamente dalle condizioni meteorologiche.&lt;br /&gt;Alicia Sayagues Torres - Madrid - 4.6.2003 | Traduzione: Ottavio Di Bella&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-112845477867505340?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.cafebabel.com/it/article.asp?T=T&amp;Id=587' title='A quando la prossima Prestige?'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112845477867505340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112845477867505340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2005/10/quando-la-prossima-prestige.html' title='A quando la prossima Prestige?'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-112732835465614316</id><published>2005-09-21T11:45:00.000-07:00</published><updated>2005-09-21T11:49:26.426-07:00</updated><title type='text'>Base Usa La Maddalena: Giovanardi, nessun ampliamento non consentito</title><content type='html'>mercoledì, 21 settembre 2005&lt;br /&gt;       &lt;div class="n25"&gt;Base Usa La Maddalena: Giovanardi, nessun ampliamento non consentito&lt;/div&gt;  &lt;br /&gt;    &lt;img src="http://www.sardegnaogginews.it/vedifoto.php/id-3026.x-250.y-250.ld-dy.jpg" alt="" align="left" border="0" /&gt;       &lt;div class="n16"&gt;L'ampliamento della Base militare americana di La Maddalena è stata oggetto di una interrogazione alla Camera dei Deputati. A rispondere per il Governo è stato chiamato il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, che nel suo intervento ha sostenuto che le notizia apparse sulla stampa su un ampliamento ancora maggiore di quello previsto, "sono assolutamente prive di fondamento".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Le notizie secondo cui l'ampliamento della base risulti andare oltre i 48 mila metri cubi sono assolutamente prive di fondamento, come già più volte ripetuto” lo ha sostenuto il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, &lt;b&gt;Carlo Giovanardi&lt;/b&gt;, che ha risposto, durante il question time alla Camera, all'interrogazioni sull'ampliamento della base Usa per sottomarini nucleari presente nell'arcipelago di La Maddalena promossa dall'esponente di Rofondazione Comunista e componente della IV Commissione Difesa, &lt;b&gt;Elettra Deiana&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'esponente del centro sinistra, nella sua interrogazione, aveva affermato che, “stando a recentissime notizie di stampa, il Governo continua a concedere porzioni del territorio sardo alla marina militare americana”. Ricordando come due anni fa il ministro Martino aveva concesso che la presenza americana nell'isola di Santo Stefano si allargasse da punto di approdo per sommergibili nucleari a una vera e propria base, la Deiana ha chiesto chiarimenti in ordine alle notizie secondo cui “questa espansione sia destinata a crescere secondo un piano statunitense di concentrazione e rafforzamento degli insediamenti americani, fino a comprendere 86.700 metri quadrati in un'area compresa tra Santo Stefano, La Maddalena e Palau”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sua risposta il Ministro Giovanardi ha detto che “la Difesa non ha ricevuto richieste per progetti infrastrutturali che si discostino da quanto era stato precedentemente concordato, ossia contenute variazioni ricomprese nel recupero di superfici oggi già destinate, in una situazione di profondo degrado, a depositi di materiale a cielo aperto e relative, soprattutto, all'adeguamento dei manufatti alle norme in materia di sicurezza, protezione fisica e benessere del personale civile e militare che opera in quegli ambienti”. Valutazioni che, sempre secondo il Ministro per i rapporti con il Parlamento, “sono state istituzionalmente condivise anche dalla sovrintendenza di Sassari che, dopo vari sopralluoghi e incontri in loco, ha giudicato il progetto migliorativo anche sotto l'aspetto dell'insediamento nel paesaggio, esprimendo un parere favorevole. Altresì - ha aggiunto - l'Ente parco Arcipelago de La Maddalena, interessato in proposito, non ha rappresentato alcuna eccezione. Inoltre, la tipologia, le attività e il livello di attività svolte e il sistema di monitoraggio e controllo messo in atto nell'arcipelago escludono pericoli per l'ambiente e la salute dei cittadini”.&lt;/div&gt;  &lt;br /&gt;      &lt;div class="n10" align="left"&gt;Ultimo aggiornamento:   21-09-2005 18:55:19&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-112732835465614316?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112732835465614316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112732835465614316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2005/09/base-usa-la-maddalena-giovanardi.html' title='Base Usa La Maddalena: Giovanardi, nessun ampliamento non consentito'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-112715424678002942</id><published>2005-09-19T11:23:00.000-07:00</published><updated>2005-09-19T11:24:06.780-07:00</updated><title type='text'>SERVITU' MILITARI: CICU, INCONTRO FRA SORU E MARTINO</title><content type='html'>&lt;div class="titolo"&gt;SERVITU' MILITARI: CICU, INCONTRO FRA SORU E MARTINO&lt;/div&gt;  (AGI) - Cagliari, 19 set. - Si terra', come richiesto dal presidente della Regione Renato Soru, l'incontro fra quest'ultimo e il ministro della Difesa Antonio Martino per discutere la questione delle servitu' militari in Sardegna e in particolare la presenza della base statunitense per sommergibili a propulsione nucleare a La Maddalena.&lt;br /&gt;   L'ha confermato oggi, senza indicare una possibile data, il sottosegretario alla Difesa, Salvatore Cicu, precisando comunque di conservare la delega sulla materia e di essere pronto al confronto anche con gli amministratori locali. Cicu, inoltre, ha ribadito che "al governo non risultano al momento richieste di ampliamento ne' della volumetria ne' della presenza militare statunitense", in riferimento alle notizie diffuse la scorsa settimana riguardo all'esistenza di un piano in tal senso. Quanto al possibile smantellamento della base di La Maddalena, sollecitato per il futuro dal presidente Soru, Cicu ha dichiarato: "Ci poniamo in una posizione di confronto con gli Stati Uniti, per capire come in proiezione l'eventuale non presenza possa essere definita". (AGI) Red- 191254 SET 05     . &lt;br /&gt; 191258 SET 05&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-112715424678002942?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112715424678002942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112715424678002942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2005/09/servitu-militari-cicu-incontro-fra.html' title='SERVITU&apos; MILITARI: CICU, INCONTRO FRA SORU E MARTINO'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-112715418297264419</id><published>2005-09-19T11:22:00.000-07:00</published><updated>2005-09-19T11:23:02.973-07:00</updated><title type='text'>Base La Maddalena. Bulgarelli: nuovo ampliamento vero sopruso verso popolazione sarda   -  19/09/2005</title><content type='html'>&lt;b&gt;Base La Maddalena. Bulgarelli: nuovo ampliamento vero sopruso verso popolazione sarda&lt;/b&gt;        -        19/09/2005 &lt;p&gt;“Se fosse confermata la notizia che gli USA si appresterebbero a presentare al Governo italiano un piano per un ulteriore ampliamento della base di La Maddalena ci troveremmo di fronte a una vera e propria provocazione e a un intollerabile sopruso”. Non usa giri di parole il deputato dei Verdi Mauro Bulgarelli alla notizia, riportata da alcuni quotidiani sardi, di un probabile nuovo allargamento della base USA per altri 70.000 metri cubi, e incalza: “e' noto che in Sardegna esiste una fortissima opposizione nei confronti della base militare della Maddalena, supportata da numerosi pronunciamenti della giunta regionale e tale da aver portato tempo fa all'indizione di un referendum popolare per la sua chiusura. Oltre alla devastazione ambientale che tonnellate di cemento hanno già causato sulla costa - continua il parlamentare verde -, permane inoltre il forte timore che l’attività della base, in particolare il continuo transito di sommergibili a propulsione nucleare, possa portare a un inquinamento radioattivo delle acqueo a incidente come quello dell'Hartford. Invece di recepire le legittime proteste dei sardi e accogliere la loro richiesta di chiusura della base, il Governo ha risposto l’anno scorso con l’autorizzazione per il suo raddoppio e ora si appresterebbe a concedere un ulteriore, enorme, ampliamento per questo ecomostro militare. Bene ha fatto – conclude Bulgarelli - il presidente Soru ha dichiarare subito la sua indisponibilità a questo nuovo arrogante progetto degli americani e a far presente che il problema delle servitù militari tormenta anche altri regioni”. Sulla vicenda Bulgarelli ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della difesa.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-112715418297264419?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112715418297264419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112715418297264419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2005/09/base-la-maddalena-bulgarelli-nuovo_19.html' title='Base La Maddalena. Bulgarelli: nuovo ampliamento vero sopruso verso popolazione sarda   -  19/09/2005'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-112715411657966848</id><published>2005-09-19T11:21:00.000-07:00</published><updated>2005-09-19T11:21:56.580-07:00</updated><title type='text'>Base La Maddalena. Bulgarelli: nuovo ampliamento vero sopruso verso popolazione sarda   -  19/09/2005</title><content type='html'>&lt;b&gt;Base La Maddalena. Bulgarelli: nuovo ampliamento vero sopruso verso popolazione sarda&lt;/b&gt;        -        19/09/2005 &lt;p&gt;“Se fosse confermata la notizia che gli USA si appresterebbero a presentare al Governo italiano un piano per un ulteriore ampliamento della base di La Maddalena ci troveremmo di fronte a una vera e propria provocazione e a un intollerabile sopruso”. Non usa giri di parole il deputato dei Verdi Mauro Bulgarelli alla notizia, riportata da alcuni quotidiani sardi, di un probabile nuovo allargamento della base USA per altri 70.000 metri cubi, e incalza: “e' noto che in Sardegna esiste una fortissima opposizione nei confronti della base militare della Maddalena, supportata da numerosi pronunciamenti della giunta regionale e tale da aver portato tempo fa all'indizione di un referendum popolare per la sua chiusura. Oltre alla devastazione ambientale che tonnellate di cemento hanno già causato sulla costa - continua il parlamentare verde -, permane inoltre il forte timore che l’attività della base, in particolare il continuo transito di sommergibili a propulsione nucleare, possa portare a un inquinamento radioattivo delle acqueo a incidente come quello dell'Hartford. Invece di recepire le legittime proteste dei sardi e accogliere la loro richiesta di chiusura della base, il Governo ha risposto l’anno scorso con l’autorizzazione per il suo raddoppio e ora si appresterebbe a concedere un ulteriore, enorme, ampliamento per questo ecomostro militare. Bene ha fatto – conclude Bulgarelli - il presidente Soru ha dichiarare subito la sua indisponibilità a questo nuovo arrogante progetto degli americani e a far presente che il problema delle servitù militari tormenta anche altri regioni”. Sulla vicenda Bulgarelli ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della difesa.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-112715411657966848?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112715411657966848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112715411657966848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2005/09/base-la-maddalena-bulgarelli-nuovo.html' title='Base La Maddalena. Bulgarelli: nuovo ampliamento vero sopruso verso popolazione sarda   -  19/09/2005'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-112715400080363346</id><published>2005-09-19T11:19:00.000-07:00</published><updated>2005-09-19T11:20:00.813-07:00</updated><title type='text'>Marina militare USA vuole potenziare base de La Maddalena</title><content type='html'>Militarizzazioni&lt;br /&gt; &lt;span class="titolo_bac"&gt; Marina militare USA vuole potenziare base de La Maddalena&lt;/span&gt;              &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 11px; color: rgb(73, 70, 63);"&gt;&lt;b&gt;Il quotidiano 'Liberazione' svela il piano segreto della Marina militare degli Stati Uniti. Si chiama "Regional shore infrastructure plane" e trasforma l'arcipelago de La Maddalena e Santo Stefano (Sardegna) in una immensa caserma nucleare.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;  &lt;br /&gt;     &lt;img src="http://www.terrelibere.it/graf/sigonella.jpg" alt="Marina militare USA vuole potenziare base de La Maddalena" align="left" border="0" hspace="7" vspace="7" width="200" /&gt; &lt;p&gt; La Marina da guerra statunitense moltiplica a dismisura le sue basi in Sardegna. Il progetto è faraonico, molto particolareggiato e soprattutto ben motivato. Dopo l'11 settembre gli americani devono adeguare gli standard di sicurezza delle proprie installazioni militari e, per quanto riguarda la Sardegna, tentare di concentrare le 17 strutture attualmente sparse nell'arcipelago della Maddalena in 5 mega-poli molto più funzionali ed efficienti. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non si parla più di approdo per sommergibili nucleari ma evidentemente di una base navale vera e propria con tanto di comando, caserme, alloggi, palestre, centri commerciali. Si parla di «miglioramento del rapporto tra qualità del lavoro e qualità della vita e di incrementare l'assistenza operativa alla flotta della struttura di Santo Stefano». &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La prova che l'operazione di allargamento sia già in una fase piuttosto avanzata è rappresentata da un documento in inglese dello scorso luglio intitolato, Regional shore infrastructure plan (Rsip), letteralmente "Piano regionale infrastrutture costiere". Un testo top secret sino a ieri, elaborato dal Comando europeo della Us Navy e delle forze armate americane, che Liberazione e Il giornale di Sardegna hanno intercettato e analizzato. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il documento sarà presentato ufficialmente alle autorità italiane il mese prossimo ma nel frattempo, e del tutto informalmente, il presidente della Regione Renato Soru ne ha preso visione, anche se lui smentisce. Fatto sta che il governatore ha chiesto un incontro e spiegazioni in proposito al ministro della Difesa Antonio Martino. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si tratta di 14 diapositive in formato digitale utilizzate per illustrare i piani di potenziamento americano nell'isola. I numeri sono impressionanti. A fronte degli attuali 28mila metri quadri occupati, il fabbisogno totale delle superfici richieste lievita a 86.700 metri quadrati spalmati tra le isole di Santo Stefano e La Maddalena e nel comune di Palau. E' significativo che gli americani rivelino solo il dato delle superfici e non quello delle cubature. Nell'ipotesi che gli edifici in progetto abbiano un'altezza media di 8 metri si giungerebbe infatti a un volume complessivo spropositato, vicino ai 700mila metri cubi. Un mostro stagliato sulle coste di un parco marino. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;The core mission, il cuore di tutto il piano, resta Santo Stefano, l'isolotto dove attualmente approdano i sottomarini atomici all'ombra della nave balia. Al momento si sa che gli Usa stanno procedendo all'ampliamento dell'installazione concessa nel 1972 in virtù di un accordo segreto mai ratificato dal Parlamento italiano. E si sa che i nuovi edifici in cemento armato che prendono il posto dei prefabbricati coprono 50 mila metri cubi. La Regione con il presidente Soru in prima linea si è opposta strenuamente anche a questo primo ampliamento, il Consiglio regionale, a gennaio del 2004, aveva approvato una mozione dove si chiedeva l'allontanamento della base in tempi ragionevoli e prestabiliti. Parole al vento. Gli alti comandi Usa giudicano un impiccio l'espressione della volontà popolare come è dato leggere nelle note della diapositiva 13: «In questo momento la realizzazione del progetto può essere ostacolata dalla politica regionale sarda». &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel documento Usa si manifesta l'intenzione di chiedere l'area di Santo Stefano dove attualmente si trova il comando italiano e l'arsenale sotto roccia, per costruire caserme, uffici, strutture ricreative. E forse per stoccare armi nucleari nel deposito interrato? La porzione sud ovest di un altro arsenale, quello della Maddalena (dove il comune vorrebbe costruire un cantiere nautico), dovrebbe essere destinata a magazzini, palestre, ambulatori e sempre a caserme. La zona chiamata Vaticano a Moneta ospiterebbe mercato, poste e negozi. Nella regione Trinita sono previsti gli alloggi. Stanziamento complessivo, 171 milioni di dollari a partire da quest'anno. Fine lavori nel 2013. Significativa è la previsione per ottenere le autorizzazioni che gli Usa calcolano in almeno 2 anni. Ciò significa che non immaginano un percorso in discesa. Ma a sostegno dello Zio Sam, come già è successo, accorrerà certamente il ministro della Difesa Antonio Martino. I comandi Usa lo sperano. In una nota del foglio 6 si legge: «Il ministro della Difesa italiano concederà territorio e strutture del deposito italiano». Il tutto fa pensare che siano già in corso trattative tra ministero e Stati Uniti anche se il sottosegretario Salvatore Cicu smentisce. Una cosa è certa, gli americani non hanno alcuna intenzione di ammainare bandiera in Sardegna.&lt;/p&gt; Liberazione, 18 settembre 2005.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-112715400080363346?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112715400080363346'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112715400080363346'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2005/09/marina-militare-usa-vuole-potenziare.html' title='Marina militare USA vuole potenziare base de La Maddalena'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-112696256681658300</id><published>2005-09-17T06:08:00.000-07:00</published><updated>2005-09-17T06:09:26.820-07:00</updated><title type='text'>Sardegna, voci di ampliamento base Usa Maddalena. Difesa nega</title><content type='html'>&lt;div style="font-weight: bold;" class="artTitle"&gt;Sardegna, voci di ampliamento base Usa Maddalena. Difesa nega&lt;/div&gt;         &lt;div class="newsDate"&gt;venerdì settembre 16, 2005 2.03 &lt;img id="IPSegment" title="169" src="http://today.reuters.it/images/spacer.gif" alt="169" style="border-width: 0px; height: 10px; width: 4px;" /&gt;&lt;/div&gt; &lt;table class="artUtilsTop" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt; &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="artUtils" width="99%"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;      &lt;td class="artUtils" align="right" nowrap="nowrap"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;      &lt;td valign="top"&gt;&lt;img src="http://today.reuters.it/news/images/clear.gif" style="height: 1px; width: 10px;" border="0" /&gt;&lt;/td&gt;      &lt;td class="artUtils" align="right" valign="top" width="88"&gt; &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;    &lt;/tbody&gt; &lt;/table&gt;            &lt;table style="padding-right: 4px;" align="left" cellpadding="0" cellspacing="0" width="158"&gt;       &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;       &lt;td valign="top"&gt;         &lt;img id="ReutersTVRelated1_FooterImage" src="http://today.reuters.it/news/images/clear.gif" style="height: 6px; width: 10px;" border="0" /&gt;       &lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;     &lt;/tbody&gt; &lt;/table&gt;                        &lt;p&gt; CAGLIARI (Reuters) - La presidenza della giunta regionale sarda ha ricevuto nei giorni scorsi segnalazioni di un piano di ampliamento della base militare Usa nell'arcipelago della Maddalena, che il presidente della Regione Renato Soru ha definito, se vere, "gravissime", ma il ministero della Difesa ha smentito l'esistenza di un piano del genere.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Fonti della Regione hanno detto che la presidenza ha ricevuto notizie di un progetto di ampliamento della base Usa per sommergibili nucleari presente nell'isola di Santo Stefano, nell'arcipelago sardo della Maddalena, piano che prevederebbe un ampliamento da 50.000 a 120.000 metri cubi della base e installazioni per servizi di antiterrorismo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Soru ha detto che sta cercando di verificare "l'attendibilità di queste segnalazioni. Se fossero vere sarebbero gravissime".&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Oggi il presidente sardo, a margine di un convegno a Noto, in Sicilia, è tornato sull'argomento della permanenza della base militare statunitense alla Maddalena, dicendo di non voler dare alcun "aut aut agli americani. Ma ho coscienza che i sardi non vogliono più la base alla Maddalena".&lt;/p&gt; &lt;p&gt; La base è stata al centro di polemiche nel corso degli ultimi mesi, a causa di un presunto inquinamento da plutonio delle acque circostanti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Ma la questione del presunto piano di ampliamento è stata smentita dal sottosegretario alla difesa Salvatore Cicu.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; "Al momento non c'è nulla di ufficiale", ha detto al telefono Cicu. "In questo momento alla Maddalena ci sono lavori in corso per un progetto pubblico già approvato. Su eventuali studi e intenzioni future, ci si riserva di avere chiarimenti".&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-112696256681658300?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112696256681658300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112696256681658300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2005/09/sardegna-voci-di-ampliamento-base-usa.html' title='Sardegna, voci di ampliamento base Usa Maddalena. Difesa nega'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-112696208168799668</id><published>2005-09-17T06:01:00.000-07:00</published><updated>2005-09-17T06:07:39.236-07:00</updated><title type='text'>Si amplia la base americana in Sardegna? Soru insorge</title><content type='html'>&lt;b&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;                                     WWW.CENTOMOVIMENTI.COM -  16 SETTEMBRE 2005 &lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;                                      &lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;color:#cc0000;"&gt;                                     Si amplia la base americana in Sardegna?                                      Soru insorge &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;&lt;br /&gt;                                      &lt;/span&gt;                                     &lt;/b&gt;                                     &lt;span style="text-transform: uppercase;" lang="it"&gt;                                     &lt;b&gt;                                     &lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:78%;"&gt;                                     redazione&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;                                                     &lt;p align="justify"&gt;                                          &lt;i&gt;                                          &lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:-1;color:#000000;"&gt;                                         &lt;img src="http://www.resistere.it/foto/stato/soru.jpg" align="left" border="0" height="174" width="129" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;                                       &lt;p style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" align="justify"&gt;                                     &lt;span lang="it"&gt;                                     &lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;"&gt;                                     Il Governatore della Sardegna Renato Soru è                                      insorto alla notizia che probabilmente gli                                      Stati Uniti amplieranno - da 50 a 120mila                                      metri cubi - la loro base militare presente                                      nell'arcipelago della Maddalena. Il comando                                      americano avrebbe deciso di modificare la                                      struttura perché intenzionato ad ormeggiarci                                      dei sommergibili nucleari. Si tratta solo di                                      indiscrezioni giornalistiche, che sono state                                      però prese molto sul serio dal presidente                                      della Regione.&lt;br /&gt;                                   &lt;br /&gt;                                    "Bisogna verificare l'attendibilità di                                      queste segnalazioni, ma se fossero vere                                      sarebbero gravissime - ha tuonato il                                      Governatore - non voglio dare un aut aut                                      agli americani, ma ho coscienza che i sardi                                      non vogliono più la base alla Maddalena".&lt;br /&gt;                                    Poco dopo il sottosegretario alla Difesa                                      Salvatore Cicu ha tentato di tranquillizzare                                      il Governatore assicurando che sulla                                      questione "al momento non c'è nulla di                                      ufficiale".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-112696208168799668?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112696208168799668'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112696208168799668'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2005/09/si-amplia-la-base-americana-in.html' title='Si amplia la base americana in Sardegna? Soru insorge'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-112551860891248799</id><published>2005-08-31T13:02:00.000-07:00</published><updated>2005-08-31T13:03:28.920-07:00</updated><title type='text'>Militarizzazione e conflitti</title><content type='html'>Militarizzazione e conflittiLa Maddalena - Raddoppia la base Usa Iniziati i lavori di ampliamento del presidio militare, mentre partono iniziative di protesta promosse da cittadini, associazioni e gruppi politici.&lt;br /&gt;La base non smobilita, ma raddoppia. Gli americani fanno il colpo grosso: da ieri sono iniziati i lavori per l'ampliamento della base nell'isola Santo Stefano a La Maddalena, in provincia di Sassari. Il progetto prevede una volumetria di oltre 50 mila metri cubi e la costruzione di alcune palazzine logistiche affiancate da altre strutture coperte. Per i militari a «stelle e strisce» si tratterebbe di una semplice operazione di riqualificazione.&lt;br /&gt;In pratica le nuove costruzioni servirebbero a inglobare tutto il materiale disseminato sull'isola, ripulendola da prefabbricati e magazzini realizzati nel corso degli anni. Un miglioramento, insomma, con una diminuzione di circa il 15 per cento della volumetria rispetto alla situazione attuale.&lt;br /&gt;Peccato, però, che il punto di vista non coincida con quello di gran parte dell'opinione pubblica sarda, già infastidita dalla presenza della base Usa (che ospita anche i sommergibili a propulsione nucleare) in uno degli angoli più belli della Sardegna, compreso nel Parco dell'arcipelago maddalenino. Sono in tanti a ritenere che, di fatto, a Santo Stefano stia per nascere la più grande base navale americana di tutto il Mediterraneo.&lt;br /&gt;Una vicenda piuttosto delicata e scottante, che l'anno scorso aveva visto contrapposti l'ex presidente della giunta regionale Italo Masala (An) e il ministro della difesa Antonio Martino. La Regione contestava, in particolare, il mancato coinvolgimento del Consiglio regionale.&lt;br /&gt;E per ribadire il ruolo centrale delle istituzioni sarde i consiglieri regionali di Rifondazione comunista hanno presentato al presidente della Regione Renato Soru e agli assessori della difesa dell'ambiente e degli enti locali, finanze e urbanistica un'interpellanza sull'argomento.&lt;br /&gt;Paolo Antonio Licheri, Ciriaco Davoli, Giuseppe Fadda, Paola Lanzi, Paolo Ignazio Pisu e Luciano Uras ritengono che si debba consentire alla regione sarda di poter svolgere il proprio compito di controllo e di poter riaprire un tavolo di confronto con il ministro della Difesa per l'esame del nuovo progetto di ampliamento della base.&lt;br /&gt;Ma anche consentire alle popolazioni locali «di esprimere il proprio parere su un tema complesso come quello dell'ampliamento di una base militare in cui transita il materiale nucleare, nocivo per la salute dei cittadini e per l'ambiente circostante».&lt;br /&gt;Non c'è da stare allegri, tanto che cittadini, associazioni e politici sono pronti a organizzare nuove manifestazioni di protesta. Già questo pomeriggio, a Cagliari, il comitato «Firma sa bomba» si riunirà nella sede della Marcia per la Pace per predisporre le iniziat! ive utili a contrastare il progetto, nel tentativo di bloccare i lavori.&lt;br /&gt;Martedì prossimo sarà il turno degli avvocati e i giuristi, coinvolti dal comitato e impegnati nella predisposizione del ricorso contro la bocciatura della proposta di referendum consultivo sulla presenza di approdi ad armamento nucleare in Sardegna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Autore: Cinzia Simbula Fonte: Il Manifesto, 16 settembre 2004&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-112551860891248799?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112551860891248799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112551860891248799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2005/08/militarizzazione-e-conflitti.html' title='Militarizzazione e conflitti'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-112179663841980321</id><published>2005-07-19T11:10:00.000-07:00</published><updated>2005-07-19T11:10:38.423-07:00</updated><title type='text'>Sempre più petrolio viaggia (pericolosamente) via mare</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Sempre più petrolio viaggia (pericolosamente) via mare&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta del 60 per cento del commercio mondiale (8 milioni di barili al giorno solo nel Meditarraneo) che può creare gravi danni ambientali in caso di incidenti&lt;br /&gt;Sempre più petrolio viaggia via mare. Nel solo Mediterraneo, sulle cui coste si concentra oltre il 27% della capacità di raffinazione mondiale, le petroliere trasportano 8 milioni di barili al giorno, pari a 400 milioni di tonnellate, per un totale di 3.000 viaggi all'anno. E' quanto si rileva da uno studio presentato a Roma dal presidente dell'Unione Petrolifera Pasquale De Vita e dal ministro dell'ambiente Altero Matteoli. Dallo studio emerge che il 60% degli scambi commerciali del prezioso liquido, a livello mondiale, avviene via mare ed è pari a oltre 30 milioni di barili al giorno. Numeri destinati a crescere da qui al 2030 quando, si stima, il commercio di greggio sarà pressochè raddoppiato. Questo gran via vai di superpetroliere, però, mette a repentaglio le acque a causa dei cosiddetti "oil spills", le maree nere, che fra ''i fattori di inquinamento marino sono quelle che presentano un più evidente carattere strutturale'', evidenziano gli autori del libro Ugo Bilardo e Giuseppe Mureddu. Se è vero che l'80% dei versamenti è dovuto, spiegano gli esperti, alle operazioni di routine eseguite dalle navi nei porti e a largo, quando si parla di maree nere è impossibile non pensare ai disastri delle petroliere Erika e Prestige. Un fenomeno, quello degli incidenti, che desta infatti la preoccupazione degli addetti ai lavori a causa delle grandi quantità di residui che finiscono in mare mettendo a repentaglio la salvaguardia dell'ambiente. Senza dubbio, una flotta più giovane aiuterebbe a limitare i danni ma prima è necessario, avverte De Vita, fare i conti. Ad oggi le unità operative sono 3500 e così, per adeguare la flotta alle esigenze future rispettando le normative Ue, da qui al 2030 potrebbero servire almeno 400 milioni di nuova stazza lorda per un investimento di circa 180-200 miliardi di euro. Per il ministro dell'ambiente Matteoli le parole chiave per minimizzare i rischi e evitare gli interventi esclusivamente di emergenza sono monitoraggio e prevenzione. ''In Italia -ha ricordato il ministro- dal 1991-2001 sono stati spesi 70 mila miliardi di vecchie lire intervenendo nelle emergenze e che invece avremmo potuto usare per mettere in sicurezza il territorio". Ed è proprio al monitoraggio che guardano gli autori dello studio per cercare di gestire il rischio maree nere nel prossimo futuro. Si tratterebbe di utilizzare il sistema di navigazione Galileo, che sarà operativo a partire dal 2008. Tempi di rilevazione ed intervento più rapidi ed un freno all'illegalità sarebbero fra i principali vantaggi, mentre finanziamenti europei e una piccola quota delle accise europee sugli oli minerali potrebbero essere le strade per finanziarlo. Un'idea che merita attenzione, afferma De Vita, anche se prima sarebbe utile approfondirla per valutarne pienamente gli effetti.&lt;br /&gt;04 luglio 2005&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-112179663841980321?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112179663841980321'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112179663841980321'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2005/07/sempre-pi-petrolio-viaggia.html' title='Sempre più petrolio viaggia (pericolosamente) via mare'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-112179658584953486</id><published>2005-07-19T11:08:00.000-07:00</published><updated>2005-07-19T11:09:45.856-07:00</updated><title type='text'>MARE Stop alle carrette del mare, arrivano altri incentivi</title><content type='html'>MARE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Stop alle carrette del mare, arrivano altri incentivi&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 18 luglio 2005   LA STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA. Mare Nostrum più sicuro dal rischio inquinamento da petrolio. È stato licenziato in questi giorni dalla Camera il Ddl con disposizioni per favorire l'uso di navi a doppio scafo, la costruzione di navi specializzate nel recupero di idrocarburi sversati in mare e la sostituzione di unità navali adibite ai servizi di linea. Dismissione quindi, da ora al 2008, per le petroliere a scafo singolo e contributi statali a favore degli armatori interessati al rinnovo delle flotte.La legge n.51 del 2001 con disposizioni per la prevenzione dell'inquinamento derivante dal trasporto marittimo di idrocarburi, un provvedimento sollecitato dal ripetersi di incidenti come quelli della Haven e della Erika, rappresenta una delle norme qualificanti introdotte nel nostro ordinamento, tra i più avanzati in Europa. E proprio quella legge al fine di favorire e accelerare l'eliminazione delle unità a scafo singolo di età superiore a vent'anni e non conformi agli standard di sicurezza, concede alle imprese armatoriali che vogliono demolire le imbarcazioni 'fuori normà, un contributo di risarcimento pari a 250.000 vecchie lire per ogni tonnellata di portata lorda.Si è trattato di una misura efficace se oggi la flotta cisterniera italiana risulta nel 2002 la più 'giovanè del mondo. Mentre non altrettanto positivo è stato il riscontro per le navi cisterna da 600 a 10 mila tonnellate, per le quali il contributo alla demolizione non è stato considerato congruo. Di qui l'esigenza di prevedere, per questa tipologia di navi, un contributo pari al doppio di quello previsto dalla legge n.51 del 2001. E si prevede l'introduzione un contributo equivalente per le navi di stazza superiore, da 10.001 a 20 mila tonnellate.Il contributo a carico dello Stato è stimato in circa 140 milioni di euro, cui si farà fronte mediante un limite di impegno quindicennale di 11 milioni di euro.Le nuove norme si allineano con la comunicazione della Commissione europea sul rafforzamento della sicurezza marittima che prevede che il trasporto di idrocarburi pesanti venga effettuato esclusivamente mediante petroliere conformi alla Convenzione Marpol sulla prevenzione dell'inquinamento e quindi a doppio scafo, o assimilate. La comunicazione riconosce agli Stati membri la facoltà di prendere ogni iniziativa per vietare l'accesso ai propri porti alle petroliere a scafo semplice e li invita a concludere accordi con l'industria per eliminare le monoscafo più obsolete e per dotarsi di capacità operative necessarie per fronteggiare possibili disastri ecologici.In Italia la Confitarma per contribuire alle attività di prevenzione e gestione del rischio, ha istituito un centro di monitoraggio e supporto per le emergenze, che si propone il coordinamento tra soggetti, competenze e attività di controllo e sorveglianza.Il nostro Paese si doterà anche di due mezzi navali speciali in grado di rimuovere in tempi brevi il prodotto sversato in mare. Si tratta di interventi onerosi, ma che certamente comportano costi inferiori a quelli provocati da un disastro come quello della Prestige, costato alla Galizia non meno di 2.000 miliardi di euro, la maggior parte dei quali imputabili al calo del turismo e al crollo dell'attività di pesca.Saranno i Ministeri dell'Ambiente e delle Infrastrutture a disciplinare l'uso delle navi 'mangia-petroliò, il cui costo si aggira sui 110 milioni di euro. La proposta prevede inoltre l' istituzione di un fondo alimentato da un contributo economico su ogni tonnellata di petrolio trasportato dalle motocisterne, pari a 18 centesimi di euro al chilo di petrolio. Il fondo avrebbe una dotazione di 27 milioni di euro annui, sufficiente a coprire il costo di acquisto e di esercizio delle due navi. Sono anche previste misure per la formazione professionale del personale navigante. Lo Stato ha avviato e sovvenzionato corsi, che con le nuove disposizioni verranno prorogati, con una dotazione finanziaria di 27 milioni di euro l'anno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-112179658584953486?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.lastampa.it/_web/_RUBRICHE/ambiente/articoli/0507/mare.asp' title='MARE Stop alle carrette del mare, arrivano altri incentivi'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112179658584953486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112179658584953486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2005/07/mare-stop-alle-carrette-del-mare.html' title='MARE Stop alle carrette del mare, arrivano altri incentivi'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-112015672250498171</id><published>2005-06-30T11:38:00.000-07:00</published><updated>2005-06-30T11:38:42.510-07:00</updated><title type='text'>Niente più attracco per le navi motoscafo nei porti italiani</title><content type='html'>Niente più attracco per le navi motoscafo nei porti italiani&lt;br /&gt;E' stata approvata all'unanimità martedì sera dall'Aula della Camera dei deputati la proposta di legge a prima firma del Verde Marco Lion relativa al divieto di attracco delle navi monoscafo nei porti italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da Marco Lion&lt;a&gt;Parlamentare Verdi&lt;/a&gt;E' stata approvata all'unanimità ieri sera dall'Aula della Camera dei deputati la proposta di legge a prima firma del Verde Marco Lion relativa al divieto di attracco delle navi monoscafo nei porti italiani. Se il Senato licenzierà il provvedimento verrebbe introdotto il divieto di navigazione delle petroliere a scafo singolo con portata lorda superiore a 600 tonnellate e sarebbe vietato l'accesso ai porti, ai terminali off-shore e alle zone di ancoraggio nazionali delle navi cisterna a scafo singolo, di qualsiasi nazionalità, di portata superiore a 5.000 tonnellate che trasportano prodotti petroliferi pesanti. "Si tratta di una grande vittoria per l'ambiente e per il turismo. Noi Verdi da anni ci battevano per avere norme più chiare e severe a tutela dell'ecosistema marino e dell'industria turistica italiana e l'approvazione definitiva di questa proposta di legge sarà un grosso passo avanti per la tutela dei nostri mari".Lo ha dichiarato il deputato dei Verdi Marco Lion."Questa norma - afferma Lion- permetterà all'Italia di evitare sciagure come quelle del 2000 e del 2002 quando le petroliere Erika e Prestige riversarono il loro carico di greggio nelle acque costiere di Francia e Spagna, causando devastanti danni all'ambiente ed al turismo.""E’ del tutto evidente – prosegue Lion- l’importanza di questo provvedimento per le coste dell’Adriatico minacciate quotidianamente dalle innumerevoli navi cisterna che vi transitano. Fino ad oggi, nonostante i numerosi incidenti occorsi nelle manovre di scarico del greggio davanti a Falconara, il mare adriatico è stato preservato da incidenti che, nel caso specifico, a causa delle particolari correnti che lo rendono una sorta di mare chiuso e che ne impediscono la rigenerazione da simili disastri ecologici, avrebbero assunto proporzioni drammatiche. Il 27 gennaio 2003, per esempio, la nave “Nicole”, ha tenuto col fiato sospeso l’intera Regione Marche per solo 64 tonnellate di gasolio che per poco non si sono riversate in mare.“Auspichiamo che il Senato approvi in tempi brevi questa legge – ha così concluso l’esponente dei Verdi - che tutela il patrimonio comune e preserva la sicurezza delle coste italiane. Se ciò non dovesse accadere, ancora per dieci anni le navi monoscafo potranno attraccare nei porti e usufruire dei terminal, con gravi rischi per l'ambiente e per il turismo. Il turismo è una risorsa strategica per il Paese e bisogna al più presto tutelarlo e valorizzarlo in primis con norme che garantiscano maggiori sicurezze".&lt;br /&gt;&lt;img&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-112015672250498171?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112015672250498171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/112015672250498171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2005/06/niente-pi-attracco-per-le-navi.html' title='Niente più attracco per le navi motoscafo nei porti italiani'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-111687390551694137</id><published>2005-05-23T11:44:00.000-07:00</published><updated>2005-05-23T11:45:05.523-07:00</updated><title type='text'>Rischio nucleare in Sardegna: avanzano le indagini</title><content type='html'>Rischio nucleare in Sardegna: avanzano le indagini&lt;br /&gt;Per le associazioni ecologiste questo significa che finalmente, si fa un po´ di chiarezza, ma per la dovuta informazione alla popolazione ancora nulla per chissà quanto tempo&lt;br /&gt;CAGLIARI - Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d´Intervento Giuridico informano che lo scorso 18 maggio il Prefetto di Sassari avrebbe consegnato la voluminosa copia del piano di emergenza per i rischi di incidente nucleare derivante dalla presenza dei sottomarini U.S. Navy a propulsione nucleare di S. Stefano, nell´Arcipelago della Maddalena, ai Comuni interessati (La Maddalena, Palau, S. Teresa di Gallura ed Arzachena). Per le associazioni ecologiste questo significa che finalmente, si fa un po´ di chiarezza, ma per la dovuta informazione alla popolazione ancora nulla per chissà quanto tempo. In Italia sono ben pochi i porti autorizzati ad ospitare naviglio a propulsione nucleare, in Sardegna sono tuttora due: Cagliari e La Maddalena. Sfidiamo qualsiasi cittadino comune cagliaritano o maddalenino a saperne qualcosa. Le risposte non sono state molto rassicuranti. Il Prefetto di Cagliari (nota prot. n. 0500187/12.B.1/Gab. dell´11 aprile 2005) ha reso noto che "la Marina Militare - Comando Militare Marittimo Autonomo in Sardegna - Ufficio Operazioni/Difesa, in base alle indicazioni dello Stato Maggiore, ha comunicato che non sussiste alcuna necessità di pianificazione di emergenza relativa a navi a propulsione nucleare e della conseguente comunicazione della medesima alla popolazione. Il Prefetto di Sassari (nota prot. n. 2847/AREA III^/Prot.Civ. dell´8 aprile 2005) ha, invece, reso noto che "il piano di emergenza esterna per l´arcipelago della Maddalena, di recente definito è attualmente oggetto di una specifica illustrazione agli organismi interessati alla sua attuazione" per consentire la condivisione delle procedure attuative. Ma gli ecologisti si domandano: «tuttora cosa possono fare le popolazioni interessate ? Insomma, se, maledettamente e sfortunatamente, accade un "incidente nucleare" come ci si deve comportare per limitare i rischi di contagio ?». Il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, modificato ed integrato dal decreto legislativo n. 241/2000 ed attuativo delle direttive n. 89/618/Euratom e n. 96/26/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti, prevede che lo Stato provveda alla tutela delle popolazioni potenzialmente esposte al rischio di incidenti negli impianti nucleari delle varie tipologie mediante la predisposizione di specifici piani di emergenza (art. 115). Aspetto fondamentale della predisposizione dei piani di emergenza per i cc. dd. rischi di incidente nucleare è la specifica campagna di informazione (art. 129), a carattere obbligatorio: le informazioni devono, inoltre, le informazioni devono essere sempre accessibili al pubblico e devono essere fornite senza che la popolazione debba richiederle. La popolazione deve, inoltre, essere regolarmente informata e regolarmente aggiornata sulle misure di protezione sanitaria ad essa applicabili nei vari casi di emergenza prevedibili, nonché sul comportamento da adottare in caso di emergenza nucleare (art. 130). «Insomma, crepino pure tutte i portatori di sfortuna, ma, nel malaugurato caso di incidente nucleare, abbiamo la possibilità di cavarcela in quel di La Maddalena o dobbiamo soltanto sperare nel maestrale ? Comunque sarà a breve inoltrato uno specifico ricorso ai sensi dell´art. 226 del trattato U.E. alla Commissione Europea per mancata attuazione della normativa comunitaria in materia di sicurezza dai rischi di incidente nucleare». Stefano Idili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-111687390551694137?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/111687390551694137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/111687390551694137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2005/05/rischio-nucleare-in-sardegna-avanzano.html' title='Rischio nucleare in Sardegna: avanzano le indagini'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-110302335806380415</id><published>2004-12-14T03:21:00.000-08:00</published><updated>2004-12-14T03:22:38.063-08:00</updated><title type='text'>DISASTRI|Sospese le ricerche per i sei scomparsi </title><content type='html'>DISASTRI|Sospese le ricerche per i sei scomparsi &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Alaska, torna la marea nera &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il maltempo rallenta gli sforzi per contenere la fuoriuscita di petrolio dal cargo malaysiano spezzatosi davanti alle isole Aleutine. In oceano 630.000 litri di carburante sui 2 milioni contenuti nel serbatoio. A rischio estinzione leoni marini e foche&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il maltempo favorisce la marea nera: onde alte 8 metri e 20 a quasi 100 chilometri l'ora continuano a rallentare, a sud-ovest dell'Alaska, gli sforzi per contenere una fuoriuscita di petrolio, nel tratto d'oceano dove un cargo s'è spezzato urtando contro un'isola dell'arcipelago delle Aleutine. L'area dell'incidente è un sito importante per mammiferi  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;marini, uccelli di mare e pesci. Gli esperti ritengono che dal mercantile siano già fuoriusciti 630.000 litri di carburante, sui circa 2 milioni contenuti nei serbatoi. Ma nessun è in grado di valutare con precisione l'entità della perdita. Fra poche ore, esperti anti-inquinamento e ambientalisti dovrebbero giungere sull'isola di Unalaska, per rendersi conto della situazione e dei rischi e per prendere provvedimenti. I verdi denunciano il pericolo e il fatto che, finora, solo azioni limitate hanno potuto essere intraprese per contenere e “confinare” in un ambito ristretto la marea nera, la cui portata, tuttavia, s'annuncia meno catastrofica di altre del passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cargo malaysiano - non una petroliera - Selendang Ayu è una nave di 40.000 tonnellate di stazza, e 225 metri di lunghezza, che trasportava semi di soia dallo Stato di Washington, nel nord-ovest degli Stati Uniti, alla Cina. Per la zona in cui il naufragio è avvenuto, la memoria corre subito al disastro della Exxon Valdez, una petroliera che riversò nell'oceano, nel 1989, oltre 100.000 tonnellate di petrolio, una quantità circa 60 volte superiore a quella che, nella peggiore delle ipotesi, può uscire dall'imbarcazione malaysiana. Il naufragio dell'Exxon Valdez, delle cui conseguenze l'ambiente artico porta ancora tracce, fu il più grave disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti: avvenne a 1.300 chilometri da quello della Selendang Ayu, che s'è incagliata e spezzata in una zona considerata delicata e importante per la fauna che ospita. Secondo Greg Siekamiek, direttore del Rifugio naturale dell'Alaska, una sorta di Parco marino, nell'area a rischio di contaminazione si trovano anche specie vicine all'estinzione o in calo di popolazione. Tra queste, leoni marini e foche, il cui numero negli ultimi anni s'è ridotta drasticamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lontananza del luogo dell'incidente da porti e zone abitate complica la situazione, dal punto di vista dell'arrivo dei soccorsi, anche se diminuisce i rischi per l'uomo della marea nera. Poiché il tragitto del cargo malaysiano non prevedeva soste in Alaska, la nave non aveva l'obbligo di ottemperare alle misure di sicurezza rigide che la legislazione dello Stato prevede proprio per evitare altri disastri tipo Exxon Valdez. Sono state, intanto, definitivamente sospese le ricerche di 6 membri dell'equipaggio del cargo malaysiano, dispersi dopo il naufragio avvenuto mercoledì nel mare di Bering, un giorno dopo che il motore della nave era andato in avaria, rendendone il controllo impossibile. L'annuncio delle autorità locali e della Guardia costiera sulla sospensione delle ricerche era scontato. In un'area dove la temperatura dell'acqua è di 6 gradi e la sopravvivenza, in assenza di attrezzature adeguate, è limitata a poche ore, ormai più nessuno aveva speranze di trovare in vita qualcuno dei dispersi. I sei (cinque indiani e un filippino) sono finiti in mare quando è caduto un elicottero della Guardia costiera che cercava di portarli in salvo. Altre 4 persone che erano sull'elicottero, compresi 3 uomini della Guardia costiera, sono state salvate da un secondo velivolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13 dicembre 2004 &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-110302335806380415?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.lanuovaecologia.it/inquinamento/acqua/3838.php' title='DISASTRI|Sospese le ricerche per i sei scomparsi '/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/110302335806380415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/110302335806380415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2004/12/disastrisospese-le-ricerche-per-i-sei.html' title='DISASTRI|Sospese le ricerche per i sei scomparsi '/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-110283910454010361</id><published>2004-12-12T01:11:00.000-08:00</published><updated>2004-12-12T00:11:44.540-08:00</updated><title type='text'>Alaska. Disastro ambientale nel mare di Bering </title><content type='html'>Alaska. Disastro ambientale nel mare di Bering&lt;br /&gt;La nave Selendang Ayu&lt;br /&gt;Roma, 11 dicembre 2004&lt;br /&gt;P {text-align=left;}&lt;br /&gt;Gli oltre due milioni di litri di carburante contenuti nei serbatoi della nave mercantile malaysiana Selendang Ayu, che ha fatto naufragio nel mare di Bering, si stanno spargendo in mare. Appaiono molto difficili gli interventi per arginare la marea nera visto che le onde si fanno sempre più alte e l'inverno polare concede solo un'ora di luce al giorno. La nave malaysiana si è spezzata in due ieri vcino alle isole Aleutine, al largo dell'Alaska dopo che il giorno prima il motore principale era andato in avaria. L'incidente ha già provocato la morte di sei persone che facevano parte delle squadre di soccorso: l'elicottero si cui si trovavano è precipitato in mare e di loro non si ha piu' alcuna notizia. Ma ora che sono praticamente perse le speranze di trarli in salvo, l'attenzione si sposta sul pericolo di un disastro ambientale. "Si tratta di una grave fuoriuscita di petrolio. Sarà molto difficile prendere il controllo della situazione", ha detto Kurt Friedrikson, responsabile del dipartimento dell'Alaska per la tutela dell'ambiente durante una conferenza stampa a Anchorage. L'area in cui è avvenuto il naufragio è considerata molto importante sotto l'aspetto della fauna. L'habitat di molte specie che nel mare vivono o si nutrono - dagli uccelli ai cetacei - potrebbe essere messe a rischio. Secondo quanto dichiarato da Greg Siekaniek, direttore del "Rifugio naturale dell'Alaska', una specie di parco nazionale marino, nell'area ora a rischio di contaminazione si trovano anche specie protette perchè vicine all'estinzione. Tra queste figurano leoni marini e foche, la cui popolazione negli ultimi anni si è ridotta in modo preoccupante. Ogni tentativo di ancorare o bloccare con cavi la nave è fallito. Il mare è troppo agitato. La lontananza del luogo dell'incidente dal porto piu' vicino peggiora ulteriormente la situazione. Il sito è a circa 1.300 km di distanza da quello dove ebbe luogo il più grave disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti, quello provocato dalla petroliera Exxon Valdez, da cui si riversarono nell'oceano nel 1989 milioni di litri di petrolio.   La Slendang Ayu, 40mila tonnellate di stazza, 225 metri di lunghezza, trasportava semi di soya dallo stato di Washington alla Cina. Poiche' non erano previste soste in Alaska, non c'era l'obbligo di ottemperare alle rigide misure di sicurezza che la legislazione dell'Alaska prevede per evitare alti disastri come quello della Exxon Valdez.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-110283910454010361?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/110283910454010361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/110283910454010361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2004/12/alaska-disastro-ambientale-nel-mare-di.html' title='Alaska. Disastro ambientale nel mare di Bering '/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-110283905520637830</id><published>2004-12-12T01:10:00.000-08:00</published><updated>2004-12-12T00:10:55.206-08:00</updated><title type='text'>SI SPEZZA PETROLIERA, 6 dispersi</title><content type='html'>SI SPEZZA PETROLIERA, 6 dispersi(AGI/REUTERS) - Anchorage, 9 dic. - Quindici anni dopo l'incidente alla Exxon Valdez, l'Alaska rischia un nuovo disastro ambientale. Una petroliera battente bandiera della Malaysia si e' incagliata martedi' al largo delle isole Aleutine, nel mare di Bering, e si e' spezzata in due: avrebbe gia' perso molti dei 2,3 milioni di litri di combustibile pesante che trasportava.   A rendere ancora piu' drammatica la situazione, un elicottero inviato ieri a trarre in salvo l'equipaggio della nave Selendang Ayu e' precipitato. Solo quattro delle dieci persone a bordo sono state recuperate subito dalla gelide acque del Mare di Bering; le speranze di trovare vivi gli altri sono pressoche' nulle.   L'elicottero era gia' riuscito a portare in salvo 20 membri dell'equipaggio della nave. Altri sei sono dispersi.   Ora le autorita' dell'Alaska si trovano ad affrontare prima di tutto l'emergenza ambientale. La Selendang Ayu, lunga 225 metri, era partita carica di soia da Tacoma, nello stato di Washington, ed era diretta in Cina. Non avendo in programma fermate in Alaska, la nave non aveva presentato un piano di emergenza anti-fuoriuscita di combustibile che lo stato richiede alle imbarcazione che attraccano in uno dei suoi porti.   Quando si e' incagliata, la Selendand Ayu era al largo dell'isola di Unalaska, circa 1.300 chilometri a sudovest di Anchorage. La zona e' a ridosso del parco naturale dall'Alaska Maritime National Wildlife Refuge da cui e' amministrata. Tutta l'area e' una riserva importantissima per uccelli e mammiferi come i leoni marini Steller in via di estinzione, ha spiegato il responsabile del Refuge, Greg Siekaniec.   L'incidente si e' verificato a circa 1.400 chilometri a est di Prince William Sound, dove nel 1989 la Exxon Valdez fini' contro uno scoglio. E' stato il piu' grave disastro ambientale della storia americana.   Non si conoscono invece per il momento i rischi reali della gigantesca falla alla Selendang Ayu, ma vi sarebbero gia' danni. I biologi che hanno sorvolato la zona in aereo "hanno visto pochissimi uccelli dove e' fuoriuscito il combustibile", ha spiegato Siekanic, "il petrolio ha cominciato a spostarsi, non abbiamo idea di quanto sia". Pompare il liquido finito in mare sara' difficilissimo, vista la grande distanza del luogo dell'incidente da Unalaska e le condizioni meteorologiche avverse. (AGI) Sab 101849 DIC 04 101851 DIC 04&lt;br /&gt;&lt;a class="lblu" onclick="popup('/copyright.html',600,400,'scrollbars=0,resizable=no'); return false;" href=""&gt;COPYRIGHTS 2002-2003 AGI S.p.A. &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="lblu" onclick="popup('/mailto.pl?doc=200412101856-0079-...-...--&amp;azione=show',360,320,'scrollbars=0,resizable=no'); return false;" href=""&gt;Invia questo articolo &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-110283905520637830?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/110283905520637830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/110283905520637830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2004/12/si-spezza-petroliera-6-dispersi.html' title='SI SPEZZA PETROLIERA, 6 dispersi'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-110283902025945322</id><published>2004-12-12T01:09:00.000-08:00</published><updated>2004-12-12T00:10:20.260-08:00</updated><title type='text'>ISOLE ALEUTINE (ALASKA) - Si spezza petroliera malese, è emergenza ecologica </title><content type='html'>10/12/04 17.47.00 - Attualità- Internazionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISOLE ALEUTINE (ALASKA) - Si spezza petroliera malese, è emergenza ecologica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una petroliera con bandiera malese si è spezzata dopo aver urtato uno scoglio nellarcipelago della Aleutine, a sud-ovest dell'Alaska (nella foto la mappa della zona). Ora si sta tentando di evitare un disastro ambientale: 2, 3 milioni di litri di olio pesante si sarebbe infatit riversato nel mare in tempesta. Nella zona vivono molte specie di uccelli di mare e mammiferi marini. Oltre all'emergenza ecologica, l'incidente alla petroliera potrebbe aver già provocato la morte di sei soccorritori dispersi da mercoledì, dove un elicottero di soccorso della Guardia costiera degli Usa, con 10 persone a bordo, s'è schiantato mentre partecipava alle operazioni di salvataggio&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-110283902025945322?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/110283902025945322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/110283902025945322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2004/12/isole-aleutine-alaska-si-spezza.html' title='ISOLE ALEUTINE (ALASKA) - Si spezza petroliera malese, è emergenza ecologica '/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-110283894228349701</id><published>2004-12-12T01:08:00.000-08:00</published><updated>2004-12-12T00:09:02.283-08:00</updated><title type='text'>Disastro contro l'ambiente</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Disastro contro l'ambiente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alaska ferita – Altra nave naufragata sparge greggioOltre due milioni di litri di carburante contenuti nei serbatoi stanno inquinando il mare vicino alle isole Aleutine. Le proteste di Greenpeace. Ad Amantea manifestazione contro le «navi dei veleni»Mentre &lt;a onclick="CP('/Common/Foglia.php?UID=1197','Foglia1197','500','400','yes')" href="javascript:;"&gt;l'Opec a Buenos Aires&lt;/a&gt; si batte per essere risarcita per gli effetti dell'applicazione del Protocollo di Kyoto, continuano i disastri a causa del trasporto di greggio o carburanti.L'ultimo è, ancora, al largo dell'Alaska. La nave mercantile malaysiana Selendang Ayu, è naufragata nel mare di Bearing, e oltre due milioni di litri di carburante contenuti nei serbatoi si stanno spargendo in mare vicino alle isole Aleutine.Sei persone che facevano parte di una squadra di soccorso sono sicuramente morte dopo che il loro elicottero è caduto in mare. È accaduto a circa 1.300 km di distanza da dove accadde il più grave disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti, quello della petroliera Exxon Valdez, da cui si riversarono nell'oceano nel 1989 milioni di litri di petrolio.Greenpeace sta seguendo con crescente preoccupazione l'evolversi della crisi ambientale in Alaska. «Mentre assistiamo all'intervento delle squadre che cercano di evitare che dallo scafo della nave fuoriescano 1.600 tonnellate di olio pesante e 80mila litri di gasolio, ci domandiamo quanti anni ci vorranno per il ripristino ambientale. Nel caso del disastro della Prestige, al largo della Galizia, ci vorranno ancora anni ed anni perché l'ecosistema recuperi ed in entrambi i casi, l'olio pesante fuoruscito è molto denso e pesante e difficile da pulire, in particolare con il clima rigido che si registra in Alaska. Non è possibile recuperarlo con l'uso di detergenti che comunque sarebbe sconsigliabile per motivi ambientali. L'unica possibilità è la rimozione fisica, ma sarà un lavoro improbo» commenta Roberto Ferrigno, direttore campagne di Greenpeace.Le «navi a perdere» sono un altro triste fenomeno di un commercio iniquo e senza controlli. Per questo ieri, migliaia di persone sono scese in piazza ad Amantea per dire stop ai traffici illeciti delle navi dei veleni e chiedere la bonifica immediata dei siti contaminati.È quanto hanno chiesto le migliaia di persone che hanno sfilato in un corteo promosso dal Comitato civico per la verità sulla motonave Rosso intitolato al capitano di corvetta Natale De Grazia, consulente chiave dei magistrati scomparso nel 1995 e insignito il 4 dicembre scorso della medaglia d'oro al valor civile dal Presidente della Repubblica. Hanno partecipato rappresentanti del consiglio regionale della Calabria, delle Province di Cosenza, Catanzaro e Vibo Valentia, e di un portavoce dei 15 Comuni (nel tratto di costa tra Paola e Vibo Valentia) con i loro gonfaloni. L'iniziativa ha visto l'adesione dei sindacati confederali e autonomi, di oltre 50 associazioni e degli studenti di Amantea. Sono intervenuti anche i senatori Nuccio Iovene (DS), Loredana De Petris (Verdi) e Cinzia Dato (Margherita). Ha concluso la manifestazione Patrizia Fantilli, responsabile dell'Ufficio Legale del Wwf Italia. «Basterebbe – ha dichiarato Patrizia Fantilli - che una piccola parte degli stanziamenti che il Governo vuole investire in opere faraoniche ma inutili come il Ponte di Messina venissero impiegate per far luce – dopo 14 anni - su misteri come quello della motonave Rosso, ad esempio supportando il lavoro coraggioso della Procura di Paola, per chiarire una volta per tutte quali sostanze vi sono nelle discariche e da dove provengono. Analogo impegno chiediamo anche al Commissario Straordinario per la gestione dei rifiuti in Calabria».&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-110283894228349701?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/110283894228349701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/110283894228349701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2004/12/disastro-contro-lambiente.html' title='Disastro contro l&apos;ambiente'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-110266762555215223</id><published>2004-12-10T01:32:00.000-08:00</published><updated>2004-12-10T00:33:45.553-08:00</updated><title type='text'>SPAGNA: IL MISTERO DEI CALAMARI GIGANTI TROVATI MORTI SULLE COSTE </title><content type='html'>SPAGNA: IL MISTERO DEI CALAMARI GIGANTI TROVATI MORTI SULLE COSTE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Era già capitato nell'autunno del 2001. Sulle coste della baia di Biscaglia, nel nordovest della Spagna, erano apparsi i cadaveri di cinque giganti del mare. Si trattava di esemplari di Architeuthis Dux, un tipo di calamaro che vive in acque fredde e profonde e può arrivare a 20 metri di lunghezza. Non si sa molto di questi animali, dal momento che ogni tentativo di studiarli vivi nel loro habitat è andato a vuoto. Però, le osservazioni di cadaveri si erano limitate, fino ad allora, a una all'anno. Nel 2003, però, altri quattro esemplari morti arrivano sulle spiagge spagnole. Come mai? Angel Guerra, professore dell'Istituto di Ricerche Marine di Vigo, in Spagna, che ha condotto le analisi sugli animali, ha un sospetto. Le morti anomale coincidono sempre con la presenza, a largo, di navi per la ricerca geofisica: imbarcazioni che grazie a cannoni ad aria compressa analizzano la struttura mineraria del fondo marino, e la eventuale presenza di risorse come il petrolio. &lt;br /&gt;Gli animali ritrovati sono quasi tutti giovani, non ancora in età riproduttiva, e non hanno segni di ferite esterne. Al contrario, l'autopsia rivela che i danni interni sono spaventosi. Intere aree dei tessuti sono ridotte a pezzi, in alcuni casi lo stomaco e il cuore sono esplosi, e in due esemplari non è possibile distinguere alcuni degli organi interni. Non si rivela la presenza né di parassiti, né di metalli pesanti, che potrebbero aver causato la morte. Salta agli occhi, però, un altro particolare: tutti gli animali hanno l'apparato uditivo gravemente danneggiato. La mente corre allora ai 200 decibel di suono a frequenza inferiore ai 100 hertz sparati sul fondo marino dai cannoni ad aria compressa. E al ricordo delle esercitazioni portate avanti da vari paesi della Nato nel 2002 alle Canarie con una procedura simile, e accusate di danneggiare gravemente i delfini di quei mari. &lt;br /&gt;Il dibattito nella comunità scientifica sulla relazione fra queste pratiche geofisiche e la morte di mammiferi marini è in corso da qualche anno. Gli interessi in gioco sono alti: sono chiamati in causa l'esercito e le aziende petrolifere. Nel 2003, però, "Nature" pubblica uno studio dove il problema viene posto a tutta la comunità scientifica. Anche Guerra, dopo le ultime osservazioni, presenta un lavoro a alla rivista scientifica. La sua ipotesi è che le emissioni acustiche dei cannoni ad aria compressa avrebbero perturbato il sistema di equilibrio dei calamari. In altre parole, gli animali, disorientati, avrebbero nuotato verso la superficie. Le temperature troppo calde avrebbero indotto la formazione di bolle di gas normalmente dissolti nei loro tessuti, con conseguenze distruttive per il loro organismo. Questa volta, però, né "Nature" né "Science" accettano l'articolo. &lt;br /&gt;Vale la pena di ricordare che non siamo molto lontani dalla zona dove naufragò la Prestige: in questa zona la popolazione è molto sensibile ai temi ecologici. Così l'analisi di Guerra resta nel circolo degli esperti e degli attivisti. Fino a quando non ne viene riconosciuta la validità con la pubblicazione di una cronaca su "NewScientist". Ora i ricercatori dovranno fare indagini più approfondite per capire come stanno realmente le cose, però un principio di precauzione imporrebbe di prendere misure cautelari. Negli Stati Uniti, sono già state adottate delle leggi restrittive, mentre l'Europa, per il momento, sta a guardare. Non si tratta di impedire le indagini geofische, che sono rilevanti anche da un punto di vista scientifico, oltre che commerciale. Basterebbe modificare le tecniche e restringere le zone da esplorare. Ma imprese del calibro della Repsol, hanno già annunciato per il prossimo anno nuove campagne nel golfo di Biscaglia. E secondo Guerra, il fenomeno dei calamari, potrebbe essere solo la punta dell'iceberg. La posta in gioco sarebbe alta: la biodiversità del mare.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-110266762555215223?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/110266762555215223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/110266762555215223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2004/12/spagna-il-mistero-dei-calamari-giganti.html' title='SPAGNA: IL MISTERO DEI CALAMARI GIGANTI TROVATI MORTI SULLE COSTE '/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-110002104137017387</id><published>2004-11-09T09:19:00.000-08:00</published><updated>2004-11-09T09:24:01.370-08:00</updated><title type='text'>La mappa dei costi reali del petrolio: il Mondo</title><content type='html'>&lt;a href="http://italy.peacelink.org/ecologia/indices/index_778.html"&gt;Inquinamento&lt;/a&gt; / &lt;a href="http://italy.peacelink.org/ecologia/indices/index_1093.html"&gt;Mondo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La mappa dei costi reali del petrolio: il Mondo.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non esiste angolo al mondo che non sia stato colpito dagli effetti dell'estrazione e dell'uso del petrolio. Molti effetti negativi sono ben documentati, come il riscaldamento globale, la distruzione dell'habitat naturale e i conflitti politici per l'approvvigionamento di petrolio. Ma l'economia petrolifera si estende spesso in modo poco evidente in molti altri aspetti della vita del nostro pianeta.&lt;br /&gt;Ecology center&lt;br /&gt;Fonte: www.nuovimondimedia.it&lt;a href="http://www.nuovimondimedia.com/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;amp;file=article&amp;sid=884&amp;amp;mode=thread&amp;order=0&amp;amp;thold=0"&gt;http://www.nuovimondimedia.com/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;amp;file=article&amp;sid=884&amp;amp;mode=thread&amp;order=0&amp;amp;thold=0&lt;/a&gt;8.11.04&lt;br /&gt;9 novembre 2004&lt;br /&gt;La Leggenda&lt;br /&gt;C'è una leggenda che dice che uno sviluppo infinito, persino proficuo, è possibile, che come società e come individui possiamo consumare più di quanto il nostro ambiente produce, che possiamo estrarre lavoro e risorse "altrove".I nostri esempi su come utilizzare il petrolio derivano da questa leggenda. La maggior parte degli americani usa energia e crea inquinamento a un ritmo che le nostre comunità e il nostro pianeta non sono in grado di sostenere. Gli "altrove" dai quali dipendiamo per estrarre risorse e disfarci dell'inquinamento sono posti reali sulla mappa- per la maggior parte comunità di minoranze etniche a basso reddito in questo paese e all'estero. Ma il vero costo del petrolio è troppo alto da sostenere. Dai costi politici, sociali e umani per cercare terra e forza lavoro economiche, ai costi ambientali e sanitari dell'estrazione e della combustione di un combustibile tossico, non rinnovabile, alla distruzione causata dalla guerra e dal militarismo - il prezzo che paghiamo per avere un'economia satura di petrolio è più di quanto nessuno di noi possa permettersi. Un mondo migliore è possibile!&lt;br /&gt;Non esiste angolo al mondo che non sia stato colpito dagli effetti dell'estrazione e dell'uso del petrolio. Molti effetti negativi sono ben documentati, come il riscaldamento globale, la distruzione dell'habitat naturale e i conflitti politici per l'approvvigionamento di petrolio. Ma l'economia petrolifera si estende spesso in modo poco evidente in molti altri aspetti della vita del nostro pianeta. Il petrolio, usato per il trasporto, l'industria e l'agricoltura meccanizzata, è la spina dorsale della globalizzazione. Le istituzioni per il commercio globale, come l'OMC (Organizzazione Mondiale per il Commercio), lavorano in stretta collaborazione con le compagnie petrolifere, mentre le forze armate procurano il sostegno per proteggere questi interessi. Esaminate questa mappa per scoprire i legami tra la militarizzazione mondiale, il razzismo ambientale e la dislocazione delle popolazioni indigene, come anche le conseguenze tossiche dell'estrazione, l'uso e l'eliminazione delle materie plastiche e petrolchimiche.&lt;br /&gt;1. Alaska - Il malfamato versamento di petrolio della Exxon Valdez nel 1989 contaminò oltre 700 miglia di litorale e, come conseguenza, devastò l'ecosistema. Il versamento della Valdez può essere svanito dalla memoria pubblica, ma rimane il fatto che alcune specie naturali non si sono ancora ristabilite. Dagli anni '70, l'estrazione di petrolio greggio dal North Slope in Alaska si è risolta in una miriade di problemi ambientali, tra cui una media di almeno un versamento di petrolio al giorno, l'emissione di circa 24.000 tonnellate di gas metano (che contribuisce al riscaldamento globale), il frastuono derivante dall'indagine sismica che ha causato migrazioni di balene polari, e la costruzione di strade e industrie minerarie che interrompono il corso dei fiumi, avendo un impatto negativo sui pesci e la natura. Come le popolazioni indigene di tutto il mondo, i Gwich'in si sono opposti a questa distruzione dei sistemi naturali dai quali dipendono. Oltre a dover sopportare gli effetti delle attuali attività, il North Slope affronta la costante minaccia di una futura espansione, inclusi i tentativi di aprire l'Alaska National Wildlife Refuge alla trivellazione.&lt;br /&gt;Fonte: Alaska Wilderness League, www.alaskawild.org.&lt;br /&gt;2. Washington D.C. - Gli effetti dell'industria petrolifera sulla politica statunitense sono difficili da ignorare. Il presidente Bush II fondò la propria compagnia petrolifera negli anni '70, e lui e la sua famiglia hanno legami con numerose imprese petrolifere del Texas. Questi legami fruttano in politica. Nelle elezioni del 2000 Bush ricevette importanti contributi finanziari dalle compagnie energetiche e dal settore automobilistico. Il governo di Bush contiene un numero record di "persone del petrolio". Il vice presidente Cheney lasciò l'amministrazione di Bush Sr. per andare a dirigere a Dallas, in Texas, la più grande compagnia di servizi petroliferi del mondo, la Halliburton. Dal 1992, la Halliburton ha contribuito con 1,6 miliardi di dollari americani alle campagne dei politici legati a Washington. Il consigliere alla sicurezza nazionale Condoleezza Rice ha passato un decennio nella Commissione del gigante petrolifero Chevron Corporation, un servizio che le ha fatto guadagnare l'onore di avere su una delle sue superpetroliere il nome "Condoleezza". Nel frattempo, Gail Norton, segretario degli interni, ha sostituito i quadri dell'ufficio rappresentanti i parchi nazionali con una foto di una torre di trivellazione petrolifera al largo della costa americana.&lt;br /&gt;Fonte: Project Underground.&lt;br /&gt;3. Cancer Alley - "Il viale del cancro" è una zona tossica che si estende per 80 miglia lungo il Mississippi tra New Orleans e Baton Rouge, dove oltre 100 raffinerie petrolifere, stabilimenti petrolchimici e altre industrie inquinano l'aria, la terra e l'acqua. La produzione di PVC, la fabbricazione di vinile e la lavorazione agricola con prodotti petrolchimici sono aspetti dell'industria petrolifera mondiale che vengono spesso ignorati. Come per l'estrazione di petrolio e le industrie navali, sono le minoranze etniche e le comunità a basso reddito che sostengono l'urto dell'inquinamento tossico. Uno studio ha dimostrato che l'80% dei residenti di Cancer Alley ha problemi respiratori. Ma i residenti - spesso guidati dalle donne più anziane - si stanno organizzando per opporsi al razzismo ambientale. Dai piccoli gruppi rurali che presentano cause contro gli inquinatori, ai programmi studio universitari, alla prima agenzia governamentale su scala statale che ha a che fare con problemi di giustizia ambientale, tutti chiedono che l'industria petrolchimica sia ritenuta responsabile verso le comunità che avvelena.&lt;br /&gt;Fonte: Chatham College, Women's Environmental Leadership and Legacy.&lt;br /&gt;4. Messico - Quando la NAFTA (Il Trattato di Libero Commercio del Nordamerica) entrò in vigore nel 1994, le norme ambientali, quelle sulla sicurezza e sul lavoro sono diventate argomento di sfida quando interferiscono col "libero commercio". L'accordo contemplava l'apertura della frontiera tra il Messico e gli Stati Uniti all'attraversamento dei tir, ma le norme statunitensi per lo scarico del diesel non potevano essere applicate alle società di trasporto messicane. Gli Stati Uniti ritardarono l'apertura della loro frontiera e una controversia NAFTA tra il Messico e gli Stati Uniti è persistita fino a quando il presidente Bush non ha firmato un ordine esecutivo che permetteva ai trasporti internazionali di partire senza tenere in considerazione le norme ambientali.&lt;br /&gt;Fonte: www.worldtradelaw.net, www.latimes.com.&lt;br /&gt;5. Ecuador - In Ecuador, come in molti paesi, l'estrazione di risorse viene promossa da prestatori internazionali come soluzione al debito estero. L'Ecuador copre l'80% dei pagamenti per il debito estero con le entrate del petrolio. Per tenere alte queste entrate, il governo sta spingendo verso nuove frontiere petrolifere nelle terre indigene, causando la distruzione di ecosistemi e la sofferenza delle comunità che vi abitano. Le compagnie petrolifere sfruttano le risorse senza pagare le tasse, estraendo petrolio e profitti per gli investitori stranieri e lasciando l'Ecuador inquinato. Tra il 1971 e il 1991, la Texaco ha estratto più di 1,5 miliardi di barili di petrolio dal Rio delle Amazzoni ecuadoriano. Per risparmiare milioni di dollari, la Texaco ha semplicemente scaricato i rifiuti tossici delle sue attività nei fiumi fino ad allora incontaminati, nei ruscelli e nei terreni paludosi, ignorando le norme industriali. Le attività petrolifere della Texaco hanno devastato uno dei posti più fragili dal punto di visto biologico sulla terra; 2,5 milioni di acri di foresta pluviale sono andati perduti. Adesso gli attivisti ecuadoriani si sono uniti alle persone colpite dalle attività della Chevron-Texaco in Nigeria e a Richmond, in California, in una campagna internazionale per chiedere che la compagnia ripulisca la zona e paghi i danni.&lt;br /&gt;Fonte: Amazon Watch, Project Underground&lt;br /&gt;6. Colombia - Per decenni la Colombia è stata tormentata da guerre che spesso si intrecciano con le ricerche di petrolio. Ecco un esempio: nel 1996, la British Petroleum (BP) ha pagato 60 milioni di dollari americani al Ministero della Difesa della Colombia. In cambio, l'esercito era d'accordo nel fornire soldati per monitorare la costruzione di un oleodotto che avrebbe accelerato il trasferimento del petrolio greggio (e enormi profitti) sulla costa. La BP fornì l'addestramento per i soldati attraverso una società privata di "sicurezza" inglese chiamata Defense Systems Limited. Secondo un rapporto commissionato dal governo colombiano, la BP ha collaborato anche con i soldati locali in rapimenti, torture e omicidi. La BP ha raccolto foto e video di popolazioni locali che protestano contro le attività legate al petrolio, da consegnare poi alle forze armate colombiane, che quindi arrestavano o rapivano i dimostranti. La "Guerra alla Droga" del governo americano ha anche facilitato la ricerca e l'estrazione di petrolio in Colombia. La nebulizzazione aerea di vaste aeree con sostanze chimiche defolianti altamente tossiche, loro stesse prodotto dell'industria petrolchimica, distrugge i raccolti di cocaina, ma libera anche ampie aree per la ricerca del petrolio. Gli abitanti si stanno opponendo a questa distruzione. Gli indigeni U'wa recentemente hanno conseguito diversi successi nella lotta non violenta che hanno condotto per 10 anni al fine di proteggere la loro terra dalla gigante multinazionale Shell Oil.&lt;br /&gt;Fonte: Project Underground&lt;br /&gt;7. Antartide - Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che l'accelerato cambiamento climatico del mondo - risultato della combustione di combustibili come il petrolio e degli scarichi industriali associati all'estrazione e alla raffinatura del petrolio - ha già cominciato a verificarsi. Un risultato di questa tendenza è lo scioglimento e la rottura delle calotte polari. Questo, successivamente, porta a un innalzamento del livello del mare, che può inondare città ed ecosistemi nelle zone costiere. Gli scienziati dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), l'organismo delle Nazioni Unite che studia i cambiamenti climatici, chiamano questa tendenza "un non intenzionale, incontrollato, globalmente diffuso esperimento le cui massime conseguenze potrebbero essere seconde solo a una guerra nucleare mondiale". Una soluzione a lungo termine per il problema del cambiamento climatico richiederà una transizione globale lontana dai combustibili fossili.&lt;br /&gt;Fonte: Greenpeace, Rainforest Action Network.&lt;br /&gt;8. Spagna - Il 19 novembre 2002, la petroliera Prestige si spaccò in due e affondò al largo della costa spagnola. La nave trasportava 77.000 tonnellate di carburante. Gli ecologisti temono che la ventiseienne Prestige sia una bomba ad orologeria ambientale a riposo a circa 130 miglia dalla costa spagnola e a 2 miglia sotto la superficie. Il disastro non solo minaccia la natura e la salute pubblica, ma devasta anche i pescatori locali. E' improbabile che le compagnie petrolifere se ne assumano la responsabilità. "L'industria petrolifera non trascura nessuna opportunità di nascondersi dietro una struttura legale così complessa che la responsabilità delle loro azioni diventa quasi impossibile da far osservare" dice Ian Wilmore dei Friends of the Earth.&lt;br /&gt;Fonte: Earthjustice, Project Underground.&lt;br /&gt;9. Nigeria - Dagli anni '60, le trivellazioni nel delta del Niger hanno causato centinaia di versamenti di petrolio all'anno, come anche grosse eruzioni di gas provenienti dalle attività di estrazione. Migliaia di Ogoni e altre popolazioni indigene del delta del Niger sono stati massacrati dall'esercito e dalla polizia nigeriana dopo aver protestato contro la distruzione causata dalle estrazioni petrolifere. Le compagnie petrolifere come la Shell e la ChevronTexaco sono strettamente collegate col brutale regime del governo. Le compagnie pagano al governo una certa somma per ottenere i diritti di trivellazione, in cambio forniscono all'esercito armi, addestramento e braccia. Ciononostante, la resistenza è forte. Nel 2002, migliaia di donne delle comunità dello Itsekiri, Ilaje e Ijaw si unirono per chiedere giustizia economica e ambientale. Occuparono le strutture della ChevronTexaco e chiesero di porre fine all'inquinamento, di ottenere il risarcimento economico dei danni, il sostegno per lo sviluppo economico del loro paese e posti di lavoro per i propri figli. Le donne incontrarono una violenta repressione, ma riuscirono a ritardare le attività della ChervronTexaco, arrivando a negoziazioni e concessioni da parte della compagnia.&lt;br /&gt;Fonte: Project Underground&lt;br /&gt;10. Il centro dell'agricoltura - Dai fertilizzanti derivanti dal petrolio, pesticidi e buste di plastica fino al trasporto e alla refrigerazione, il nostro sistema alimentare dipende dall'enorme consumo di combustibili fossili, soprattutto petrolio. Circa il 17% di tutta l'energia utilizzata ogni anno in questo paese, va nella coltivazione, lavorazione e distribuzione di cibo. Per soddisfare i bisogni alimentari primari degli undici miliardi di persone che dovrebbero vivere nel 2040, avremo bisogno di triplicare l'approvvigionamento alimentare mondiale. Facendo questo con gli odierni metodi convenzionali, gli esperti stimano che ci vorrà un aumento del 1.000 per cento dell'energia totale utilizzata nella produzione alimentare. Anche se riuscissimo a tollerare il riscaldamento globale e l'inquinamento che ne deriverebbe, semplicemente questo non può accadere - non c'è nessun posto al mondo in cui ci sia abbastanza petrolio da permetterlo. I metodi dell'agricoltura sostenibile, compresa la produzione locale e organica, insieme a cambiamenti in un alimentazione non più basata sullo sfruttamento delle risorse e su cibi altamente proteici, costituiscono l'unica reale soluzione.&lt;br /&gt;11. Afghanistan - Nel nord dell'Afghanistan, sulle coste orientali del mar Caspio, si trovano alcuni dei più ricchi giacimenti naturali di gas e petrolio del mondo. Nel 1996, un consorzio guidato dall'Unocal avviò delle negoziazioni col governo Talebano per costruire un gasdotto naturale attraverso il paese, ma non riuscirono a raggiungere un accordo. Abbastanza convenienti per le compagnie petrolifere statunitensi, gli attacchi USA sull'Afghanistan nel 2002 hanno portato a un cambiamento nella direzione del paese. Il nuovo presidente afgano, Hamid Karzai, un ex consulente dell'Unopal, da allora fa pressioni per ciò che lui chiama il "gasdotto per la pace".&lt;br /&gt;Fonte: EurasiaNet.org, HiPakistan.com.&lt;br /&gt;12. Arabia Saudita - Essendo il paese con le più grandi riserve petrolifere del mondo, le lotte interne dell'Arabia Saudita riflettono le pressioni conflittuali dell'economia petrolifera. Dato che l'industria petrolifera richiede enormi investimenti iniziali di capitale, e dato che l'estrazione petrolifera è troppo costosa per essere redditizia se la terra e la forza lavoro venissero pagati onestamente, le economie basate sul petrolio come quella dell'Arabia Saudita tendono a essere costruite su immense disuguaglianze. Mentre le elite locali si associano con società multinazionali e governi stranieri, "l'imperialismo culturale" tende a sostituire le tradizionali abitudini di vita con altre modellate su uno stile di vita occidentale e consumistico. Nel tentativo di mantenere il potere, l'istituzione saudita, bloccata tra la pressione statunitense e una popolazione ribelle, ha diretto i propri investimenti fuori degli Stati Uniti e si è mostrata indecisa nell'accettare la guerra in Iraq.&lt;br /&gt;Fonte: Project Underground&lt;br /&gt;13. Iraq - Questa nazione di 24 milioni di abitanti è seconda al mondo per le sue riserve petrolifere. Chiunque controlli l'accesso alle riserve irachene non solo guadagna enormi profitti, ma possiede anche la chiave per il mondo politico. L'attuale guerra in Iraq, considerata da molti come una lotta per controllare le vaste riserve petrolifere, costerà ai contribuenti americani un minimo di 75 miliardi di dollari per l'indefinita lunghezza della guerra, e sarà seguita da una "presenza militare americana" che durerà dai dieci ai venti anni, secondo il segretario della difesa Donald Rumsfeld. Mentre l'intera infrastruttura civile irachena viene ricostruita, il petrolio - una volta regolato dal governo iracheno - sarà aperto alla proprietà di multinazionali straniere. Il governo statunitense e i leader corporativi stanno già compilando dei piani per realizzare degli utili sulla ricostruzione dell'Iraq, compresa l'idea di lasciare le attività di ricostruzione alle multinazionali "logistiche", come la Halliburton, la più grande società di servizi petroliferi e di gas del mondo, un tempo diretta dal vicepresidente Dick Cheney.&lt;br /&gt;Fonte: Project Underground&lt;br /&gt;14. Kuwait - Sito dell'ultima guerra di Bush contro l'Iraq, questa minuscola nazione ci offre una vaga idea degli orrori ambientali della guerra. Chiazze di petrolio, incendi incontrollati, inquinamento tossico dell'aria e distruzione degli habitat naturali sono il risultato del sabotaggio iracheno e dei bombardamenti americani. L'inquinamento derivante dalle centinaia di incendi di pozzi petroliferi superava le emissioni giornaliere di tutte le strutture industriali e gli stabilimenti energetici americani messi insieme. Non si è riusciti a estinguere completamente questi incendi prima di otto mesi dalla fine della guerra. Le bombe FAE (bombe "a vuoto") - armi convenzionali di distruzione di massa usate nella Guerra del Golfo e in Afghanistan - bruciano grosse quantità di combustibile quando esplodono sui loro bersagli. Anche le forze armate consumano enormi quantità di carburante nelle loro normali attività - 100.000 galloni al giorno per una singola portaerei. Proprio il petrolio per il quale si combatte alimenta la macchina da guerra, e viene usato anch'esso come arma.&lt;br /&gt;Fonte: Project Underground&lt;br /&gt;15. La trivellazione al largo delle coste della California - Le attività di trivellazione al largo della costa producono un flusso continuo di inquinamento; l'industria è stata segnata da versamenti sfrenati ed emanazioni tossiche. Piombo, cromo e mercurio, insieme a potenti carcinogeni come il toluene, il benzene e lo xilene, circolano nell'oceano. Le attività di trivellazione distruggono anche strati di macrocistidi, scogliere e zone paludose costiere. Durante gli anni '80 e '90, le comunità costiere vinsero molte lotte a livello locale per la regolamentazione e la restrizione delle trivellazioni. Nel 1994, la California vietò un nuovo sfruttamento del petrolio al largo della costa. Ma nel 1999, un'agenzia federale rinnovò i contratti di trivellazione a 36 siti precedentemente non trivellati lungo la costa. I funzionari statali e i gruppi ambientalisti la citarono in giudizio e il tribunale decise che il prolungamento della durata dell''affitto era illegale. Ma l'industria e i loro alleati governamentali non hanno rinunciato e la lotta per la trivellazione al largo continua sia a livello rurale che legislativo.&lt;br /&gt;Fonte: Environment California&lt;br /&gt;16. Pacific Rim - I rifiuti plastici, un aspetto spesso ignorato dell'economia petrolifera, si stanno accumulando nei paesi del Pacific Rim, dando vita a catastrofi ambientali e lavorative. Nonostante la maggior parte dei rifiuti sia costituita da buste di plastica utilizzate negli Stati Uniti, essa viene trasportata oltremare a causa di più negligenti norme sull'inquinamento, insieme a salari più bassi e protezioni per la salute dei lavoratori. Molti di questi rifiuti, inclusa la plastica selezionata per il "riciclaggio", viene alla fine buttata via o incenerita - più del 50% di quella che viene trasportata, secondo Greenpeace. I lavoratori che trattano questi materiali ricevono salari al di sotto della norma e vengono spesso esposti direttamente al mucchio di tossine che vengono rilasciate quando i prodotti petroliferi vengono raffinati.&lt;br /&gt;Fonte: Ecology Center, Greenpeace&lt;br /&gt;17. Filippine - Nelle Filippine, la popolazione sta cercando modi creativi ed efficaci per proteggere la propria salute dagli inquinatori petroliferi. A Manila, i residenti che vivono vicino a una struttura per l'immagazzinamento del petrolio di una gigante multi società hanno formato una "brigata del secchio". Utilizzando secchi da 5 galloni, essi raccolgono campioni d'aria per documentarne l'inquinamento. Nelle ex basi militari statunitensi, gli abitanti si sono alleati con la Coalizione filippino-americana per le Soluzioni Ambientali per spingere le forze armate americane a ripulire le ex basi che sono contaminate dai prodotti petrolchimici e altre tossine. Anche nelle Filippine, come in altri paesi del mondo, la popolazione si sta organizzando per vietare l'incenerimento di prodotti plastici e altri rifiuti. Bruciare la plastica e altri prodotti petroliferi produce inquinanti persistenti come la diossina che ha impatti molto gravi sulla salute delle persone. La GAIA (Global Alliance for Incinerator Alternatives), un'organizzazione con membri provenienti da 60 paesi del mondo, è stata estremamente attiva nelle Filippine, le quali diventano quest'anno il primo paese ad attuare un divieto su scala nazionale per l'incenerimento dei rifiuti. Fonte: Filipino American Coalition for Environmental Solutions.&lt;br /&gt;18. Kyoto Oilwatch Declaration - La produzione di combustibili fossili ha conseguenze distruttive in ogni sua fase, dall'estrazione all'inquinamento atmosferico. Se vogliamo proteggere la salute pubblica, mantenere la diversità biologica e culturale e stabilizzare il clima globale, dobbiamo liberarci dell'abitudine a utilizzare i combustibili fossili. Durante le negoziazioni di Kyoto, una coalizione di più di 200 tra le più importanti organizzazioni provenienti da 52 paesi hanno redatto la Oilwatch Declaration, la quale impone un'immediata moratoria su tutte le nuove ricerche di combustibili fossili (vedi http:/www.ran.org/oilreport/kyoto.html). Di solito, il più grande ostacolo a tali soluzioni internazionali sono gli Stati Uniti, che spesso si rifiutano di firmare o attuare tali trattati.&lt;br /&gt;Fonte: Rainforest Action Network&lt;br /&gt;19. Siberia - Nel Khant-Mansy Autonomous District della Siberia occidentale, ogni anno si verificano 1.000 versamenti di petrolio, secondo il Comitato Ecologico Regionale. Molte famiglie indigene hanno perso l'accesso a pascoli adeguati per accudire le renne, un fondamento del loro benessere economico e culturale. La situazione in Siberia fa parte della "violazione sistematica da parte dell'industria petrolifera del diritto delle popolazioni indigene a creare il proprio percorso di sviluppo sui propri termini culturali". Fonte: Project Underground&lt;br /&gt;Note:&lt;br /&gt;DA: &lt;a href="http://www.ecologycenter.org/erc/petroleum/world.html"&gt;http://www.ecologycenter.org/erc/petroleum/world.html&lt;/a&gt;Traduzione di Giorgia Capelli per Nuovi Mondi MediaFor Fair Use Only&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-110002104137017387?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://italy.peacelink.org/ecologia/articles/art_7987.html' title='La mappa dei costi reali del petrolio: il Mondo'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/110002104137017387'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/110002104137017387'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2004/11/la-mappa-dei-costi-reali-del-petrolio.html' title='La mappa dei costi reali del petrolio: il Mondo'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3963120.post-109843858630377944</id><published>2004-10-22T02:48:00.000-07:00</published><updated>2004-10-22T02:49:46.303-07:00</updated><title type='text'>"Via gli Usa dalla Maddalena"</title><content type='html'>WWW.REPUBBLICA.IT 22 10 04&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente della Regione Sardegna: "Dopo 32 anni&lt;br /&gt;basta con i sommergibili nucleari nelle nostre acque"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Via gli Usa dalla Maddalena"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soru chiede di chiudere la base&lt;br /&gt;di PIER GIORGIO PINNA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;LA MADDALENA - Nei giorni scorsi un primo affondo: "Il patto segreto che ha consentito la nascita del punto d'approdo per la Us-Navy sull'isola di Santo Stefano dev'essere reso pubblico". Ieri l'assalto finale: "Lo dico in amicizia: è arrivato il momento nel quale è necessario che gli americani abbandonino la base per i sommergibili nucleari". Appena conclusa la visita nell'arcipelago del Nord Sardegna al distaccamento della marina statunitense durata quasi tutta la giornata, il nuovo presidente della giunta regionale sarda, Renato Soru, non ha nascosto le sue convinzioni: "Abbiamo fatto la nostra parte per 32 anni, ci sentiamo come un esercito rimasto al fronte per tanto tempo e che adesso ha bisogno di un ricambio". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle ore precedenti Soru si era incontrato con i rappresentanti del ministero della Difesa italiano e della presidenza del Consiglio e con i vertici di marina, esercito e aeronautica del nostro Paese. Le stesse parole pronunciate in una conferenza stampa al termine della visita sono state poi ripetute dal capo del governo regionale davanti a una folla raccolta nell'aula consiliare del Comune della Maddalena, che ha risposto alle dichiarazioni con un lungo applauso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Le servitù militari sono uno dei temi in agenda trattati durante l'incontro con Silvio Berlusconi", ha poi aggiunto, ricordando come anche il poligono di Capo Teulada, nell'estremità sud occidentale dell'isola, debba essere dismesso in virtù di un'intesa firmata nel 1987 dall'allora presidente della Regione Mario Melis e dall'allora ministro della Difesa Spadolini. "Quell'impegno è stato disatteso - ha ricordato - Ora noi vogliano riproporlo in un contesto di riduzione del territorio riservato alle servitù militari". &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soru ha poi riaffermato l'esigenza di garantire un'azione di monitoraggio costante per eliminare ogni dubbio relativo alla presenza di radioattività alla Maddalena. Di recente, soprattutto dopo un incidente a un sommergibile nucleare americano a poca distanza dalla base appoggio, sono infatti riemerse preoccupazioni circa i livelli d'inquinamento radioattivo E alcune indagini indipendenti hanno mostrato come effettivamente siano stati rilevati tassi preoccupanti di sostanze fortemente nocive nelle acque marine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente ha anche parlato della riconversione dell'arsenale militare nell'arcipelago, annunciando la richiesta di non portare avanti progetti senza preventive intese con la Regione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Sardegna la presenza dei soldati è di fatto imponente: quasi 38mila ettari, il 60 per cento di tutte le servitù militari italiane, si trovano infatti nell'isola, sottratti sin dal Dopoguerra agli usi civili. Si tratta, come ha rammentato lo stesso Soru, di ridistribuire questo peso e, nel caso della Us-Navy e dell'accordo bilaterale tra il Pentagono e il governo italiano circa La Maddalena, di rinegoziare la presenza americana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto possa apparire paradossale, mentre cresce la protesta e nonostante la pronuncia negativa del comitato misto paritetico Stato-Regione, un recente piano di ampliamento della stessa base non conosce soste. Si parla dell'arrivo di altri marines, che dovrebbero così passare in breve tempo da 2500 a oltre 4000 uomini e della modernizzazione di una serie di approdi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un progetto complessivo che prevede alla fine la costruzione di infrastrutture fisse, attorno alla nave appoggio per i sommergibili nucleari Emory Landi, per un totale 57 mila metri cubi. Davvero un processo anacronistico e quasi surreale in un'area ambientale tra le più suggestive del Mediterraneo che di recente è stata trasformata in un grande parco naturale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per capire meglio che cosa significhi la presenza di questo distaccamento basterà ricordare come la Emory Land sia una nave da 22.600 tonnellate, con mille uomini di equipaggio, insieme officina e arsenale galleggiante, con a bordo i missili da crociera Slcm Cruise a testata nucleare. Visto poi che Emory Land è a tutti gli effetti territorio degli Stati Uniti d'America, ogni controllo non è possibile neanche da parte delle autorità militari italiane. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(22 ottobre 2004) &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3963120-109843858630377944?l=bocchedibonifacio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/2004/j/sezioni/cronaca/maddalena/maddalena/maddalena.html' title='&quot;Via gli Usa dalla Maddalena&quot;'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/109843858630377944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3963120/posts/default/109843858630377944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bocchedibonifacio.blogspot.com/2004/10/via-gli-usa-dalla-maddalena.html' title='&quot;Via gli Usa dalla Maddalena&quot;'/><author><name>sirtori</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry></feed>
